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I deal sono stati 222. Soprattutto nell’ambito del mid market e delle piccole imprese. I dati del Private Equity Monitor
Anno di grazia, il 2019, per il private equity italiano, che torna ai livelli pre-crisi. Stando all’ultimo Private Equity Monitor, l’Osservatorio attivo presso la Liuc-Università Cattaneo grazie al contributo di Eos Investment Management, EY, Fondo Italiano di Investimento Sgr, McDermott Will&Emery e Value Italy Sgr, le operazioni sono salite a 222 contro le 175 del 2018, segnando un’accelerazione particolare tra ottobre e dicembre con 76 nuovi investimenti, 22 in più dell’ultimo trimestre dell’anno precedente.
Si consolida quindi la ripresa avviata ormai da un quinquennio e che vede il biennio 2018-2019 rappresentare “per il private equity non solo il ritorno a un livello di attività paragonabile a quello pre-crisi ma anzi un deciso superamento dello stesso, con volumi di attività sensibilmente superiori rispetto agli anni d’oro 2006/2008″, sottolinea l’Osservatorio.
Da segnalare però che queste operazioni restano circoscritte prevalentemente tra le medio e piccole aziende, considerando il continuo calo di operazioni con enterprise value superiore al miliardo. Segno anche del crescente grado di penetrazione del private equity nel sistema imprenditoriale italiano e della maturità del settore.
A dimostrazione, basta guardare i dati nel dettaglio. L’operazione più importante è stata quella su Doc Generici, il gruppo produttore di farmaci generici passato interamente sotto il controllo di Icg e Mérieux Equity Partners. A vendere è stata Cvc Capital Partners per una valutazione di circa 1,1 miliardi di euro. Poco più sotto troviamo l’operazione Forgital, società vicentina specializzata nella produzione di anelli e altri componenti forgiati di grandi dimensioni destinati nel settore aerospaziale, oil&gas ed energia, ceduta a Carlyle dalla famiglia Spezzapria e dal Fondo Italiano d’Investimento sulla base di una valutazione di 950 milioni. Piuttosto importante è stato anche il deal di inizio ottobre di Advent International su Industria Chimica Emiliana, valutata attorno ai 700 milioni. Ma anche l’investimento di Cvc Capital Partners in Multiversity di inizio agosto non è certo stato da poco. Cvc ha comprato il 50% della holding di Danilo Iervolino proprietaria delle università telematiche Pegaso e Mercatorum, che si dice sia stata valutata un miliardo di euro.