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Capital Group: distribuiti 546 miliardi di dollari (+7,5%). Settore finanziario in testa. In Italia +1% da inizio anno, con una crescita sottostante del 9,2% al netto di un significativo taglio. L’anno dovrebbe chiudere a 2.240 miliardi, +6,8%
La corsa dei dividendi globali non sembra conoscere ostacoli. Anche il terzo trimestre del 2026 chiude infatti con un massimo storico: 546 miliardi di dollari, oltre le attese, con una crescita del 7,5% su base annua. A certificarlo è, come di consueto, il Dividend Watch del Capital Group Global Equity Study, secondo cui l’allungo sottostante dei primi nove mesi, quello al netto di cambi, pagamenti straordinarie e altri fattori tecnici, si attesta quindi al 7%. A colpire è però soprattutto il fatto che la volata appare diffusa e non trainata solo da un gruppo limitato di società con distribuzioni particolarmente elevate. Un quadro che porta gli esperti a rivedere al rialzo le stime per l’intero anno, che ora dovrebbe chiudere alla quota record di 2.240 miliardi di dollari.
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Crescita nominale più contenuta
Da giugno a settembre, l’88% delle società incluse nell’indice di Capital Group ha aumentato i dividendi o li ha mantenuti invariati, mentre la crescita mediana delle distribuzioni ha raggiunto il 5,9%. Il dato nominale si ferma invece al 4,9%, zavorrato dalle oscillazioni valutarie e da pagamenti straordinari inferiori di quasi 7 miliardi di dollari rispetto allo stesso periodo del 2025.
Banche in testa
A spingere la corsa è stata soprattutto la finanza, che può intestarsi un terzo dell’incremento complessivo. Se le banche hanno incrementato le loro distribuzioni agli azionisti in linea con il mercato, le società finanziarie non bancarie hanno invece messo a segno un balzo del 17,6%, sostenute dai mercati dei capitali, dall’intensa attività di negoziazione e dai ricavi da commissioni. La crescita più elevata arriva però dai settori minerario e chimico, con distribuzioni in salita del 21,7%. In particolare, il solo comparto minerario ha contribuito per circa un sesto all’aumento globale, grazie al rafforzamento dei prezzi delle materie prime e a una migliore generazione di cassa. Un altro sesto viene dalla tecnologia, trainata dalle società asiatiche. Più prudenti , invece, le aziende petrolifere: nonostante le quotazioni elevate, i principali gruppi hanno infatti continuato a preferire i riacquisti di azioni proprie, strumento più flessibile, per restituire agli azionisti la liquidità in eccesso, anziché alzare rapidamente le distribuzioni ordinarie.
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Dividendi in crescita in tutte le aree
A livello geografico il quadro è eterogeneo ma nel complesso positivo. Gli Stati Uniti hanno registrato una crescita sottostante del 5,8%, con il 96% delle società che ha aumentato i dividendi o li ha mantenuti stabili. Il Regno Unito si è confermato tra i mercati più dinamici, con un +13,2% sostenuto dalla ripresa degli utili minerari e dalle maggiori distribuzioni delle banche. L’Asia-Pacifico è cresciuta del 13,3%: Australia e Taiwan hanno pesato insieme per l’82% dell’incremento regionale, la prima grazie al settore minerario, la seconda alla tecnologia, e Taiwan è stato l’unico grande mercato dell’indice a registrare un nuovo record di distribuzioni nel trimestre. Bene anche Singapore con le banche, e la Corea del Sud, sostenuta da istituti di credito e industria. La Cina, infine, è cresciuta meno della media globale.
Europa e Italia
In Europa la crescita si è rivelata solida, anche se il terzo trimestre è di norma un periodo meno intenso e il dato risente molto delle distribuzioni di singole società. L’Italia ne è un esempio: nel periodo giugno-settembre solo due società dell’indice hanno pagato gli azionisti. La crescita sottostante è dell’1,5%, ma l’effetto dei cambi porta la variazione complessiva a -1,4%. Nei primi nove mesi i dividendi italiani sono saliti dell’1%, penalizzati dal forte taglio di una singola società: senza questo effetto, l’incremento sottostante arriverebbe al 9,2%, delineando un quadro decisamente più positivo.
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Verso un 2026 da incorniciare
Il terzo trimestre, migliore delle attese, ha spinto Capital Group a rivedere al rialzo le previsioni sui dividendi globali per l’intero 2026, portandole a un livello record di 2.240 miliardi di dollari. La crescita complessiva e sottostante prevista è ora al 6,8%, contro il 6,4% e il 6% attesi tre mesi fa. Anche per il quarto trimestre le prospettive sono migliorate, sostenute dalla resilienza degli utili e dalla solida generazione di cassa nei settori finanziario, minerario e tecnologico. Secondo Alexandra Haggard, head of product per Europa e Asia-Pacifico di Capital Group, la crescita degli utili si estende a un numero crescente di settori e aree e i gestori attivi possono individuare le società meglio posizionate per trasformare questa solidità in dividendi sostenibili. “La nostra analisi dei mercati azionari nel terzo trimestre evidenzia pochi segnali di un significativo rallentamento nel breve periodo”, assicura. L’esperta sottolinea poi come l’intelligenza artificiale resti un motore importante, con un impatto che va oltre la tecnologia: il ciclo di investimenti alimenta infatti la domanda in tutto il comparto industriale, mentre la migliore redditività di materiali, servizi finanziari, industria e di alcune aree della sanità allarga la base di crescita delle distribuzioni. “Permangono alcuni rischi, tra cui gli elevati costi energetici, le tensioni commerciali e le divergenze nelle politiche monetarie”, avverte. Precisando che, nonostante questo, “il quadro di fondo rimane solido, sostenuto da una robusta generazione di cassa e da bilanci generalmente in salute”.
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