BCE: AI, rinnovabili e SIU per salvare l’Europa
Francoforte avverte Bruxelles: per ora l’economia dell’Area ha resistito allo shock energetico, ma i rischi stanno aumentando. Ecco le tre priorità per mettersi al sicuro
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Aumenta la propensione al rischio degli investitori. Nonostante i segnali da falco che continuano ad arrivare dalle banche centrali, l’aumento delle probabilità di un soft-landing e di un progressivo calo dell’inflazione sostengono la fiducia dei mercati, salita in agosto ad un ritmo che non si registrava da un anno e mezzo. È quanto rileva l’Investor Confidence Index di State Street Global Markets, salito a quota 107,7 dal 96,3 di luglio.
Dai dati di agosto emerge come a guidare l’ottimismo siano gli Stati Uniti, i quali hanno visto il loro indice regionale correre di 12,9 punti a quota 103,8. Ma il ritorno alla fiducia si registra in tutte le aree, che dal territorio negativo si riportano compatte sopra la soglia spartiacque dei cento punti: il livello, cioè, al quale gli investitori non stanno né aumentando né diminuendo le loro esposizioni a lungo termine alle attività rischiose. L’Ici europeo è salito infatti di 4,3 punti, attestandosi a 103,7, mentre quello asiatico è cresciuto di 4,8 punti a quota 102,2.
L’Ici (che dal prossimo 25 ottobre verrà sostituito dagli Institutional Investor Holdings and Risk Appetite Indicators) è considerato un indicatore di riferimento in quanto coglie il comportamento e le aspettative attuali degli istituzionali. Misura infatti quantitativamente la fiducia o la propensione al rischio analizzando gli andamenti reali di acquisto e vendita.
“La fiducia degli investitori ha registrato il più alto incremento in 18 mesi, con l’Ici globale ora solidamente in territorio di ricerca del rischio, dato che la propensione è migliorata in ogni regione questo mese”, sottolinea Marvin Loh, senior global macro strategist di State Street Global Markets. Per l’esperto, alcuni dati migliori del previsto hanno supportato l’opinione che un atterraggio morbido sia possibile. “Sebbene il miglioramento mensile non sia stato così forte in Europa, l’indice di quest’area è rimbalzato al di sopra di cento perchè la disinflazione generale ha iniziato ad accelerare, sebbene la debolezza del contesto economico abbia frenato ulteriori guadagni”, evidenzia. E il corrispettivo asiatico ha mostrato, a suo dire, una dinamica simile, tornando a una moderata propensione al rischio, sebbene le sfide economiche della Cina abbiano pesato su ulteriori aumenti.
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