I flussi della consulenza crescono del 24,4% su base annua. Trainano titoli di Stato ed ETP nell’amministrato, mentre nel gestito si distinguono unit linked e previdenza. Clienti oltre quota 5,6 milioni
Le reti di consulenza archiviano i primi nove mesi del 2026 con una raccolta netta pari a 51,7 miliardi di euro, in aumento del 24,4% rispetto ai 41,5 miliardi dello stesso periodo del 2025. È quanto emerge dall’ultima mappatura ad opera di ASSORETI, secondo cui il 94,4% dei flussi è stato investito in prodotti del risparmio gestito o strumenti amministrati e solo il 5,6% è rimasto fermo sui depositi o nei conti correnti. Risultati che, insieme a un base clienti ormai giunta sopra 5,6 milioni di persone, conferma un bilancio positivo per il settore.
Nel solo mese di settembre la raccolta ha superato i 6 miliardi, viene spiegato in dettaglio dal report di Assoreti, segnando un incremento del 64,1% su base annua e del 28,4% rispetto ad agosto. Quanto agli utenti, invece, l’incremento registrato da gennaio è pari a 232mila unità contro le 181mila acquisite nello stesso periodo dell’anno precedente. Dati incoraggianti anche per quanto riguarda la consulenza a parcella, che ha ricevuto afflussi per 571 milioni a settembre e quasi 11 miliardi year-to-date. “Sono nove mesi di continua crescita e a evidenziare la rilevanza dei risultati non sono soltanto i volumi di raccolta ma soprattutto la capacità di accompagnare sempre più risparmiatori in un percorso di evoluzione culturale”, ha detto il segretario generale dell’associazione, Marco Tofanelli, sottolineando la maggiore consapevolezza del valore di trasformare il risparmio in investimenti di medio-lungo periodo.
Unit linked e previdenza sostengono il gestito
La raccolta netta del risparmio gestito si è concentrata soprattutto sul comparto assicurativo-previdenziale, che ha registrato versamenti in crescita del 10,8% a 9,2 miliardi di euro nel periodo esaminato. All’interno del segmento spiccano le unit linked, con premi netti pari a 6,5 miliardi (+62,8%), e i prodotti previdenziali: 820 milioni sono confluiti nei fondi pensione (+26,3%) e 635 milioni nei piani individuali pensionistici (+64,1%). La distribuzione diretta di quote di fondi comuni ha invece generato 11,5 miliardi di raccolta netta, in flessione del 18,7% su base annua. Le preferenze si sono orientate verso i fondi obbligazionari, che hanno raccolto 3,2 miliardi, seguiti dagli azionari con 2,7 miliardi e dai flessibili con 2,5 miliardi. Prosegue anche la crescita delle gestioni patrimoniali individuali, che hanno raccolto 4,6 miliardi (+17,7%) nei nove mesi e 167 milioni a settembre. Nel complesso, il contributo delle reti all’industria degli Oicr aperti è stato positivo per 21,2 miliardi.
Prosegue anche l’interesse per gli exchange traded product, che hanno registrato investimenti netti in aumento del 53% rispetto allo stesso periodo del 2025 a quota 6,3 miliardi. Ancora più marcata la crescita dei certificates, i cui flussi netti sono quadruplicati a 2,9 miliardi. In deciso aumento anche gli investimenti in azioni, con i 2 miliardi confluiti sul segmento che superano ampiamente il risultato dell’anno precedente. Nel solo mese di settembre, la raccolta in titoli è stata positiva per 2,3 miliardi di euro mentre il flusso di liquidità mensile si è attestato a 2,5 miliardi.
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