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Il sentiment index di CFA-Radiocor resta negativo a -47,1 punti. Gli operatori prevedono un peggioramento dell’economia italiana, ma ridimensionano le attese sui prezzi e sulla stretta monetaria. Ancora prudenti i mercati azionari, mentre cambia la prospettiva sul biglietto verde
Peggiora la valutazione del quadro economico attuale, ma le aspettative per i prossimi sei mesi restano sostanzialmente stabili. A cambiare è soprattutto la percezione del rischio inflazionistico: dopo il rialzo legato alle tensioni su gas ed energia, gli analisti si attendono pressioni sui prezzi meno persistenti. È quanto emerge dall’ultima rilevazione della CFA Society Italy-Radiocor Financial Business Survey, condotta tra il 19 e il 31 ottobre tra i soci dell’associazione. Il sentiment index si attesta a -47,1 punti: il 52,9% degli intervistati prevede un peggioramento dell’economia italiana nei prossimi sei mesi, contro appena il 5,9% che si attende un miglioramento. Il 41,2% non prevede variazioni.
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Peggiorano le prospettive internazionali
La cautela si estende anche alle principali economie internazionali. Il saldo delle aspettative sull’Eurozona si colloca a -41,2 punti, mentre quello relativo agli Stati Uniti scende a -37,5, segnando un lieve peggioramento rispetto alla precedente rilevazione. Sul fronte dei prezzi, invece, il quadro cambia direzione. I saldi delle aspettative sull’inflazione sono negativi in tutte le aree considerate: -6,3 punti per l’Italia e gli Stati Uniti, -12,5 nell’Eurozona. Gli operatori sembrano quindi considerare temporanee le pressioni generate dall’energia e prevedono un ritorno a dinamiche dei prezzi più contenute nei prossimi mesi.
Tassi, si attenuano le attese di rialzo
La revisione delle prospettive sull’inflazione si riflette anche sulle aspettative di politica monetaria. Gli analisti continuano a prevedere tassi a breve termine più elevati tra sei mesi, ma con una convinzione inferiore rispetto al mese precedente. Il saldo raggiunge 58,8 punti in Italia, 64,7 nell’Eurozona e 47,1 negli Stati Uniti. Sulla parte lunga della curva le aspettative di rialzo risultano invece più contenute: i saldi si fermano rispettivamente a 17,6, 5,9 e 5,9 punti. La survey restituisce così un orientamento ancora restrittivo, ma meno marcato rispetto alla rilevazione precedente.
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Azioni, prevale la prudenza
Le prospettive restano negative per i principali indici azionari europei. Il saldo relativo al Ftse Mib scende a -41,2 punti, mentre quello del Ftse Star si attesta a -35,7 e l’Euro Stoxx 50 a -29,4. Negli Stati Uniti, invece, l’S&P 500 torna a zero, recuperando il pessimismo emerso nella precedente rilevazione. Anche tra i settori italiani le aspettative mostrano andamenti divergenti. Il comparto bancario conserva il saldo più elevato, pari a 20 punti, pur registrando un netto ridimensionamento rispetto al mese precedente. Seguono le utilities a 6,7 punti, mentre assicurazioni e petrolifero si collocano a zero. Restano particolarmente deboli le prospettive per costruzioni (-71,4), automotive (-42,9) e meccanica (-35,7).
Dollaro in recupero, yen ancora forte
La novità più evidente sul mercato valutario riguarda il dollaro, per il quale il saldo delle aspettative torna positivo a 12,5 punti. Dopo mesi in cui prevalevano le attese di indebolimento nei confronti dell’euro, gli analisti tornano quindi a scommettere su un apprezzamento del biglietto verde. Resta ancora più marcata la fiducia nello yen, che raggiunge 46,7 punti, il valore più elevato tra le principali valute monitorate. Sul fronte delle materie prime, infine, prevalgono le attese di una flessione del petrolio: il 68,8% degli intervistati prevede una diminuzione delle quotazioni nei prossimi sei mesi, contro il 18,8% che si aspetta un aumento. Il saldo scende così a -50 punti, il livello più negativo degli ultimi mesi, in linea con il ridimensionamento dei timori sulle tensioni energetiche.
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