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Capital.com: il 41% si sente sopraffatto dalle informazioni finanziarie, meno della media Ue. E solo il 9% è “molto fiducioso” nell’investire in azioni
Quando si tratta di investire, gli italiani si fidano più dei professionisti che di loro stessi. E preferiscono puntare su strumenti poco rischiosi come bond, fondi comuni e prodotti previdenziali. Lo rivela lo studio ‘Beyond Access’ di Capital.com, secondo cui il 41% dei potenziali investitori del nostro Paese si sente sopraffatto dalla quantità di informazioni finanziarie disponibili, un dato inferiore alla media europea del 50% ma comunque rilevante.
Scettici su Etf e azioni
Dall’indagine, condotta su 3.613 potenziali investitori in sei Paesi europei e su un campione Ue più ampio, emerge come la familiarità con l’offerta non si traduca in sicurezza sugli strumenti da gestire in prima persona. Solo il 7% degli italiani si dice molto fiducioso nell’investire in Etf e il 9% in azioni, contro il 10% e il 14% della media europea. Per quanto riguarda gli exchange traded fund, il dato tricolore è inoltre il più basso tra tutti i mercati esaminati.
Obbligazioni, fondi comuni e previdenza in testa
l livello di fiducia cresce con la gestione professionale e con il profilo di rischio più contenuto. Sommando le risposte “molto” e “abbastanza”, il 56% degli intervistati si sente sicuro con le obbligazioni, il 51% con i prodotti pensionistici e il 48% con i fondi comuni. Più indietro i titoli azionari, scelti con fiducia dal 42%, e gli Etf, fermi al 28%. In altre parole, la sicurezza diminuisce man mano che l’investitore deve scegliere direttamente cosa comprare. I risultati arrivano mentre il mercato italiano dei fondi continua a crescere. Secondo i dati Assogestioni, a fine 2025 le famiglie italiane detenevano 679 miliardi di euro in questi strumenti e 1,5 milioni di persone hanno acquistato un fondo per la prima volta nel corso dell’anno.
Meno ansia, meno bisogno di aiuto
Gli italiani si distinguono poi anche per un approccio più sereno. Solo il 36% fatica a filtrare le informazioni irrilevanti, il dato più basso tra i mercati analizzati, contro una media del 45%. Inoltre solo il 43% teme di prendere una decisione di cui potersi pentire, meno del 54% europeo. Inferiore alla media è anche l’interesse per un riepilogo semplificato che spieghi se un investimento sia adatto al proprio profilo: lo giudica molto o estremamente utile il 45%, contro il 59% degli europei.
Per Christoforos Soutzis, ceo Europe di Capital.com, avere molti dati a disposizione non equivale a sentirsi pronti ad agire. “Gli italiani sono i meno propensi a sentirsi sopraffatti dalle informazioni sugli investimenti; eppure, meno di uno su dieci si dichiara molto fiducioso nell’investire in azioni o Etf”, osserva. Secondo l’esperto, le scelte migliori nascono dalla comprensione dei rischi e dalla possibilità di valutare con i propri tempi, anche decidendo di non investire. “Lo studio dimostra che gli italiani si sentono più sicuri con obbligazioni, previdenza e fondi comuni invece che con singole azioni o Etf: questo dato si allinea con la forza del mercato italiano dei fondi gestiti, in cui un gestore professionista si occupa delle scelte d’investimento quotidiane”, aggiunge. Rimarcando che, a prescindere dal percorso scelto, “comprendere i rischi e valutare quanto un investimento si adatti alla propria situazione personale conta più della rapidità con cui si agisce”.
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