Articolo pubblicato su FR MAGAZINE | Settembre – Ottobre 2021 |
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È ormai chiaro che la crescita del settore porterebbe dei benefici per l’intero Paese, ma resta ancora da scoprire quale possa essere la leva da muovere per poter far decollare in modo definitivo i fondi pensione in Italia. Un aiuto potrebbe arrivare dall’Europa
Arianna Immacolato, direttore Fisco e Previdenza di Assogestioni
La previdenza complementare in Italia è un progetto ancora da completare. Spesso è questa la sentenza che viene fatta cadere sul complesso e articolato sistema di fondi pensione che caratterizza il nostro Paese.
A pesare è indubbiamente il livello delle adesioni fermo a circa il 33% delle forze di lavoro, ancora troppo basso se paragonato a quello presente in altri Stati. Non vi è dubbio che un eventuale aumento dei tassi di adesione porterebbe con sé rilevanti effetti positivi. Oltre ad una maggiore copertura previdenziale per i lavoratori, si avrebbe un aumento delle dimensioni dei fondi pensione con un conseguente rafforzamento del loro ruolo nella vita economica del Paese in qualità di investitori istituzionali.
L’opportunità PEPP
Le forme pensionistiche complementari offrono già molti elementi che rendono questi prodotti meritevoli di interesse da parte dei risparmiatori. Si pensi, ad esempio, al trattamento fiscale di particolare favore ad essi concesso nella fase di erogazione delle prestazioni, e alle numerose possibilità di anticipazioni e riscatti. Questi aspetti però non sembrano essere sufficienti e, dopo circa sedici anni dall’ultima riforma, è arrivato il momento di avviare delle iniziative in grado di rilanciare il settore…
* direttore Fisco e Previdenza di Assogestioni
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Il tema previdenza complementare verrà trattato nella conferenza “La previdenza complementare tra novità normative e strategie di investimento”, giovedì 16 settembre 2021 (ore 11.45, sala Blue 1 al MiCo di Milano). Clicca qui per iscriverti.
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