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Il patrimonio finanziario mondiale è salito dell’8,6% a quota 268.400 miliardi di euro. La crescita tricolore è stata del 7,4% grazie a una nuova composizione del risparmio sempre più orientata ai mercati. Allianz: i portafogli dettano il ritmo
Nonostante il turbolento contesto geopolitico ed economico, nel 2025 il patrimonio finanziario globale ha continuato a crescere e ha raggiunto il nuovo record di 268.400 miliardi di euro. L’incremento è stato dell’8,6%, di poco inferiore al +8,7% segnato nel 2024, ed è stato trainato dai rialzi dei mercati. L’aumento di valore degli attivi in portafoglio ha infatti generato circa 4 euro su 5 della nuova ricchezza delle famiglie. A certificarlo è la 17ª edizione del ‘Global Wealth Report’ di Allianz, secondo cui l’Italia ha segnato una crescita del 7,4% a quota 6.500 miliardi. Ora, secondo gli analisti, l’intelligenza artificiale potrebbe alimentare una nuova ondata in tutto il mondo ma anche innescare alcuni rischi.
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I portafogli dettano il ritmo
Come sottolinea Ludovic Subran, chief economist e chief Investment officer della compagnia, il dato record “racconta solo metà della storia”. Dal 2019 gli asset finanziari nominali sono infatti saliti del 50%, ma l’incremento al netto dell’inflazione si ferma al 23%. E il divario tra le diverse regioni resta ampio: in termini reali, l’Europa occidentale è cresciuta soltanto dello 0,5% contro il 21% della coppia USA-Canada e il 70% della Cina. A determinare chi beneficia dei guadagni è sempre più la composizione dei portafogli. Nel 2025 gli asset finanziari sono infatti aumentati del 12,4%, più del doppio sia dei depositi bancari (+5,7%) sia di assicurazioni e fondi pensione (+5,0%), arrivando al 46,9% del patrimonio globale: un livello mai toccato prima. Una corsa che ha avvantaggiato soprattutto le famiglie nordamericane, con il 60,7% investito in titoli, il cui contributo all’aumento mondiale della ricchezza ha raggiunto il 51,4%. Ma c’è un altro dato che conferma l’importanza di investire i risparmi anziché lasciarli su conti: nell’ultimo decennio, gli incrementi di valore sono valsi il 71% della crescita in Nord America e solo il 36% alle nostre latitudini.
Italia: più titoli e meno depositi
Il patrimonio finanziario lordo delle famiglie italiane nel 2025 ha accelerato rispetto al +4,8% registrato l’anno prima. Il risultato è nettamente superiore alla media degli altri Paesi, pari al 4,5%, pur restando inferiore alla quella globale. I titoli finanziari hanno segnato +12,1%, contro il +4,1% di assicurazioni e fondi pensione e il +1,5% dei depositi. La loro quota è così salita dal 51,7% al 54%: la più alta dell’Europa occidentale e ben oltre il risultato globale (46,9%). Parallelamente i conti sono scesi dal 26,1% al 24,7%. In termini reali il patrimonio è cresciuto del 5,7% nel 2025 e del 14,3% cumulato dal 2019: 0,5% il termine di paragone.
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Più fondi comuni e meno depositi
I nuovi risparmi delle famiglie italiane sono aumentati del 39,3%, a 67,4 miliardi di euro. I titoli ne hanno assorbito il 60,2%, i depositi il 27,9% e assicurazioni e fondi pensione il 16,3%, mentre le altre classi di attività hanno registrato deflussi netti per 3 miliardi. Nell’ambito dei titoli finanziari, i nostri connazionali hanno investito 30,6 miliardi in quote di fondi comuni e 24,5 miliardi in altri titoli, vendendo azioni detenute direttamente per un valore netto di 14,6 miliardi. Le passività sono cresciute solo del 2,2%, a 1.100 miliardi, molto meno degli attivi. Il patrimonio finanziario netto è quindi salito dell’8,5%, a 5.400 miliardi, mentre il rapporto tra debiti e attività è sceso dal 17,2% al 16,4%. Con 91.730 euro di patrimonio finanziario netto pro capite, l’Italia si colloca al 13° posto tra i Paesi analizzati, esattamente come nel 2024.
L’AI alza la posta
Per il 2026, Allianz stima una crescita al 9% delle attività finanziarie globali. Ma avverte che lo scenario di medio termine si sta complicando: rallentamento del Pil, inflazione persistente, frammentazione e debito pubblico elevato pesano infatti sui rendimenti. Il fattore decisivo, secondo gli esperti, sarà l’AI che, con una maggiore produttività e utili più elevati, potrebbe sostenere i rendimenti. Tuttavia, l’intelligenza artificiale sta facendo anche aumentare le vulnerabilità: con l’S&P 500 in rialzo di circa il 95% dalla fine del 2022, buona parte dell’incremento di ricchezza poggia infatti su valutazioni elevate e su aspettative legate alle nuove tecnologie. Secondo le stime della società, una correzione del 25% dell’indice cancellerebbe in un anno circa 27mila miliardi di dollari di ricchezza delle famiglie a stelle e strisce, pari a quasi il 14% del patrimonio netto complessivo, con effetti su fiducia e consumi e spingendo gli Usa in recessione. C’è poi anche una questione distributiva. Come spiega Katharina Utermöhl, head of thematic & policy research di Allianz Research, l’AI potrebbe infatti “spostare più valore verso il capitale”. Per questo, conclude, “saranno fondamentali una più ampia partecipazione ai rendimenti del capitale e politiche capaci di aiutare i lavoratori ad adattarsi”.
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