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EFPA Italia: due italiani su tre cercano di risparmiare, ma metà della GenZ vive alla giornata. Chi sceglie di fare la formica, però, comincia prima delle generazioni precedenti: a 27 anni. Le informazioni? Dal web
Gli italiani si confermano un popolo di formiche, ma qualcosa sta cambiando. Se infatti il 66% preferisce rinunciare a qualcosa oggi in cambio di un futuro più sereno, il 34% preferisce vivere il momento e spendere ciò che ha. Un atteggiamento diffuso soprattutto tra la GenZ, con quasi un giovane su due che vive alla giornata e il 63% che conta ancora sulla pensione pubblica per un futuro post-lavorativo sereno. Il quadro emerge dalla ricerca “Planning better, living longer: italiani più cicale o formiche?” di EFPA Italia, secondo cui qualcosa sta però cambiando. Anche tra i ragazzi, infatti, inizia a farsi strada l’idea che l’assegno Inps possa non essere sufficiente e chi sceglie di risparmiare comincia prima delle generazioni precedenti: a 27 anni, contro i 56 dei Boomers
Giovani cicale
Secondo l’indagine, realizzata da FINER Finance Explorer su oltre novemila italiani e presentata in occasione dell’EFPA Meeting 2026 di Firenze, tra i Boomers le cicale sono appena il 19% e restano minoranza anche nella Gen X (21%). Il punto d’inversione arriva con i Millennials, dove la quota sale al 39%, fino alla GenZ, che sfiora il 50% (47%). Tra i ventenni, insomma, chi vive alla giornata è più del doppio rispetto ai genitori. Un dato che, sottolinea lo studio, rivela un rapporto diverso con il tempo e con le certezze, perché per loro il futuro appare più incerto e meno prevedibile.
Formiche miopi
Anche chi risparmia spesso non lo fa nel modo più efficace, mostrando quella che lo studio definisce una forma di “miopia finanziaria”. Tra le formiche della GenZ, infatti, quasi la metà (49%) lascia i soldi sul conto corrente e il 39% investe in modo sporadico. Non solo: appena un giovane su quattro fa crescere il suo gruzzolo con costanza, investendo un po’ alla volta o aderendo a una pensione integrativa, contro più di un Boomer su due (52%).
Si comincia prima, ma l’informazione arriva dal web
La buona notizia è che le nuove generazioni si pongono il problema molto prima. I Boomers hanno iniziato a occuparsi seriamente del proprio futuro in media a 56 anni, la Gen X a 40, i Millennials a 34. La GenZ lo fa invece già a 27, dimostrando un significativo cambiamento culturale, anche se resta il nodo della continuità. Cambiano poi anche i punti di riferimento. Tra i Boomers il consulente finanziario è la guida principale per le scelte di risparmio e investimento (30%), seguito dall’iniziativa personale (22%). La Gen Z, invece, viene stimolata soprattutto da media e internet (31%), poi da amici e colleghi (20%) e infine dalla famiglia (14%). Un segnale che indica come il tema stia entrando nel linguaggio quotidiano, ma che pone una nuova sfida: trasformare un’esposizione frammentaria in conoscenza davvero utilizzabile.
Pensione e obiettivi
Guardando al futuro, emerge che il desiderio più comune tra gli italiani (54%) è quello di mantenere lo stesso stile di vita, seguito dalla possibilità di accedere alle migliori cure mediche (35%) e di potersi permettere un aiuto extra in casa, come una colf (30%). Anche qui pesano le differenze generazionali: per i Boomers la priorità resta conservare il proprio stile di vita (66%), mentre per la Gen Z conta quasi altrettanto potersi concedere qualche sfizio (37%, contro il 19% dei Boomers). Per i più grandi, insomma, il benessere è continuità e sicurezza, per i più giovani è anche libertà di scegliere esperienze, passioni e progetti.
Cala la fiducia nella pensione pubblica
Per sostenere il proprio stile di vita, più della metà degli italiani (52%) si affida soprattutto alla pensione pubblica e all’aiuto dello Stato. E sono proprio i più giovani, quelli con l’orizzonte più lungo, a riporvi maggiore fiducia: il 59% dei Millennials e il 63% della GenZ, contro il 39% dei Boomers. Il dato è però in miglioramento rispetto a un anno fa, quando tra i ventenni la quota toccava il 77%. Il calo suggerisce una presa di coscienza più realistica sulla sostenibilità del welfare pubblico. “Sebbene gli italiani si dimostrano un popolo di formiche, i giovani raccontano un rapporto diverso col futuro: percepiscono l’importanza di iniziare subito a risparmiare e investire il proprio denaro, ma senza rinunciare a vivere il presente”, commenta Marina Maghelli, consulente certificata EFPA e membro del cda di EFPA Italia. Per l’esperta si tratta di una buona notizia “a patto di trasformare questa sensibilità in scelte concrete, avvalendosi anche del supporto di consulenti esperti”. Pianificare infatti, conclude, “non significa necessariamente rinunciare a vivere, bensì sfruttare al meglio gli strumenti per realizzare i propri sogni anche in età avanzata”.
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