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Rapporto Eurispes: quasi la metà usa i risparmi per arrivare a fine mese. Mattone e previdenza gli investimenti preferiti, la Borsa è per pochi. Solo l’11% va in banca per un prestito
Tra pandemia, guerra e prezzi alle stelle, la condizione economica degli italiani non poteva che peggiorare. E la montagna di risparmio per lo più parcheggiata sui conti correnti sta iniziando ad essere utilizzata per far fronte alle spese di tutti i giorni. È a tinte fosche la fotografia che emerge dal 34esimo Rapporto Italia dell’Eurispes, secondo cui appunto la situazione economica generale del Paese è precipitata negli ultimi dodici mesi (59,1%) e continuerà a peggiorare nel prossimo anno (47%).
Cala il risparmio degli italiani
A dare la misura del periodo difficile è il fato che quasi una famiglia su due riesce ad arrivare a fine mese solo attingendo al risparmio. Una situazione che ha ridotto la capacità di accantonamento degli italiani. Più precisamente il 45,3% è costretto ad utilizzare il denaro messo da parte per le spese correnti, dato in crescita dell’8,2% rispetto al 2021, sebbene l’anno peggiore sia stato il 2020 con il lockdown (47,7%).
Di contro, diminuiscono del 9% rispetto al 2021 le famiglie che affrontano senza problemi tutte le spese mensili (35,3%). Anche la capacità di risparmiare è diminuita nell’ultimo anno: ci riesce solo il 22,9% (-4,7%).
In difficoltà con i pagamenti
Altro dato allarmante è quello che vede aumentare le famiglie in difficoltà con le rate del mutuo. Se la casa resta il bene rifugio per eccellenza degli italiani, crescono infatti del 4,8% le famiglie che fanno fatica a saldare le rate raggiungendo il livello più alto finora registrato (43%). Diminuisce invece, seppur di poco, il numero di chi riesce con difficoltà a far fronte al canone d’affitto (-1,8%).
Stesso discorso per le bollette. Inflazione e impennata dei prezzi energetici mettono infatti sotto pressione i bilanci degli italiani. Sono sempre di più quelli che affermano di avere difficoltà a pagare le utenze di gas e luce: con il 34,4% di risposte affermative si registra quest’anno la percentuale più alta della serie storica considerata, 2017-2022 (+7,4% sul 2021). Inoltre, una famiglia su quattro (il 24,5%) affronta con fatica le spese mediche.
Investimenti: mattone e pensione integrativa in testa, la Borsa è per pochi
Passando agli investimenti, dall’indagine Eurispes emerge che la casa e una pensione integrativa restano in vetta alla classifica. Potendo investire, infatti, il mattone rappresenta ancora una buona scelta per quasi la metà degli italiani, il 48,2%. Al secondo posto si colloca la stipula di una pensione integrativa (40,6%), mentre chiude il podio il deposito dei risparmi in conti bancari/postali (26,9%).
Decisamente più risicate le percentuali in favore degli acquisti di azioni, obbligazioni e fondi in Borsa (18,6%) e quelle di coloro che propendono per l’acquisto di un’attività commerciale (16,4%).
Nel dettaglio, l’acquisto di una casa è considerato un buon investimento specialmente per le fasce d’età centrali (57,5%: 35-44 anni; 53%: 25-34 anni). Circa un italiano su cinque fra i 18 e i 24anni investirebbe nell’acquisto di un’attività commerciale (20,6%). Fra i 35 e i 64 anni si guarda con più favore alle pensioni integrative (45,4%, 45-64 anni e 42,8%, 35-44 anni). I depositi bancari sono un buon investimento soprattutto per i 18-24enni (33,9%), seguiti dai 25-34enni (29,5%) e, sempre i più giovani, guardano con più favore degli altri agli investimenti in Borsa (22,4% fra i 18 e i 24 anni; 22,3% fra 25 e 34 anni).
Solo il 18% va in banca, l’11% è a rischio usura
Quando hanno bisogno di liquidità gli italiani preferiscono prima rivolgersi a parenti e amici o pagare a rate gli acquisti, piuttosto che andare in banca a chiedere un prestito. Aumentano al 35,7% (+7,2% rispetto al 2021) coloro che hanno chiesto un sostegno finanziario alla loro famiglia oppure si sono rivolti ad amici, colleghi o altri parenti (18,2%, +3,1%). Ha chiesto un prestito bancario solo il 18% (seppure in aumento del 2,9%), mentre è molto più diffuso il ricorso alla rateizzazione dei pagamenti per effettuare acquisti, utilizzata da circa un italiano su tre (33,6%).
L’11,1% degli italiani, non potendo accedere a finanziamenti bancari, ha invece richiesto prestiti a privati (non parenti o amici), pratica che spesso si traduce in forme di usura. Il 14,4% ha dovuto vendere o ha perso dei beni (casa, attività automobile, ecc.) e il 12,9% è tornato a vivere in casa con la famiglia di origine o con i suoceri (+2,9%).
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