Articolo pubblicato su FocusRisparmio (Gennaio – Febbraio 2022). Accedi e scaricalo gratuitamente a questo link.
L’investimento tematico in un portafoglio private diversificato attribuisce valore alla conservazione del capitale e alla sua moderata crescita. Se indirizzato verso temi ‘secolari’ si ottiene anche un effetto di decorrelazione dal ciclo economico
Luca Vaiani, head of Investment Strategy e senior portfolio manager di Fideuram AM Sgr
I fondi tematici conquistano porzioni di portafoglio sempre maggiori nelle allocazioni costruite per i clienti con grandi patrimoni da S gr e banche. “Sempre più le nostre gestioni patrimoniali affiancano una logica tematica ad un’asset allocation tradizionale. Con i temi si aggiunge una dimensione in più che è importante avere per aumentare le fonti di rendimento”, spiega Luca Vaiani, head of Investment Strategy e senior portfolio manager di Fideuram AM Sgr.
“Nei nostri portafogli azionari globali, l’esposizione tematica raggiunge anche il 30%. A seconda delle diverse fasi di mercato tale esposizione viene modulata in termini sia quantitativi che qualitativi”, afferma Marco D’Orazio, responsabile investimenti di BG Fund Management Luxembourg.
Tematici, perché piacciono
Alessandro Caviglia, responsabile Investment Management and Strategy di Cordusio Sim
“I tematici sono prodotti che alimentano un’interazione più evoluta fra banker e cliente poiché aumenta il livello qualitativo della narrazione che si basa su argomenti da un lato più vicini alla quotidianità di un cliente imprenditore, come transizione energetica e consumi; dall’altro di grande attualità (ad esempio, geopolitica e innovazione tecnologica) in relazione alle grandi trasformazioni, non solo economiche, che stiamo vivendo”, sostiene Alessandro Caviglia, responsabile Investment Management and Strategy di Cordusio Sim.
Inoltre, “in un portafoglio private diversificato, che attribuisce grande valore soprattutto alla conservazione del capitale e alla sua moderata crescita; con l’investimento tematico, specie se indirizzato verso temi ‘secolari’, si ottiene in aggiunta anche un effetto di decorrelazione dal ciclo economico (che invece influenza la parte restante del portafoglio)”, analizza D’Orazio.
Il ruolo del megatrend
Per il responsabile investimenti di Banca Generali la componente da dedicare ai fondi tematici è “sicuramente quella satellite” una porzione di portafoglio che “andrà progressivamente ad aumentare in considerazione del proliferare di nuove soluzioni di investimento specializzate in tematiche ad alto contenuto di crescita e innovazione molto più interessanti e attraenti dei classici fondi di tipo geografico”, spiega.
“Da una parte hanno il ruolo di complementare la tradizionale allocazione geografica e settoriale, con elementi trasversali e ad alto potenziale di redditività. Dall’altra aiutano nel necessario processo di aumento della componente azionaria e nell’ampliamento dell’orizzonte temporale di investimento, elementi essenziali nello scenario attuale”, illustra Caviglia di Cordusio Sim, che aggiunge: “data la loro importanza, i temi di investimento trovano spazio in tutti i servizi e prodotti di investimento che offriamo ai nostri clienti: dalle gestioni di patrimonio alla consulenza di portafoglio, dalle polizze assicurative ai certificati di investimento.
Inoltre, sicuramente i fondi a gestione attiva sono i veicoli più diffusi per implementare le scelte di investimento tematico ma, date le capacità interne di analisi e selezione della nostra forte struttura di produzione locale, implementiamo i temi anche tramite portafogli di singole azioni o Etf con selezionati indici tematici sottostanti”.
La selezione del giusto megatrend
Davide Scutti, fund analyst Banca Finnat Euramerica
“Per i fondi che investono in azioni su temi specifici, la difficoltà principale è quella di trovare nel processo e nella proposta di gestione qualcosa di diverso da quanto può offrire un Etf o una gestione passiva”, evidenzia Davide Scutti, fund analyst Banca Finnat Euramerica. “La scelta di un prodotto viene fatta mediante dei processi di analisi, che cercano di intercettare la capacità del gestore nel generare un rendimento migliore di quello dell’indice di riferimento o di uno strumento passivo. La metodologia utilizzata in Banca Finnat per la selezione dei fondi di investimento, si avvale di un processo articolato, sia con un approccio quantitativo per un primo confronto tra fondi e strumenti della stessa tipologia, che di uno qualitativo mediante incontri con il gestore e la casa di investimento, dove vengono analizzati i vari aspetti che solo in questa fase possono emergere”, aggiunge.
Per Cordusio un importante requisito nella selezione del giusto prodotto tematico è la stabilità nel tempo: “un turnover dei titoli in portafoglio eccessivamente elevato – rimarca Caviglia – è considerato come un elemento negativo nel processo di analisi e selezione”.
Prospettive future
Marco D’Orazio, responsabile investimenti di BG Fund Management Luxembourg
Questa la view di Vaiani di Fideuram AM Sgr: “La nostra impostazione di lungo periodo ci porta a favorire le aree geografiche, i settori e i temi di investimento a maggiore crescita degli utili e caratterizzata da più elevata qualità dei bilanci.
I temi dell’innovazione, dell’evoluzione dei modelli di consumo e della conversione energetica rappresentano opportunità che favoriamo strategicamente”. Per Marco D’Orazio di BG Fund Management Luxembourg “mentre nel 2020 ci si è concentrati sui temi di innovazione tecnologica e transizione energetica, nel 2021 i temi legati alla reflazione e al repricing del settore finanziario sono stati i più cavalcati”, chiosa.
Nel suo outlook annuale per il 2022 Cordusio Sim si concentra sulla reflazione. “In un contesto di crescita e inflazione, uno dei temi che abbiamo individuato è quello dell’innovazione tecnologica che, anche a causa della pandemia, ha visto un’accelerazione senza precedenti. Da non dimenticare poi la geopolitica: da una parte l’Asia e la Cina, serie concorrenti al dominio economico Usa, dall’altra l’Europa, che anche grazie al momento positivo dell’Italia, compie passi importanti in vista di una maggiore futura integrazione. E infine, la transizione energetica e la lotta al cambiamento climatico, presupposti imprescindibili per prospettive di crescita sane e sostenibili”, conclude Caviglia.
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