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L’analisi BFF conferma una performance positiva sia per gli aperti sia per i negoziali. Trainano gli azionari, mentre sono negativi obbligazionari e monetari
Prosegue la striscia positiva dei fondi pensione italiani. Dopo i risultati incoraggianti di maggio, la previdenza complementare tricolore fa registrare performance positive anche nel primo mese della stagione estiva. È quanto emerge dall’analisi BFF su giugno, che mostra come il calo dell’inflazione e l’aspettativa di un’inversione delle politiche monetarie nel 2024 abbiano trainato al rialzo i comparti azionari nonostante l’atteggiamento restrittivo di Fed e Bce. Un dato che lascia intravedere all’orizzonte la fine della parentesi negativa apertasi con lo scoppio della pandemia.
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Effetto inflazione sull’equity
Secondo il rapporto, i fondi negoziali si sono apprezzati dello 0,7% e gli aperti dell’1%. A trainare le performance di entrambi i gruppi sono stati soprattutto i rialzi dei comparti azionari, che hanno guadagnato il 2,7% in un caso e il 2,5% nell’altro. Bene anche i bilanciati azionari, +1,6% nella versione negoziali e +1,8% in quella chiusa, mentre una performance negativi si è registrata per i prodotti monetari così come per quelli obbligazionari: i primi hanno perso rispettivamente lo 0,3% e lo 0,1%; i secondi hanno lasciato sul terreno lo 0,2% e lo 0,1%. “Il calo dell’inflazione, continuando a prospettare l’inversione delle politiche monetarie nel 2024, ha spinto in positivo i comparti azionari dei fondi pensione nonostante l’atteggiamento restrittivo della Fed e della Bce”, si legge nel comunicato che accompagna la relazione di Bff.
Positiva la fotografia del semestre
I dati di giugno permettono al settore di chiudere il primo semestre del 2023 con numeri che la società definisce “molto positivi”. I negoziali hanno cumulato guadagni pari al 3,4% mentre gli aperti si sono attestati +4,3%, favoriti dalle sostenute performance riconducibili ai comparti azionari (+6% i negoziali e +8,3% gli aperti) e ai bilanciati Azionari (+5,7% i negoziali e +6,4% gli aperti. Estendendo l’orizzonte agli ultimi quindici anni, il rendimento medio annuo è stato del 3% per la prima categoria e del 2,4% per la seconda, con l’equity che si conferma un acceleratore e le valute a fungere da freno.
LE PERFORMANCE DI GIUGNO 2023

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