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La conferenza Assogestioni fotografa un sistema pensionistico ancora in salute. Ma per Nava (UE) e Fava (Inps) serve un ponte con i fondi pensione per aiutare i giovani. Educazione finanziaria, prodotti più competitivi e apertura ai mercati privati la ricetta dei gestori
Un sistema pensionistico solido, sostenibile, in grado di assicurare prestazioni adeguate e di rispondere ai cambiamenti demografici rappresenta un punto di partenza ineludibile per poter navigare in modo sicuro verso un futuro competitivo. E per raggiungere un tale obiettivo, specie alla luce dell’inverno demografico cui l’Italia sembra ormai destinata, è importante che le basi sulle quali questo sistema poggia possano offrire un appoggio per costruire il futuro dei cittadini e dell’intero Paese. È questo il principale messaggio emerso dalla conferenza di Assogestioni intitolata “Pilastri per il futuro. Sinergie e prospettive di sviluppo per rafforzare la previdenza”, che si è tenuta il 16 aprile al Salone del Risparmio 2025. Un’occasione che ha visto ospiti istituzionali e rappresentanti dell’industria, moderati dal direttore Fisco e Previdenza dell’Associazione Arianna Immacolato, esplorare le leve per rilanciare primo e secondo pilastro a partire da una consapevolezza: l’attuale modello è ancora sostenibile ma servono interventi radicali.
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Fari accesi sulla SIU per la Commissione Europea
A introdurre i lavori è stato Mario Nava, esponente della Commissione Europea, che ha enunciato le direttrici delle istituzioni comunitarie per promuovere una riforma sostanziale dell’assetto previdenziale nei 27 Paesi membri. “La capacità di risparmio degli europei è molto più alta di quella degli USA”, ha detto, “ma per far fruttare questo tesoro da oltre 1.400 miliardi di euro e ridurre il gap con colossi come gli USA è necessario accelerare sulla Savings and Investments Union”. Dal suo punto di vista, poiché le previsioni dicono che entro il 2050 diminuirà di circa un milione di unità all’anno, un cambio di passo veramente decisivo non può prescindere però neppure dall’assunzione di responsabilità dell’altra grande categoria di soggetti coinvolti nella questione: gli asset manager e le reti di distribuzione. “L’industria deve ridisegnare i prodotti in vendita nella direzione di ridurre i costi e creare così un incentivo per l’adesione agli strumenti di previdenza complementare”, ha precisato. Il tutto senza rinunciare a quelle iniziative di educazione finanziaria che sempre più famiglie richiedono per essere in grado di prendere decisioni consapevoli sulla destinazione dei propri risparmi. Non è mancato neppure un passaggio sui progetti futuri di Bruxelles, con il funzionario UE che ha anticipato la volontà di pubblicare raccomandazioni in materia di tracciamento e monitoraggio delle pensioni nel quarto trimestre 2025.

Un ‘welfare generativo’ l’obiettivo dell’Inps
Quanto all’Italia, l’esigenza di un tandem pubblico-privato in materia di pensioni è stata sottolineata dal presidente dell’Inps Gabriele Fava. “Oggi il sistema pensionistico regge ma l’Istat prevede che entro il 2050 gli over 65 rappresenteranno il 35% della popolazione totale”, ha chiarito, “questo vuol dire che l’unica ricetta possibile per garantire un equilibrio generazionale a lungo termine è l’aumento della base occupazionale”. Sulla promozione della previdenza complementare, Fava è stato ancora più preciso nel delineare il piano d’azione dell’istituto di cui è al timone: “Per portare a bordo più giovani possibile e garantire loro una pensione dignitosa, anche in considerazione del fatto che si trovano inseriti in un regime contributivo destinato a offrire loro assegni pubblici più leggeri di quanto non accadesse ai tempi del retributivo, è indispensabile far crescere l’importanza del secondo pilastro e agganciarlo al primo in un’ottica di sinergia”. “Permettere di devolvere o accantonare parte del TFR ai fondi pensione”, ha concluso, “rappresenta sicuramente un’opportunità in tal senso”. L’ultima ambizione citata da Fava è quella del cosiddetto welfare generativo, che lo stesso dirigente ha definito come il passaggio a un istituto che sappia intercettare a 360 gradi le esigenze di un pubblico sempre più diverso e ormai distribuito in sei generazioni coesistenti.

Dal governo un sì al TFR nei fondi pensione
Una view condivisa anche da Claudio Durigon, sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che è intervenuto in collegamento per sottolineare come il Governo italiano già si sia mosso nella direzione di rafforzare la previdenza complementare per rendere più sostenibile il sistema pensionistico. “Con la scorsa Legge di Bilancio”, ha detto, “abbiamo aggiunto un primo tassello importante per creare meccanismi più flessibili e collegare il secondo pilastro al primo”. Sulle misure ancora da attuare, Durigon ha poi aggiunto: “Occorre introdurre un automatismo nell’adesione ai fondi pensione ma anche sviluppare maggiori sinergie tra questi strumenti e le istituzioni nell’ottica di promuovere gli investimenti nell’economia reale”.

La ricetta dell’industria
Il punto di vista dell’industria è stato invece offerto da una tavola rotonda che ha visto dialogare tre protagonisti d’eccezione: Daniela Dario, presidente del Fondo Pensione Cometa, Ugo Loeser, ad e dg di Arca Fondi SGR, ed Emanuele Bellingeri, ceo Italy di UBS Asset Manager. Tra i principali temi emersi dal confronto, l’importanza del semestre di silenzio-assenso così come di una “poderosa” azione di formazione che mandi messaggi chiari e ponga i cittadini nella condizione di poter fare scelte consapevoli. Atro grande problema individuato dagli addetti a lavori è quello di indirizzare le scelte di allocazione su comparti diversi e coerenti con la teoria del life cycle investments: un portafoglio cioè più propenso al rischio fino a una certa età, poi la tendenza al decumulo e il focus su titoli maggiormente conservativi come le obbligazioni. “Uno strumento utile sono anche i comparti dedicati ai mercati privati”, hanno detto in coro i tre, “senza dimenticare soluzioni evergreen come i senior loans e strategie in stile collar”.

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