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Secondo un sondaggio di Novantigo sulle compagnie UE, le attività esternalizzate a gestori non captive toccheranno gli 1,6 miliardi di euro nel 2028 ma con un tasso di crescita in rallentamento dall’1,7% allo 0,8%. E sarà la Francia a fare da traino. Focus crescente sui mercati privati
L’outsourcing della gestione degli investimenti da parte delle compagnie assicurative europee continuerà a crescere nei prossimi anni, anche se a un ritmo più contenuto di quello registrato nel recente passato. Lo evidenzia un recente sondaggio di Novantigo, società di consulenza per il settore finanziario, secondo cui il tasso di crescita annuale composto (CAGR) degli asset esternalizzati calerà allo 0,8% dall’1,7% del periodo 2019-2024. Una dinamica che si accompagnerà alla crescita di rilevanza per i gestori non captive, ai quali si prevede saranno affidati dal settore 1.600 miliardi di asset nel 2028 contro i 1.400 di oggi e i 1.200 del 2019, e un aumento di interesse per gli alternativi.
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Disomogeneità geografica
L’analisi, basata su interviste a 130 assicuratori in Germania e Regno Unito ma anche in Francia e Italia, rivela però significative differenze geografiche nelle scelte di outsourcing. Se gli assicuratori che oggi prevedono di aumentare la quota di asset gestiti esternamente di qui al 2030 si fermano infatti al 31% tra quelli tedeschi, raggiungono il 38% tra gli operatori britannici e addirittura il 60% tra quelli francesi. Nel complesso, i soggetti intervistati hanno delegato 654 strategie di investimento a gestori esterni tra mandati di gestione e fondi comuni.
Focus crescente sugli investimenti privati
Dallo studio emerge anche che il 31% delle strategie esternalizzate, 143 su un totale di 467, riguarda investimenti privati. Le compagnie UK e tedesche mostrano una maggiore propensione all’outsourcing di strategie in private investment rispetto ai player francesi e italiani. Un dato chiave è il crescente interesse per gli alternativi, con il 35% delle compagnie vita che punta ad aumentare l’esposizione a equity infrastrutturale e private equity nel 2025. Sul fronte danni, invece, il 36% del campione ha in programma di incrementare l’allocazione in real estate.
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Dimensione dell’assicuratore e propensione al rischio
La ricerca evidenzia infine come la dimensione dell’assicuratore giochi un ruolo chiave nelle strategie di investimento. Secondo André Schnurrenberger, co-fondatore e managing partner di Novantigo, “le compagnie più grandi tendono a diversificare con maggiore aggressività la loro esposizione agli asset privati e si lanciano alla ricerca di opportunità di nicchia con meno remore”. Il contrario delle realtà più piccole, insomma, che stanno espandendo la loro esposizione con un approccio graduale su diverse strategie private. Per l’esperto, si tratta di una dinamica che riflette una tendenza consolidata: mentre i mega-assicuratori continuano a cercare nuove fonti di rendimento in segmenti di mercato meno battuti, i player minori procedono con maggiore cautela e privilegiano un’espansione graduale nel comparto.
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