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L’articolo è pubblicato su FocusRisparmio Magazine di luglio-agosto 2022 dal titolo “La grande rotazione”, disponibile in versione digitale al seguente link.
Gli investitori istituzionali rispondono al nuovo corso delle politiche monetarie ripensando il ruolo del reddito fisso in portafoglio. Spazio a strategie alternative altamente decorrelate
Il mercato obbligazionario globale vive una fase di forte discontinuità rispetto al passato. Da inizio anno, per rispondere alle mosse restrittive delle banche centrali, gli investitori hanno ridotto in maniera consistente le posizioni nel reddito fisso causando una discesa senza precedenti nei prezzi dei principali titoli obbligazionari, sia negli Stati Uniti che in Europa.
“Le aspettative di politiche monetarie restrittive hanno generato un diffuso sottopeso sui mercati obbligazionari sia per prendere profitto sulle posizioni in plusvalenza ancora in essere, sia per ridurre in generale il rischio tasso”, esordisce Cosimo Musiello, senior partner di Prometeia Advisory Sim. “Sebbene si sia registrata una tendenza generale al deflusso dall’obbligazionario, negli ultimi 12 mesi abbiamo assistito ad un aumento dell’attività di ricerca di gestori obbligazionari tra i clienti istituzionali globali che cercano di riposizionare i loro portafogli”, osserva Ottavia Sebastiani, senior director, client consulting Italy di bfinance.
“Ciò ha comportato – aggiunge – un aumento dell’esposizione al credito a più alto rendimento, come le obbligazioni corporate high yield e il debito dei mercati emergenti, la riduzione del rischio di duration e l’aggiunta di esposizione al debito a tasso variabile, come i leveraged loans e gli asset-backed securities”. Una variabile importante che ha inciso sui flussi di investimento degli istituzionali europei in questa prima parte di anno è stata quella dei tassi di cambio. “Il dollaro si è apprezzato per la restrizione monetaria della Fed, in anticipo rispetto alla Bce, e per le maggiori incertezze sull’economia europea, in seguito alla guerra in Ucraina. Con questi livelli di cambio gli investimenti in valuta risultano più rischiosi per la probabilità che vi possa essere un riequilibrio verso livelli dell’euro meno deboli di quanto non siano stati finora, scenario contemplato anche nelle nostre previsioni”, conferma Musiello.
E prossimamente “gli investitori dovrebbero tenere d’occhio i prezzi dei tassi d’interesse e valutare quando potrebbe essere opportuno aumentare nuovamente la duration. Quando le condizioni macroeconomiche cambieranno, i portafogli a reddito fisso avranno bisogno di duration per svolgere la loro tradizionale funzione di protezione dalle correzioni dei mercati azionari”, dice Sebastiani.
Per quanto riguarda le scelte degli investitori istituzionali nel prossimo futuro, gli esperti contattati da FocusRisparmio vedono un certo movimento nelle strategie che possono ritrovare quella decorrelazione rispetto ai mercati azionari che negli scorsi mesi è mancata…
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E’ possibile leggere l’articolo integrale alle pagine 56-57 di FocusRisparmio Magazine di luglio-agosto 2022, disponibile in versione digitale al seguente link.
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