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Gli Enti previdenziali italiani puntano su infrastrutture, energie rinnovabili e megatrend. I numeri dell’approfondimento sulle politiche di investimento Esg di Itinerari Previdenziali
Il mondo degli investitori istituzionali italiani sta spingendo l’acceleratore verso i temi della sostenibilità e dell’economia reale. La percentuale di enti (casse di previdenza, fondi pensione, fondazioni) che adotta criteri Esg nelle politiche d’investimento cresce nel 2021 al 56%, ben nove punti in più rispetto al 47% del 2020. Ma c’è di più: il 77% degli investitori istituzionali italiani dice di voler incrementare l’esposizione agli investimenti sostenibili anche a seguito della pandemia.
È quanto emerge dall’aggiornamento al 2021 del Quaderno di Approfondimento – “ESG e SRI, le politiche di investimento sostenibile degli investitori istituzionali italiani” attraverso una specifica survey condotta da Itinerari Previdenziali fra 79 investitori istituzionali.
Fra i diversi Enti, coloro che si dichiarano più sostenibili sono le assicurazioni (86%), i fondi preesistenti (69%) e negoziali (53%). Casse di previdenza ma soprattutto Fondazioni di origine bancaria rimangono più indietro con la maggioranza che dichiara di non adottare una politica d’investimento sostenibile.
Maggior ricorso ai mandati di gestione con obiettivi Esg
Il sondaggio evidenzia uno scarso ricorso degli istituzionali a specifici mandati di gestione con obiettivi di sostenibilità (il 79% dice di non utilizzarli allo stato attuale). Uno stato dell’arte che però potrebbe presto cambiare: il 57% di coloro che hanno risposto che aumenteranno l’esposizione a strategie sostenibili, prevede di farlo proprio attraverso mandati di gestione. Ad oggi però il 60% degli istituzionali acquista direttamente prodotti finanziari che rispondono ai criteri Esg.
L’asset class preferita da chi investe sostenibile è l’azionario (63% nel 2021) mentre fra gli approcci emergono, nel 2021, quelli legati all’esclusione, all’impact investing, e poi best in class e tematici – questi ultimi due condividono il terzo gradino del podio.
La lista della spesa degli istituzionali

In cima alla classifica degli strumenti acquistati direttamente emerge il comparto delle infrastrutture (cresciuto dal 19% del 2020 al 67% di quest’anno sulla scia dei piani di stimolo varati dai governi). Scorrendo la classifica si trovano i fondi comuni tradizionali, energie rinnovabili e private equity.
Nelle intenzioni di investimento, invece, alla domanda “In quali strumenti l’Ente si propone di investire o di aumentare l’esposizione nel prossimo futuro” la risposta degli istituzionali è plebiscitaria ed elegge i fondi d’investimento alternativi (Fia) quale strumento in cima alla lista della spesa degli istituzionali tricolore con il 91% delle preferenze (tale percentuale era al 63% l’anno scorso).
Fra le tematiche del futuro, gli investitori citano ancora le energie rinnovabili e la silver economy, con tutte le declinazioni a essa collegate.
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