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Il 34% è fiducioso sulle prospettive della propria azienda. E il 63% prevede ricavi in aumento. Migliorano le intenzioni di investimento. Nel nostro Paese vede rosa solo il 21%. La survey Deloitte
Sei mesi fa erano pronti al peggio, ma con la recessione più attesa di sempre che tarda ad arrivare e l’economia europea che si sta dimostrando più resiliente del previsto, i chief financial officer del Vecchio Continente sono diventati cautamente ottimisti. E sono la maggioranza coloro che ora prevedono per la propria azienda una crescita dei ricavi da qui a un anno. La svolta emerge dalla European Cfo Survey di Deloitte, secondo cui il sentiment dei 1.366 direttori finanziari intervistati è decisamente migliorato in tutti i 16 Paesi sondati, eccetto che in Italia. Da noi la quota di chi vede rosa è infatti ancora inferiore a quella dei pessimisti.
Migliora il sentiment dei cfo, ma non in Italia
Dietro il ritorno della fiducia, oltre a un inverno archiviato meglio del previsto, c’è l’affievolirsi delle preoccupazione per la crisi energetica e la corsa dei prezzi che nella precedente edizione della survey facevano temere il peggio. Oggi, con un saldo netto del +8% (56 punti percentuali in più rispetto alla rilevazione autunnale), i cfo europei possono essere definiti come cautamente ottimisti. In particolare, il 34% si sente più fiducioso rispetto a sei mesi fa sulle prospettive finanziarie della propria azienda: 21 punti percentuali in più rispetto a settembre.
Il sentiment è migliorato in tutti i Paesi, ma non in Italia, dove i cfo con una prospettiva meno rosea rispetto al futuro (27%) sono ancora in percentuale leggermente superiore ai i “più ottimisti” (21%) e il saldo netto rimane negativo (-6%). In Spagna la quota dei positivi è pari a quella di chi vede nero, per un saldo netto pari allo 0%, mentre in Germania ci sono più manager ottimisti (40%) che pessimisti (27%). A livello settoriale, i direttori finanziari del settore automobilistico sono di gran lunga i più fiduciosi (47%), seguono quelli del settore viaggi e turismo (42%). Diversa la situazione nel retail, dove solo il 26% vede rosa.
Figura 1. Prospettive economiche nella primavera 2023
Rispetto a tre mesi fa, come ti senti rispetto alle prospettive finanziarie della tua azienda?
Oltre la metà prevede ricavi in aumento
Nonostante siano ben consapevoli delle incertezze e dei rischi globali, i cfo europei sono più fiduciosi sui parametri chiave delle loro aziende: il 63% prevede un aumento dei ricavi nei prossimi 12 mesi, mentre solo il 19% teme un calo. Si registra poi un saldo netto positivo del 10% per quanto riguarda i margini operativi, con un miglioramento di ben 48 punti percentuali rispetto alle fosche prospettive dell’autunno scorso. Inoltre, anche se i costi di finanziamento sono aumentati, il 37% prevede di aumentare le spese in conto capitale nei prossimi 12 mesi, mentre una quota inferiore, pari al 24%, conta di ridurle.
A livello settoriale, le imprese più intenzionate ad aumentare le spese in conto capitale sono quelle del settore energetico, le utilities e quelle del settore minerario (saldo netto di +38%), ma anche quelle dei servizi professionali e alle imprese (+36%). Le aziende del commercio al dettaglio (+4%), invece, e il settore delle costruzioni (+4%), con i tassi d’interesse che penalizzano i prestiti ipotecari e i prezzi degli immobili, mostrano scarsi segnali di voler aumentare la spesa per investimenti.
Un’azienda su tre è pronta ad assumere
La ripresa delle prospettive di guadagno e di investimento si riflette anche sulle intenzioni in termini di assunzioni. Sebbene la maggioranza relativa delle aziende (46%) non preveda alcuna variazione nei livelli di organico, oltre un terzo (35%) prevede di incrementare il personale. Le intenzioni di assunzione sono più forti nei settori dei servizi aziendali e professionali (+52%) e del turismo e viaggi (+45%). Solo il settore del commercio al dettaglio prevede di ridurre (-5%) il numero di dipendenti. In Italia e Spagna il 33% dei cfo intende aumentare la propria forza lavoro nel corso del prossimo anno, mentre in Germania tale percentuale arriva al 30%.
In aumento le intenzioni di investimento
Anche se sono ancora il 65% i cfo che continuano a ritenere alto il livello di incertezza finanziaria ed economica esterna, si tratta di una percentuale notevolmente inferiore rispetto all’81% registrato in autunno. Il saldo netto, pari a +62%, è vicino alla media storica. Con il persistere delle tensioni geopolitiche, quasi la metà (+47%) delle imprese europee prevede di espandere la propria presenza in Europa occidentale e in Nord America (+41%). Una tendenza che accomuna anche l’Italia, i cui direttori finanziari prevedono di aumentare gli investimenti soprattutto in Europa occidentale (55%) e Nord America (47%). L’Africa, il resto dell’Asia e la Cina, invece, attualmente risultano meno attraenti per le aziende europee, probabilmente a causa delle difficoltà delle catene di approvvigionamento globali.
Figura 2. Presenza Globale
La sua azienda sta pianificando di espandere o ridurre la sua presenza (investimenti, commercio, ecc.) in determinati Paesi/regioni del mondo a causa delle attuali tensioni geopolitiche?
Ripensare la supply chain per migliorare i risultati
Anche se negli ultimi mesi i problemi legati alla supply chain si sono attenuati, l’esigenza di ripensare la catena di approvvigionamento continua a tenere occupati i cfo. Per mitigare le difficoltà legate a questo problema, la metà ha dichiarato di fare un uso maggiore degli strumenti di pianificazione digitale, mentre il 40% punta sulla la diversificazione dei fornitori e delle rotte di distribuzione, il 38% su una maggiore collaborazione con i fornitori e il 34% su stress test di scenario. Così, oggi solo l’11% delle aziende europee intervistate dichiara di non aver intrapreso o di non avere intenzione di intraprendere alcuna azione sulla supply chain. E le aziende i cui direttori finanziari hanno dichiarato di aver affrontato il problema valutano le loro prospettive in modo più ottimistico rispetto a quelle che non hanno affrontato il tema.
Figura 3. Azioni per mitigare le sfide legate alla supply chain
La tua azienda sta intraprendendo o vuole intraprendere una delle seguenti azioni?
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