BCE: AI, rinnovabili e SIU per salvare l’Europa
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Risultati record e previsioni brillanti. Nvidia archivia il 2025 da vera regina dell’intelligenza artificiale, con conti oltre le già rosee attese. Nel quarto trimestre (chiuso il 25 gennaio 2026), ha infatti registrato ricavi per 68,1 miliardi di dollari, in crescita del 73% su base annua e del 20% rispetto ai tre mesi precedenti, contro le aspettative di 65,2 miliardi. Anche l’utile netto ha battuto il consensus, attestandosi a 43 miliardi (+94%). Inoltre, la società ha indicato per il primo trimestre ricavi attesi tra 76,44 e 79,56 miliardi, circa il 2% oltre le aspettative. Tuttavia la reazione dei mercati non è stata quella che ci si aspetterebbe e il titolo è rimasto praticamente invariato nelle contrattazioni after hours, portando molti a chiedersi come mai. Sulla possibile risposta i gestori sono divisi. Da un lato, infatti, c’è chi pensa che ormai l’attenzione sia puntata soprattutto sulla sostenibilità degli investimenti in AI. Dall’altro, qualcuno osserva invece come gli investitori siano ormai abituati a questi numeri da parte del colosso dei microchip. Tutti però concordano sulle sfide future che Jensen Huang dovrà necessariamente affrontare per restare sulla cresta dell’onda.
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“Il messaggio che emerge dai conti è chiaro: la domanda legata all’AI resta molto robusta e, almeno per ora, non si vedono segnali concreti di frenata”, commenta Filippo Diodovich, senior market strategist di IG Italia. A suo parere, il titolo che nel premarket oggi sale di oltre l’1,5% “è una reazione che segnala apprezzamento per la qualità dei numeri e della guidance, ma anche un mercato ormai abituato a standard molto elevati”.
Secondo Diodovich il dato più importante resta quello della divisione Data center, che continua a rappresentare il cuore della crescita. “I ricavi del segmento hanno raggiunto 62,3 miliardi, nuovo massimo storico, con un aumento del 75% rispetto a un anno fa e del 22% sul trimestre precedente: in pratica, oltre il 90% del fatturato trimestrale del gruppo arriva da quest’area”, analizza. Rimarcando come si tratti del segnale più forte dell’intera trimestrale: “conferma che gli hyperscaler e i grandi investitori in capacità di calcolo AI continuano a spendere in modo molto sostenuto. La crescita resta quindi eccezionalmente solida”. Inoltre, fa notare Diodovich, Nvidia ha mantenuto margini di eccellenza e ha fornito una guidance superiore al consensus: “la reazione del mercato, con il titolo in rialzo nel premarket in area 198 dollari, riflette proprio questa lettura: trimestrale solida, outlook convincente e leadership ancora intatta”.
Di parere diverso Richard Clode, portfolio manager del global technology leaders team di Janus Henderson Investors, secondo cui il dibattito di mercato è ormai concentrato meno sui risultati eccellenti a breve termine e più sulla sostenibilità degli investimenti in AI, date le preoccupazioni relative al loro volume, alla monetizzazione e al deterioramento del flusso di cassa. “La reazione moderata del titolo alle previsioni ottimistiche rispecchia quella dell’ultimo trimestre ed è indicativa di questo dibattito in corso”, afferma. A suo parere, resta da vedere se Huang riuscirà a portare avanti questo dibattito al loro evento GTC il mese prossimo. Nel frattempo, osserva, “nonostante le preoccupazioni del mercato riguardo a una bolla dell’IA e alle valutazioni tech, Nvidia continua a subire un calo e ora viene scambiata con uno sconto significativo rispetto ai suoi concorrenti nel settore e con un multiplo simile a quello di McDonalds”.
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Secondo Clode, i punti chiave per la società sono quattro. Il primo riguarda la svolta dell’AI agentica. La maggiore spesa nel 2026 destinata alle infrastrutture per questa tecnologia solleva infatti dubbi di sostenibilità: la società ha per ora risposto che l’intelligenza equivale a token e che tali token sono redditizi per i clienti e determinano un aumento dei ricavi. Altro fattore determinante sarà poi riaffermare la leadership competitiva, dato il recente dibattito su TPU vs GPU. Nvidia, a questo proposito, ha sottolineato il proprio budget annuale di 20 miliardi di dollari per la ricerca e sviluppo e la capacità di innovare nel campo dell’elaborazione e del networking, che sarà evidente con il lancio della piattaforma Vera Rubin alla fine di quest’anno. Centrale sarà poi anche l’accelerazione della crescita. “L’impressionante generazione di flusso di cassa libero pari a 35 miliardi di dollari solo nell’ultimo trimestre sostiene il loro investimento di 10 miliardi di dollari in Anthropic, mentre Nvidia ha dichiarato di essere vicina alla finalizzazione di un investimento in OpenAI”, spiega l’esperto. Sebbene ciò alimenti le preoccupazioni relative al finanziamento circolare, per Clode è ragionevole effettuare alcuni investimenti selezionati nei principali attori dell’AI, come fatto durante l’era di Internet da Google e Meta. Infine la Cina. Anche se il governo statunitense ha ora concesso le licenze, Huang non ha ancora spedito alcun H200 nel Paese asiatico e non prevede alcun ricavo dai data center cinesi nelle sue previsioni, data la continua riluttanza di Pechino. “Resta da vedere se la visita di Trump in Cina il mese prossimo potrà contribuire a sbloccare quel mercato, ma sarebbe un ulteriore vantaggio”, conclude l’esperto.
Anche secondo Diodovich il tema Cina resta cruciale. “Il gruppo ha indicato di non basare la propria guidance su un contributo significativo della domanda di capacità di calcolo cinese, elemento che conferma quanto questo fronte resti molto fragile”, evidenzia. In sostanza, il business con il Dragone non è scomparso, ma oggi non rappresenta il motore della crescita di breve periodo. “Per il mercato questo significa che il caso Nvidia continua a poggiare soprattutto sulla domanda statunitense e globale ex-Cina, riducendo la dipendenza da un’area geopoliticamente più incerta”, spiega. Quanto alla leadership, per l’esperto un altro tema fondamentale riguarda la capacità di difendere prezzi e quote di mercato in un contesto in cui le alternative stanno aumentando. Tuttavia, a suo parere, la combinazione di ricavi record, margini molto elevati e domanda ancora estremamente forte indica che Nvidia continua a mantenere un notevole vantaggio competitivo. “In questa fase il gruppo sembra ancora in grado di imporre condizioni commerciali molto favorevoli, segnale di un pricing power che resta tra i più forti del settore tecnologico globale. La pressione competitiva va monitorata, ma i numeri attuali non mostrano ancora un vero indebolimento della leadership”, assicura.
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