Decarbonizzazione, il grande investimento dei prossimi decenni
Secondo Mario Noera, docente di Finanza all’Università Bocconi, la sfida sarà accompagnare il cambiamento con strumenti finanziari più efficaci e investitori più consapevoli
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I fondi Esg performano meglio degli omologhi fondi comuni non Esg. Lo rileva Esma, l’authority europea di vigilanza sui mercati e prodotti finanziari, nell’ultimo report statistico annuale “Performance and costs of Eu retail investment product”.
Secondo le evidenze, “i fondi Esg gestiti attivamente hanno mostrato costi inferiori rispetto a quelli non Esg, non supportando l’idea che vi sia un greenwashing sistematico da parte dei produttori di fondi sostenibili”, spiega Esma.
Come ogni anno, l’authority parigina passa in rassegna l’universo dei prodotti d’investimento distribuiti alla clientela retail europea. Nel rapporto, l’Esma rileva che i costi di fondi comuni, fondi alternativi al dettaglio e prodotti di investimento strutturato (SRP) rimangono elevati.
Estratto dal report annuale Esma “Performance and costs of Eu retail investment product”.
Dal rapport Esma emerge che, su base lorda, i fondi attivi Esg hanno sovraperformato quelli non Esg di 120 punti base e sono stati in media 10 punti base meno costosi. Nel segmento dei fondi passivi, i prodotti sostenibili hanno sovraperformato di 80 punti base, ma erano più costosi di 16 punti base. Di conseguenza, la performance netta dei fondi azionari Esg attivi e passivi al netto dei costi è stata del 10,4% e del 12,2% contro, rispettivamente, al 9,1% e all’11,6% dei loro pari non Esg.
Uno dei punti critici sollevati da Esma è la comparabilità fra le diverse giurisdizioni europee: “Persistono problemi di eterogeneità e disponibilità dei dati, nonché mancanza di armonizzazione nella regolamentazione nazionale”, scrive l’authority.
“Informazioni chiare e comprensibili sull’impatto dei costi sui rendimenti che gli investitori al dettaglio possono aspettarsi di ricevere sono fondamentali per consentire agli investitori di prendere decisioni di investimento informate – conclude il rapporto Esma –. Garantire che queste informazioni siano rese disponibili è un elemento chiave per raggiungere l’obiettivo di protezione degli investitori”.
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