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WisdomTree: il 38% programma un aumento significativo. E l’accelerazione riguarda tutta Europa. Ma la sfida ora è comprendere il loro ruolo nei portafogli e spiegarle ai clienti finali
Le strategie a risultato definito piacciono sempre di più agli investitori professionali europei. Ben l’80% di chi le conosce prevede infatti di aumentare le allocazioni nei prossimi cinque anni, con un picco in Italia, dove la quota sale all’87% e il 38% programma un incremento significativo. È quanto rivela una ricerca di WisdomTree, che segnala però uno spostamento del dibattito: con il 98% degli intervistati che ha ormai una certa comprensione di questi strumenti, la questione non è più capirne opportunità e funzionamento, ma piuttosto comprendere quale ruolo debbano avere nel portafoglio e come spiegarle ai clienti finali.
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La crescita europea e la volata USA
L’indagine è stata condotta da Censuswide tra 800 investitori professionali in tutta Europa per un totale di 4.300 miliardi di euro in gestione, coinvolgendo società di consulenza finanziaria wholesale, istituzionali, gestori patrimoniali e family office. Ne emerge che attualmente oltre la metà (55%) investe in exchange traded fund basati su opzioni o in fondi comuni di investimento e le strategie a risultato definito rappresenteranno un importante motore della futura domanda. Il quadro di riferimento è quello Usa, dove gli ETF covered call hanno raggiunto i 270 miliardi di dollari di masse, registrando un aumento del 60% su base annua. “Il mercato degli ETF a risultato definito può essere giovane in Europa, ma le strategie su cui si basa non lo sono affatto”, rimarca Tom May, global cio Outcome & Derivative Strategies di WisdomTree, secondo cui il Vecchio Continente si trova in una posizione favorevole per assistere a una crescita significativa, “con il wrapper degli ETF che potrebbe ampliare l’accesso e l’attrattiva della categoria”.
Dalla consapevolezza all’applicazione
Secondo la ricerca, il confronto in Europa si sta evolvendo. Con la quasi totalità del campione (98%) che ha una certa comprensione di queste strategie, l’attenzione si sta spostando dalla consapevolezza alla dimostrazione di come possano funzionare all’interno dei portafogli. La crescente rilevanza riflette la richiesta di maggiore controllo sui risultati degli investimenti. Tra gli ambiti in cui i professionisti le ritengono più adatte, il 30% indica una maggiore disciplina comportamentale e il 28% una maggiore certezza dei risultati.
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Gli ostacoli: struttura, offerta, complessità, comunicazione
La sfida ora è quindi trasformare la familiarità in adozione e gli ostacoli non mancano. A cominciare dalla struttura dei prodotti, dalla disponibilità limitata, per finire con la complessità e la difficoltà di spiegare le strategie ai clienti. Ne deriva, secondo lo studio, che la formazione e la definizione di chiari casi d’uso dei portafogli siano centrali per la prossima fase di crescita del mercato.
Gestione attiva e formazione
Per Alexis Marinof, ad Europa di WisdomTree, con il mutare delle condizioni di mercato gli investitori cercano maggiore prevedibilità dei risultati per centrare gli obiettivi dei clienti. “Questo rafforza la validità delle strategie a risultato definito, in particolare delle soluzioni a gestione attiva capaci di adattarsi ai cambiamenti”. Secondo l’esperto, anche la struttura degli Etf ha un ruolo importante, perché offre accesso con la liquidità e la trasparenza che ormai gli investitori si attendono. “Ma la familiarità da sola non basta”, avverte, chiarendo che la richiesta ormai va oltre il semplice prodotto. “Occorre offrire loro le ricerche e la formazione necessarie per rendere queste strategie più facili da spiegare e da mettere in pratica: fornire tutto ciò sarà fondamentale per la crescita della categoria”, conclude.
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