La presidente f.f. della Commissione di vigilanza sui fondi pensione analizza per FocusRisparmio i numeri del comparto, vicino ormai ai 10 milioni di aderenti ma ancora con un deficit importante in termini di partecipazione giovanile. Valutazioni e proposte per guardare agli sviluppi futuri
Francesca Balzani, presidente Covip
I numeri dei fondi pensione in Italia non sono di semplice interpretazione perché, nonostante una platea ormai nutrita di aderenti, rimandano a molti quesiti decisivi per la tenuta complessiva del sistema previdenziale in un futuro fatto di allungamento della vista media e nuove esigenze durante e post vita lavorativa. FocusRisparmio ha raggiunto Francesca Balzani, presidente f.f. della Commissione di vigilanza sui fondi pensione per una spiegazione del quadro di riferimento direttamente dall’autorità garante del buon funzionamento di un comparto strategico per lo sviluppo del Paese.
I dati a fine 2023 presentati lo scorso giugno dalla Covip mostravano da un lato un consolidamento per quanto riguarda patrimonio e adesione e dall’altro un ritmo di crescita non in linea con la prospettiva delle esigenze previdenziali future. I dati dei primi nove mesi del 2024, contenuti nel recente aggiornamento statistico, mostrano infine una crescita per adesioni, contributi e rendimenti. Quali sono gli elementi più positivi e quelli più deficitari
del comparto?
Un elemento indubbiamente positivo è proprio l’andamento dei rendimenti, anche considerato sull’orizzonte temporale decennale, sicuramente più coerente con la finalità del risparmio previdenziale. Il rendimento medio annuo, infatti, nel periodo che va dal 2014 alla fine del 2023, si colloca, nelle linee a maggiore contenuto azionario, intorno al 5% mentre per le linee bilanciate è stato fra il 2% e il 3% e per quelle garantite intorno all’1%. Questo dato rende subito evidente quanto sia importante una scelta informata nei propri investimenti, soprattutto quando si è giovani e si hanno davanti molti anni prima del momento della pensione, cioè un tempo nel quale si possono anche ‘assorbire’ eventuali cicli negativi del mercato. Come abbiamo sottolineato nella relazione annuale, la collocazione in una linea garantita dei contributi dei lavoratori silenti determina una perdita di opportunità in termini di redditività che è particolarmente significativa proprio per i più giovani…
Per il Marsh CFA Global Pension Index 2026, a livello globale siamo 41esimi su 55 Paesi. Colpa dell’elevato debito pubblico, della scarsa crescita economica e della la bassa adesione alla previdenza complementare
Secondo i dati di Moneyfarm, il 38% non ha paura di mettere a frutto la liquidità, ma per il 26% prevale il timore di perdere tutto. Il 37% si sente tranquillo nel tenere i risparmi sul conto. E al 18% basta recuperare l’inflazione per dirsi soddisfatto
La ricerca Assogestioni-Censis rileva una crescita di 16,6 punti nella conoscenza delle novità normative introdotte dalla Legge di Bilancio 2026. Ma solo il 28,2% ha cercato informazioni negli ultimi quattro mesi. Garanzia del capitale la priorità per chi si approccia
Nel 2025 la spesa previdenziale è salita del 2,3% a 372,45 miliardi. Alle donne il 33% meno degli uomini. Al Sud, il 22,5% prende tra 500 e mille euro ma si registra la quota maggiore di trattamenti di invalidità e assistenza
Bcg: in Italia solo il 21% di chi ha un patrimonio sotto i 250mila euro si sente preparato per il futuro. Una volta informato, il 74% esprime interesse per la pensione di scorta. Ecco cosa devono fare asset manager e assicuratori
Per la head of EMEA della società, la sfida è rendere più semplice l’accesso ai mercati dei capitali e aiutare i risparmiatori a investire davvero per il lungo periodo. “L’Italia è un modello per i mercati in cui domina la distribuzione di reti e banche”. Per Cosmo Schinaia nuove responsabilità su Europa centrale e orientale, oltre a Italia e Iberia
Secondo uno studio di Deloitte e Mefop, i fondi pensione continuano a crescere, ma il loro valore resta pari all’11,6% del Pil, contro il 63,8% del Regno Unito e il 92,3% dei Paesi Bassi. “Ampi margini di crescita”
Sei ragazzi italiani su dieci sono certi i risparmi non basteranno, ma appena il 20% si è affidato a un secondo pilastro. E nel resto del mondo il quadro non cambia. Marchetti (Fineco): “Scuola, digital e consulenti per cambiare le cose”
Secondo un nuovo studio di Amundi, gli italiani sono convinti che il 38% del reddito pensionistico proverrà da risparmi e investimenti. Ma faticano a tradurre le intenzioni in azioni. Il consulente resta centrale, limitato il ruolo di AI e influencer
Itinerari Previdenziali: vale il 48% del Pil. E i rendimenti si confermano positivi. Nel 2025 la previdenza complementare ha raggiunto quota 262 miliardi: "Ampi margini di crescita, anche grazie alle novità normative”
Secondo la ricerca Unipol-Ipsos, solo l’8% crede che le generazioni future avranno un assegno equo. Colpa del debito pubblico, della precarizzazione del lavoro e dell'invecchiamento della popolazione. E per il 65% i giovani vivranno peggio
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