Un sondaggio dalla casa mostra che l’81% degli under 35 non conosce la previdenza complementare. Ma quasi tutti vogliono saperne di più e aprono spazi per agire. Dalla società un programma per parlare al regolatore e fare educazione finanziaria
Con un tasso di sostituzione demografica che l’Inps considera destinato a scendere sotto il 67% entro il 2050, la previdenza integrativa rappresenta uno strumento sempre più decisivo per rilanciare il Paese ma non ancora sufficientemente noto alle nuove generazioni. Ecco allora che diviene fondamentale promuovere l’educazione finanziaria per far sì che il secondo pilastro diventi centrale nelle scelte pensionistiche degli italiani. È quanto emerso durante la presentazione dell’ultima ricerca di Arca Fondi SGR e Talents In Motion (TIM), che ha mostrato come i giovani non posseggano conoscenze adeguate sui fondi pensione ma ci siano i margini per colmare il gap. Un appuntamento, svoltosi mercoledì 17 aprile a Milano, che le due società hanno sfruttato per annunciare anche il lancio di un progetto dedicato: un welfare-action lab chiamato Previverso.
Quattro quinti all’oscuro. Ma ci sono spazi di manovra
Lo studio effettuato da TIM, prima iniziativa di corporate social responsability focalizzata sull’attrazione dei giovani talenti nel nostro Paese, ha coinvolto sotto forma di sondaggio 1.482 soggetti dai 20 anni in su. E i dati che ne sono emersi rappresentano lo specchio di una popolazione ancora troppoall’oscuro dei temi legati alla previdenza complementare: l’81% dei giovani nella fascia 20-35 si è infatti rivelato privo di conoscenze adeguate sui fondi pensione complementari mentre la quota di chi ne fa un uso attivo è risultata par ad appena il 16%. C’è però una certa apertura prospettica rispetto al tema, con il 94% del campione che ha dichiarato di volerne sapere di più e il 96% che riconosce l’importanza degli strumenti di secondo pilastro nell’ambito del welfare aziendale. Non solo: se in principio appena il 16% degli intervistati era convinto a investire in simili soluzioni, dopo le informazioni ricevute nell’ambito del sondaggio l’88% ha dichiarato che prenderà in considerazione questa opzione. Una dimostrazione di come il sistema possa offrire vantaggi competitivi alle imprese nell’ottica di attrarre talenti: del resto, evidenzia sempre lo studio, il 73% dei giovani chiederebbe al proprio HR director di aderire e il 92% si dice orientato a un’azienda che sostiene l’iniziativa.
Dibattito e azione: cosa prevede il progetto
È proprio questo spiraglio, unito alla necessità di intervenire per disinnescare i rischi dell’inverno demografico, che ha fornito la scintilla per la nascita di Previverso. L’iniziativa si configura non a caso come un vero e proprio laboratorio di idee volto ad analizzare in profondità le tematiche legate alla previdenza integrativa, il cui tasso di partecipazione è ancora fermo al 36,2% contro picchi dell’84% in altri Paesi europei. Con il supporto di un comitato scientifico costituito da 15 esperti di varie discipline, il progetto si articola in tre ambiti complementari: PreviTank, PreviEdu e il Previverso Day. Il primo consiste in un forum itinerante che debutterà a Rapallo il prossimo 10 maggio e metterà allo stesso tavolo aziende ma anche HR ed esperti del settore. Il secondo rappresenta un programma di incontri tra imprese e università per sensibilizzare i giovani sui temi della previdenza complementare. Il terzo è un evento in programma a novembre come sintesi dell’iniziativa.
Ugo Loeser, amministratore delegato di Arca Fondi Sgr
“Con Previverso ci impegniamo a fornire ai giovani gli strumenti e le conoscenze per navigare in sicurezza nel mondo della previdenza, promuovendo al contempo un dialogo costruttivo tra le aziende ma anche le istituzioni accademiche e quelle pubbliche”, ha detto il ceo di Arca Fondi Ugo Loeser. Che ha spiegato come il problema non riguardi tanto gli incentivi fiscali quanto piuttosto l’assetto stesso del sistema pensionistico e del risparmio gestito in generale. “In Italia abbiamo un’infrastruttura normativa che punta a veicolare i soldi delle famiglie verso il debito pubblico ma quest’ultimo distrugge valore anziché crearlo, perché schiaccia la capacità di spesa dei governi e finisce per ridurre i servizi sociali”, ha detto. Da qui, il suo invito a “sviluppare un mercato dei capitali che sia più competitivo e maggiormente indirizzato ai mercati finanziari”. Un appello rilanciato da Patrizia Fontana, presidente e fondatore di Talents in Motion, secondo la quale “l’educazione pensionistica è fattore chiave per garantire sia la crescita personale delle nuove generazioni sia la sostenibilità a lungo termine del sistema economico.
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