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Secondo l’Executive Opinion Survey 2025, in testa ai rischi per i prossimi due anni c’è ancora una possibile recessione. Segue la frammentazione sociale. Salgono i timori per le minacce tech
Incertezza economica e frammentazione sociale. Sono questi i principali rischi per i prossimi due anni secondo i business leader dei Paesi del G20, che li temono più di una possibile ripresa dell’inflazione. A rivelarlo è l’Executive Opinion Survey 2025, condotta dal World Economic Forum con Zurich Insurance Group e Marsh McLennan, da cui emerge come i problemi legati a sanità e pensioni pubbliche, alla carenza di opportunità economiche e alla diffusione della disinformazione siano ormai considerati minacce rilevanti anche per le imprese.
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Lo spettro recessione continua a fare paura
L’indagine, che coinvolge ogni anno oltre undicimila leader d’impresa in 116 Paesi, punta a individuare i cinque principali rischi per le aziende nei prossimi due anni. In testa alla classifica generale, per il terzo anno consecutivo, si piazzano i timori legati a una recessione economica. Nonostante la resilienza della crescita globale, lo spettro di una contrazione continua quindi a dominare le preoccupazioni dei business leader ed è al primo posto anche nelle classifiche locali di Stati Uniti e Regno Unito.
Pensioni e sanità non sono più un problema solo dei governi
Secondo e terzo posto sono invece riservati ai rischi sociali. In particolare preoccupano quelli legati all’insufficienza dei servizi pubblici e delle tutele sociali (secondo posto) e quelli connessi alla mancanza di opportunità economiche o alla disoccupazione (terzo posto). Un balzo, viene sottolineato nel report, che riflette le crescenti preoccupazioni per la frammentazione della società. L’inflazione, che nel 2024 era stata indicata come il terzo pericolo maggiore, è invece scesa in quarta posizione.
“L’indagine di quest’anno è chiara: ambiti cruciali come pensioni e sanità pubblica non sono più solo questioni governative, ma priorità da affrontare anche nei consigli di amministrazione”, sottolinea Alison Martin, ceo Emea & bank distribution di Zurich. “Preoccupa il fatto che oggi in Europa ci siano meno di tre adulti in età lavorativa per ogni pensionato e che oltre un terzo dei cittadini dell’Ue non stia risparmiando abbastanza per la pensione”, spiega l’esperta. Che rimarca come questi divari mettano a rischio il benessere della forza lavoro e la stabilità sociale nel suo complesso.
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Sale la preoccupazione per le minacce tech
Quest’anno poi, per la prima volta, entrano nella top five le minacce tecnologiche legate alla misinformazione e alla disinformazione, posizionandosi al quinto posto. Il balzo riflette il timore dei business leader del G20 che i progressi dell’intelligenza artificiale stiano alimentando una ‘guerra dell’informazione’ in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche. E che tutto questo possa influenzare elezioni e mercati globali, oltre che mettere a rischio infrastrutture critiche e sicurezza informatica. Fuori dalla rosa dei primi cinque rischi restano invece gli eventi meteorologici estremi, che nel 2024 erano stati indicati come il quinto pericolo più rilevante.
“La proliferazione di misinformazione e disinformazione, alimentata dall’ascesa dell’intelligenza artificiale, sta ampliando la scala e la portata delle attività dei cyber criminali”, osserva Andrew George, president Marsh Specialty. Per questo, secondo l’esperto, le sfide poste dalla rapida adozione dell’AI e le minacce cyber ad essa associate sono salite in cima alle agende dei consigli di amministrazione. Al contempo, conclude George, sebbene i fattori economici e geopolitici abbiano distolto parte dell’attenzione dagli impegni per il cambiamento climatico nel breve termine, “le aziende sono chiamate a rimanere concentrate sui loro obiettivi ambientali per mitigare i rischi associati al cambiamento climatico nel lungo periodo”.
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