A gennaio l’indice PCE frena al 2,5% come da attese. Aumenta l’attesa per una sforbiciata a giugno. Ma secondo molti analisti per ora Powell resterà in pausa
I mercati tornano a sperare in una ripresa dei tagli ai tassi di interesse da parte della Federal Reserve. Merito dell’inflazione PCE, cioè l’indice dei prezzi delle spese per consumi personali, il preferito della banca centrale americana, che a gennaio ha segnato una frenata attestandosi al 2,5% su base annua. Seppure il dato abbia rispettato le attese e resti ben lontano dal target del 2%, per gli investitori è ora più probabile che Jerome Powell e colleghi tornino a ridurre il costo del denaro nella riunione di giugno, per poi proseguire con un’altra sforbiciata a settembre.
Secondo il Dipartimento del commercio degli Stati Uniti, a gennaio l’inflazione misurata dal personal consumption expenditure ha segnato un aumento dello 0,3% su dicembre, come da attese. L’indice core, quello al netto di energia e alimentari che la Fed usa come uno dei principali indicatori delle pressioni sui prezzi, è salito del 2,6% sullo stesso periodo dell’anno prima, segnando una decelerazione notevole rispetto all’aumento del 2,8% registrato a dicembre. Su base mensile si è invece attestato allo 0,3%, da +0,2%. Intanto, sempre a gennaio, i redditi personali negli Stati Uniti sono aumentati dello 0,9%, contro un incremento previsto dello 0,4%. Le spese per i consumi sono invece scese inaspettatamente dello 0,2%, mancando le attese che erano invece per un incremento dello 0,1%.
Il timore degli analisti
Nonostante il rinnovato ottimismo dei trader, alla luce dei dati sono molti gli analisti che frenano. La combinazione di un’inflazione ancora elevata e di una crescita economica in calo, infatti, fa temere ad alcuni analisti che il Fomc potrebbe trovarsi a dover scegliere tra i suoi due obiettivi di stabilità dei prezzi e di piena occupazione. E che potrebbe scegliere di mantenere i tassi più alti per più tempo per sconfiggere il carovita.
John Lloyd, lead Multi-sector Credit Strategies di Janus Henderson
John Lloyd, portfolio manager di Janus Henderson, sottolinea come la spesa privata sia risultata molto più debole del previsto, con una spesa individuale reale a -0,5% contro le aspettative di -0,1%, a causa della debolezza del settore auto e dei servizi. “Il clima più freddo del normale ha contribuito negativamente, ma il dato ha mostrato segni di un possibile rallentamento dei consumi”, avverte. Per l’esperto, con un aumento del 2,6% su base annua dei consumi, l’inflazione è ancora un po’ più alta di quanto la Fed vorrebbe: “Questo dato probabilmente manterrà la banca centrale americana in una fase di pausa nel breve termine”, evidenzia.
Un percorso difficile da prevedere
Secondo Lloyd, per iniziare a tagliare nuovamente i tassi, la Fed vuole vedere un’inflazione più debole o un dato sulla disoccupazione più basso. “Il percorso dei tassi di riferimento nel corso del prossimo anno è certamente più difficile da prevedere, in quanto l’economia e i mercati saranno influenzati dalle decisioni politiche del governo negli Stati Uniti e di tutto il mondo”, avverte l’esperto. Aggiungendo che, in ogni caso, con poco meno di 75 punti base di tagli cumulativi al tasso sui Fed Funds previsti, “le probabilità sono a favore di ulteriori riduzioni nel corso dell’anno e questo ci mantiene ottimisti sulla parte a breve e medio termine della curva dei Treasury USA”.
Benedetta Goldner, ETF relationship manager di BlackRock Italia, spiega come e perché gli ETF attivi che lavorano per obiettivi specifici stiano entrando nel lessico della consulenza
Lo studio di BDO evidenzia un mercato delle quotazioni AIM italiano resiliente ma selettivo: 21 nuovi sbarchi come nel 2024, mentre il valore complessivo sale a 10,2 miliardi. Lombardia in testa e forte attenzione ai temi ESG. Aumenta il peso del contesto geopolitico
Secondo l’Analyst Survey 2026 di Fidelity: cresce il divario tra i comparti legati all’intelligenza artificiale e quelli costretti a fare i conti con l’aumento dei costi e l’impatto della guerra. “Contesto d’investimento favorevole, ma più selettivo”
Dalla volatilità innescata dagli shock geopolitici al rischio di cristallizzare perdite uscendo dai mercati: l’analisi di Schroders richiama la frequenza storica delle correzioni, la rapidità dei recuperi e il costo del market timing, soprattutto quando si tenta di rifugiarsi nella liquidità
Dal Media Summit 2026 di PIMCO, Emmanuel Roman, ceo dell’asset manager, descrive un contesto di “nebbia di guerra” tra tensioni globali, sovranità energetica e maxi-ciclo di investimenti in AI. Più volatilità ma anche un nuovo set di opportunità per chi sa allocare capitale con disciplina e visione
Per i gestori, sia Washington sia Teheran hanno bisogno di un accordo, ma restano diversi ostacoli. In ogni caso, il ritorno alla normalità sarà lento. Ecco cosa può accadere e cosa significa per i portafogli
Generali Investments: il mercato ha già assorbito quasi il 40% dei volumi. Altri 540 miliardi entro dicembre, ma l’offerta potrebbe salire. Aumentano le lunghe scadenze. Meglio i Btp degli Oat
Il mercato di Seul consolida una crescita che va oltre la volatilità del momento. Merito delle riforme intraprese dal governo ma anche dell’intelligenza artificiale. E ora il Paese è un hub chiave
Dopo anni di sovraperformance, lo stile quality vive una fase complessa. Ma proprio la nuova struttura dei mercati, tra tassi alti e concentrazione, lascia spazio ad approcci più selettivi e dinamici. La strategia della casa e del suo fondo Global Focus dal punto di vista del gestore David Dudding
Per Viola di Generali Am, il segmento a 1–3 anni continua a offrire rendimenti interessanti. Ma il rischio di crescita ancora sottovalutato e spread già compressi richiedono un approccio selettivo
Secondo gli Institutional Investor Indicators di State Street, a marzo gli investitori hanno attuato un deleveraging controllato, riducendo il sovrappeso azionario. Ma hanno agito diversamente dalle precedenti crisi
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio