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Secondo i dati del Raisin Money Confidence Index 2026, l’Italia è ottava su 11 Paesi. Per il 54,7% delle famiglie il taglio del costo della vita è la priorità. E il 57,2% delle donne dichiara un forte stress economico
L’elevato costo della vita ha reso gli italiani più pessimisti e pragmatici, portandoli a concentrarsi più sul contenimento delle spese quotidiane che sulla crescita del proprio patrimonio. Solo i più giovani continuano a guardare con ottimismo al loro futuro economico, mentre quasi tre donne su cinque lamentano un forte stress economico. È una fotografia grigia quella che emerge dal Raisin Money Confidence Index 2026, la nuova indagine internazionale sulla fiducia finanziaria, che colloca il nostro Paese all’ottavo posto tra gli undici analizzati. Dietro di noi ci sono solo Francia, Regno Unito e Irlanda.
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Italia sotto la media
L’indagine, che ha coinvolto oltre 11mila persone, sintetizza in un unico indice da 0 a 100 cinque dimensioni del benessere finanziario: livello di stress percepito, senso di controllo sulla spesa quotidiana, prospettive future, capacità di far fronte a uscite impreviste e capacità di pianificazione di lungo periodo. L’Italia si ferma a 44,11, a pari merito con la Finlandia, su una media globale di 46,47. Insomma, un Paese cauto ma non tra quelli più in affanno. In testa si piazzano invece Paesi Bassi (55,28), Germania (49,69) e Spagna (48,20), seguiti da Polonia (48,02), Austria (47,7) e Stati Uniti (44,3).
Il peso del carovita e il divario di genere
I dati mostrano famiglie profondamente concentrate sulla gestione quotidiana. Più che su un aumento delle entrate, gli italiani puntano infatti sul controllo delle uscite. Prova ne è che oltre la metà (54,7%) indica la riduzione del costo della vita come la leva più importante per la propria serenità economica, mentre appena il 15,8% ripone fiducia in un aumento dello stipendio per migliorare le proprie prospettive. Il carico emotivo legato alla gestione economica della famiglia sembra poi gravare soprattutto sulle donne. L’indagine fa infatti emergere un forte squilibrio di genere in questo senso, con una su tre (57,2%) che ammette di vivere una forte ansia legata alle finanze, a fronte del 44% degli uomini.
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Il paradosso generazionale
Quanto all’ottimismo, appena il 25,2% degli italiani crede che la propria situazione economica migliorerà nei prossimi dodici mesi, contro il 33,8% della Polonia, il Paese più ottimista dell’Indice. Tuttavia il dato forse più sorprendente, che ribalta la tendenza osservata nel resto del Continente, è quello relativo alle giovani generazioni. Se infatti nel Nord Europa la sicurezza finanziaria cresce tipicamente con l’età, da noi accade l’opposto: sono i giovani tra i 18 e i 34 anni a registrare i livelli più alti di ottimismo e autonomia economica. “Una generazione decisa a prendere in mano il proprio futuro” sottolinea lo studio, mentre il resto della popolazione resta più timoroso. “Il nostro Money Confidence Index dimostra che gli italiani sono per natura resilienti e cauti”, commenta Marco Falà, country manager di Raisin Italia. Che avverte: “Questa prudenza non deve però tradursi nel lasciare i propri risparmi a prendere polvere in conti correnti a basso rendimento mentre il costo della vita continua a salire”.
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