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Secondo Abi-Cerved, nel 2023 il tasso di deterioramento dei crediti salirà al 3,1% dal 2,2% del 2022. È la prima volta nel post pandemia. Servizi, costruzioni e agricoltura i settori più a rischio default
Dopo aver segnato nel 2022 una piccola risalita, come non accadeva da dieci anni, nel 2023 i crediti deteriorati delle banche sono tornati ad aumentare con decisione e hanno superato per la prima volta i valori pre Covid. Colpa di stretta monetaria, alta inflazione e crescita stentata, tre fattori che dovrebbero spingere le sofferenze ancora più in alto fino a portarle al picco nel 2024. Lo stimano Abi e Cerved, che vedono il tasso di deterioramento del credito alle imprese salire dal 2,2% al 3,1% di qui al 31 dicembre per poi consolidarsi al 3,8% entro la fine del 2024 e infine calare al 3,1% nei 12 mesi successivi.
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Micro e grandi imprese le più colpite
Stando agli ultimi dati pubblicati dalla Banca d’Italia, dopo il lieve aumento di fine 2022 (2,2% contro il 2% del quarto trimestre 2021), il tasso di deterioramento dei crediti delle società non finanziarie ha continuato a crescere anche nel primo trimestre del 2023 ed è arrivato al 2,3% dal 2% dello stesso periodo del 2022. Abi e Cerved, nel loro Outlook 2023-2025, stimano quindi che nella media di quest’anno gli incrementi più alti riguarderanno le micro imprese (da 2,4% al 3,3%) e le grandi (dall’1% all’1,9%). Tra le medie (dallo 0,9% al 2,4%), saranno invece coinvolte soprattutto quelle che operano nel settore industriale (dall’1,7% al 2,8%) o che sono situate nel Sud Italia (dal 2,8% al 4,0%). A fine 2025 lo stesso indicatore dovrebbe poi tornare su valori simili agli attuali in tutte le classi dimensionali di impresa.
Servizi, costruzioni e agricoltura più a rischio default
Quanto ai settori, a rischiare di più sono costruzioni e servizi, assieme all’agricoltura. In questi comparti si assisterà infatti a una maggiore crescita dei fallimenti dei crediti sia quest’anno che nel 2024. Secondo la ricerca, tra il 2022 e il 2023 i nuovi crediti in default aumentano in tutti i comparti considerati, a partire dal secondario (dall’1,7% al 2,8%) e dal primario (dall’1,8% al 2,8%). Il terziario rimane quello con il tasso di deterioramento più alto, pari al 3,2% (era il 2,3%), seguito dalle costruzioni (2,9% dal 2,1%).
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Nuovi Npl in aumento in tutti i settori
Nel 2024 l’aumento dei flussi di nuovi Npl interesserà ogni settore, con un peggioramento più accentuato per le costruzioni (dal 2,9% del 2023 al 3,9%), i servizi (dal 3,2% al 3,9%) e l’industria (dal 2,8% al 3,5%). Quest’ultima però nel 2025 farà osservare il miglioramento più netto riportandosi al 2,7%. Nonostante una discesa meno intensa (-0,6 punti percentuali rispetto al 2024), al termine del periodo di previsione quello edile sarà l’unico settore che rimarrà al di sotto dei valori del 2019 (4%). L’agricoltura passerà dal 2,8% del 2023 al 3,4% del 2024, per poi calare nel 2025 al 3,2%, comunque oltre il 3,1% del 2019.
“Avevamo previsto che nel corso del 2023, a causa delle incognite derivanti dal contesto geo-politico e con la fine certa delle misure emergenziali del periodo pandemico, i crediti deteriorati delle imprese sarebbero tornati a crescere. Il mercato però negli ultimi anni si è strutturato per gestire l’aumento dei volumi di Npl e sono maturate anche le politiche di gestione delle banche e degli operatori specializzati”, ha sottolineato il ceo di Cerved Group Andrea Mignanelli. “In questa delicata fase economica, è necessario gestire le sofferenze con stabilità e regole certe. Dati, algoritmi e tecnologie consentono di renderne più efficiente lo smaltimento, continuando a finanziare le imprese”, ha aggiunto.
Secondo il direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini, inflazione, tassi e rallentamento economico possono portare a una riacutizzazione dei rischi finanziari delle imprese. E da qui possono generarsi le condizioni per un aumento dei deteriorati. “Al riguardo andrebbero, ad esempio, riviste tempestivamente alcune regole europee vigenti che penalizzano la rinegoziazione dei finanziamenti bancari”, ha spiegato.
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