Decarbonizzazione, il grande investimento dei prossimi decenni
Secondo Mario Noera, docente di Finanza all’Università Bocconi, la sfida sarà accompagnare il cambiamento con strumenti finanziari più efficaci e investitori più consapevoli
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A un anno dall’entrata in vigore del regolamento europeo sulla finanza sostenibile (Sustainable Finance Disclosure Regulation o, in breve, Sfdr) l’industria europea dei fondi comuni appare ridisegnata nella sua offerta. In un recente report sul tema (“SFDR Article 8 and Article 9 Funds: 2021 in Review”) Morningstar ha stimato centinaia di nuovi prodotti lanciati sul mercato dopo l’entrata in vigore del regolamento, e al contempo ha osservato un’intensa attività di rebranding su fondi già esistenti che hanno cambiato nome o policy di investimento per essere classificati sotto gli articoli 8 o 9 della normativa.
“Ad un anno dall’entrata in vigore, la normativa Sfdr si è ritagliata un ruolo di rilevanza primaria nella narrativa finanziaria a livello europeo”, analizza Luca Giorgi, direttore commerciale iShares and wealth Blackrock Italia.
Lanci di nuovi prodotti nel 2021
Secondo la società di analisi e rating dei fondi, solo nel quarto trimestre del 2021 sono stati lanciati circa 200 nuovi prodotti art. 8 e 9 (più della metà dei nuovi lanci). Questi prodotti hanno intercettato il 64% dei flussi netti d’investimento totali nel periodo, pari a 81,4 miliardi.
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Come spiega l’esperto di BlackRock a FocusRisparmio, i prodotti classificati come articolo 8 ed articolo 9 sono rapidamente diventati dei punti di riferimento per gli investitori, e di conseguenza “il focus centrale nello sviluppo prodotti da parte delle case d’investimento”.
“L’entrata in vigore della normativa – prosegue – ha in particolar modo enfatizzato l’importanza di sviluppare (o convertire) strategie che già avessero caratteristiche sostenibili, in strumenti in linea con una classificazione Sfdr 8 o 9, mettendo quindi la sostenibilità e l’integrazione Esg al centro della strategia delle case prodotto”.
Secondo Morningstar sul mercato europeo in meno di un anno le masse dei fondi classificati secondo gli articoli 8 e 9 del regolamento (esclusi i fondi monetari e i fondi di fondi) hanno superato i 4mila miliardi di euro rappresentando il 42,4% di tutti i fondi europei (dati al 31 dicembre 2021). Gran parte di questi patrimoni sono gestiti da fondi attivi sostenibili, ma anche i prodotti passivi compliant con gli articoli 8 e 9 hanno guadagnato terreno arrivando a una market share pari al 9% e 17,4 per cento, rispettivamente. Fra le fund house più attive in Europa compaiono i nomi di Amundi, Nordea e Swedbank.
La fotografia sul mercato italiano è scattata da Assogestioni che al 31 dicembre 2021 rileva un patrimonio promosso di 431,7 miliardi di euro distribuito su 1.761 fondi. Il 90% di questi (1.580 prodotti con 390 miliardi di patrimonio) è riferito all’articolo 8 del regolamento mentre il resto (circa il 10% dei prodotti e delle masse) rientra nella definizione fornita dall’articolo 9. In termini di flussi, i fondi sostenibili hanno chiuso il 2021 con una raccolta netta di 15,5 miliardi nel quarto trimestre, la maggior parte di essi confluiti nei prodotti articolo 8.
Fondi aperti sostenibili in Italia
Fonte: Assogestioni, Mappa trimestrale del risparmio gestito -4° trimestre 2021
Ciononostante, Giorgi nota una crescita nell’interesse degli investitori verso i fondi detti anche dark green. “Nel corso dell’ultimo anno, sono stati i prodotti articolo 9 ad essere sempre più richiesti sul mercato, dando così una spinta definitiva ai progetti legati a fondi con un focus sulla riduzione delle emissioni nel lungo periodo. In sostanza, la normativa Sfdr ha rappresentato un punto di svolta fondamentale per spingere il mercato ad evolversi e ad allinearsi ad una integrazione dei principi Esg più stringente e uniformata, favorendo una maggior chiarezza nel panorama europeo dei fondi”, chiosa l’esperto.

Fra le case di gestione più attive sul mercato dei fondi sostenibili c’è Eurizon che al 31 dicembre conta 172 prodotti classificati secondo gli articoli 8 e 9 del regolamento per un patrimonio complessivo di 110 miliardi di euro, pari al 46% delle masse totali dei fondi. Il prodotto della casa Eurizon Fund Absolute Green Bonds è fra i più grandi articolo 9 distribuiti in Italia.
Nella sua politica d’investimento, come racconta a FocusRisparmio Caterina Ottavi, team Green and Sustainable Finance di Eurizon, il fondo compie notevoli sforzi in termini di ricerca per non incorrere in fenomeni di greenwashing. “Più in dettaglio – spiega Ottavi – scandagliamo l’universo investibile green e selezioniamo strumenti finanziari che presentano un alto livello di sostenibilità ambientale, privilegiando settori in cui l’impatto ambientale positivo è più marcato. Il fondo si avvale di un processo dedicato complementare al processo d’investimento della casa”.
Al rispetto dei criteri Esg si aggiungono poi ulteriori livelli. “Il progetto sottostante l’emissione green è oggetto di un’approfondita analisi con una valutazione di tipo oggettivo e soggettivo. Per chiarire meglio il punto, si parte da un’analisi oggettiva del progetto finanziato e si aggiunge un’analisi soggettiva che si occupa della governance, del processo di selezione dei progetti, della trasparenza, della qualità della reportistica e quindi dell’aderenza o meno ai GBP definiti dall’Icma (International Capital Market Association)”.
“Vengono infine analizzate le opinioni di revisori indipendenti, le cosiddette second party opinion, valutando la profondità di analisi, i punti di forza e di debolezza e gli elementi che possono portare a una revisione della valutazione. Il processo si conclude con la formulazione di un ranking in 5 livelli di Greenness”, conclude Ottavi.

Fra gli articolo 9 più grandi disponibili sul mercato italiano c’è poi il Global Environmental Opportunities (Geo) di Pictet. La casa d’investimenti ginevrina – spiega a FocusRisparmio il responsabile per il mercato italiano Paolo Paschetta – a fine gennaio conta masse in gestione per 53 miliardi secondo l’articolo 8 Sfdr (di cui 16,7 miliardi in Italia) e 43,4 miliardi compliant con l’articolo 9 (di cui 16,8 miliardi in Italia).
“La filosofia di investimento del comparto Pictet-Geo è altamente distintiva – sostiene Paschetta –avendo alla base un metodo scientifico con cui vengono identificate le aziende da inserire nell’universo di investimento: si tratta del modello dei Limiti Planetari sviluppato dallo Stockholm Resilience Centre nel 2009. Nell’effettuare le nostre valutazioni, applichiamo poi la Life Cycle Assessment in modo tale da calcolare l’impronta ambientale dei settori attraverso l’intera catena del valore. Il modello dei Limiti Planetari, unito alla Life Cycle Assessment, ci garantisce che le società su cui investiamo operano all’interno dei limiti di sicurezza per tutte le nove dimensioni ambientali critiche”.
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“Conoscere a fondo” è la rubrica di FocusRisparmio.com in cui passiamo al setaccio una specifica asset class su un orizzonte di investimento di medio-lungo periodo, coinvolgendo i gestori dei fondi top performer in un’analisi a più voci sui driver di performance e sulle prospettive di rendimento dei prossimi mesi.
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