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L’analisi di FIDA per FocusRisparmio si concentra su 674 classi di fondi aperti distribuiti in Italia e 145 etf quotati su Borsa
Dopo aver passato in rassegna le categorie di fondi e etf che danno accesso al mercato obbligazionario globale, questa settimana ci concentriamo sulle prospettive del reddito fisso in euro.
Dall’analisi settimanale condotta per FocusRisparmio da FIDA, gruppo italiano specializzato nello sviluppo di applicazioni software dedicate ai servizi finanziari e leader nella raccolta, analisi e distribuzione di dati nel risparmio gestito, emerge che le categorie monetarie o obbligazionarie con focus sulla moneta unica sono piuttosto numerose e trovano ragion d’essere nelle molteplici ulteriori specificazioni delle politiche di investimento, che riguardano prevalentemente duration e tipologia di emittente.
Obbligazionario area euro: testa a testa fra scadenze brevi e inflation-linked

Nel complesso possiamo affermare che il debito europeo presenta rendimenti sistematicamente negativi e che il fenomeno si è accentuato nei tempi più recenti. “Nel 2022 (nav del 07/06) su 674 classi di fondi comuni considerate solo 9 comparti ottengono una performance positiva”, analizza Monica Zerbinati, analista finanziario di FIDA.

“La performance dei fondi obbligazionari legati all’Eurozona – spiega l’esperta – è inoltre inversamente proporzionale alla durata media finanziaria del debito: le scadenze più lunghe, soprattutto con riferimento all’anno in corso, presentano le perdite più importanti, che raggiungono in media il 22%. Tuttavia, con uno sguardo di più lungo termine, si osserva i governativi Euro con scadenze ultradecennali presentano ritorni a dieci anni del 40%, davvero notevoli alla luce dei recenti ritracciamenti”.
Inoltre, fa notare Zerbinati, sempre sui dieci anni è “ben evidente la correlazione tra rendimento e massimo drawdown, fenomeno che si è invertito restringendo la profondità temporale”.
L’analisi comparativa denota poi un posizionamento stabilmente buono degli asset indicizzati all’inflazione, tipologia che annovera un discreto numero di strumenti nella classifica dei fondi attivi più performanti da inizio anno.

Gli indici di categoria rappresentativi degli Etf solo in alcuni casi sovraperformano i corrispondenti sui mutual fund, nonostante i costi di gestione più vantaggiosi. “È quindi difficile definire quale sia lo strumento più vantaggioso per realizzare l’asset class in portafoglio”, ragiona l’analista.

Tra i prodotti passivi, però, non manca l’opportunità di esporsi short o a leva. “Le posizioni corte permettono infatti di ottenere dei buoni ritorni da un mercato palesemente in contrazione”, dice Zerbinati. “La classifica degli etf, infatti, è dominata da un prodotto short sul bund tedesco, che regala un ottimo +12% da inizio anno, a fronte però di perdite e di volatilità dei rendimenti sensibilmente maggiori rispetto all’investimento tradizionale”, conclude.
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“Conoscere a fondo” è la rubrica di FocusRisparmio.com in cui passiamo al setaccio una specifica asset class su un orizzonte di investimento di medio-lungo periodo, coinvolgendo i gestori dei fondi top performer in un’analisi a più voci sui driver di performance e sulle prospettive di rendimento dei prossimi mesi.
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