Investimenti, gli italiani preferiscono fondi comuni e prodotti pensionistici agli ETF
Capital.com: il 41% si sente sopraffatto dalle informazioni finanziarie, meno della media Ue. E solo il 9% è “molto fiducioso” nell’investire in azioni
3 min
Nonostante l’elevata incertezza, il 2025 della consulenza d’alta fascia polverizza le attese e passa in archivio con un nuovo record. Le masse in gestione hanno infatti toccato quota 1.417 miliardi di euro, ben oltre i 1.355 miliardi attesi e che erano già stati superati al termine dei primi nove mesi. La crescita annuale si attesta quindi al 12,7%, pari a 160 miliardi, mentre la quota di mercato sale al 47%, con il settore che si conferma principale canale di investimento e gestore di quasi metà della raccolta indiretta delle famiglie italiane. A tracciare il bilancio è come di consueto l’Ufficio Studi dell’Associazione italiana private banking (Aipb), secondo cui il comparto ha continuato ad attrarre nuovi patrimoni anche nei contesti più complessi.
📰 Leggi anche “Private banking oltre le stime: masse a 1.371 miliardi di euro“

“I dati del 2025 confermano la solidità del private banking ma è l’analisi degli ultimi anni a offrire un’indicazione più ampia”, sottolinea infatti il presidente Andrea Ragaini. “In una fase in cui l’incertezza è diventata una componente strutturale”, spiega, “le famiglie ricercano servizi in grado di accompagnarle nel tempo e una visione del patrimonio che sia tanto complessiva quanto di lungo termine”. E con le nuove tensioni geopolitiche che si sono presentate nel 2026, secondo il manager, il valore della consulenza professionale non potrà che diventare ancora più evidente. “Guideremo gli investitori nelle fasi di maggiore instabilità del mercato e gli aiuteremo a mantenere equilibrio e coerenza nelle scelte di allocazione”, ha detto.
Secondo l’analisi Aipb, l’avvicendarsi di eventi imprevedibili anche molto diversi tra loro, ha determinato una condizione di “stabile incertezza” che ha contribuito a mantenere elevata la propensione al risparmio delle famiglie e a sostenere il flusso verso gli investimenti. In questo contesto, il private banking ha continuato ad attrarre nuovi patrimoni e confermato la solidità del modello. L’avvio del 2026, stando agli esperti dell’associazione, presenta alcune similitudini con le recenti fasi di instabilità: “Molto dipenderà dall’evoluzione e dalla durata del conflitto in Iran, da eventuali shock sui prezzi energetici e dalla possibilità di nuove fiammate inflazionistiche”, si legge nel report, “ma queste dinamiche causa-effetto sono state già osservate nel 2022 con l’invasione russa dell’Ucraina”.
📰 Leggi anche “Private banking, l’arte diventa asset: mercato da 2.500 mld“
L’analisi sottolinea anche come gli ultimi anni si caratterizzino per un elemento chiave: la continuità della raccolta. Anche nel 2022, periodo caratterizzato da forti ribassi dei mercati, il settore ha infatti registrato flussi netti positivi. Un trend che trova conferma nei dati più recenti: nel 2025 l’aumento è stato pari a 58 miliardi (+4,6%), contribuendo in modo sostanziale alla crescita complessiva del settore insieme all’effetto mercato (+61 miliardi, +4,9%) e a cambiamenti di perimetro valsi 40 miliardi. Tanta solidità si riflette anche nelle modalità di allocazione dei nuovi patrimoni, con i capitali che si sono distribuiti tra diverse forme di investimento. La componente amministrata si è mantenuta su livelli elevati dopo il picco del 2023, 23 miliardi contro i 22 dell’anno prima, mentre fondi comuni e gestioni patrimoniali hanno portato a casa complessivamente 26 miliardi di nuovi flussi per il gestito dai 10 miliardi di 12 mesi prima. Una dinamica cui ha contribuito, secondo Aipb, anche il rialzo dei rendimenti obbligazionari perchè ha alimentato la domanda di titoli di Stato da parte dei risparmiatori e rafforzato la componente amministrata.
Questa dinamica, secondo l’associazione, si inserisce in un più ampio processo di evoluzione dei portafogli. Nel corso del 2025 c’è stata infatti una progressiva ricomposizione degli asset: la quota di liquidità è scesa a poco più del 12% delle masse complessive, segnalando una graduale riallocazione verso strumenti di investimento. Nel complesso, emerge insomma una struttura della allocazioni più articolata e diversificata ma anche coerente con un contesto caratterizzato da incertezza persistente e dalla necessità di mantenere un equilibrio tra opportunità di rendimento con un’attenta gestione del rischio.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.
