Al vertice informale dei leader UE, l’ex premier ha ribadito la necessità di eliminare le barriere nel mercato unico, di completare la capital markets union e di mobilitare il risparmio
Mario Draghi, ex presidente della BCE
Mentre i leader europei arrivano al vertice UE informale dopo essersi appena divisi sugli Eurobond, Mario Draghi torna a lanciare l’allarme sopravvivenza. E a ribadire l’unica ricetta possibile per rafforzare l’Unione in un mondo che è ormai definitivamente cambiato. “Da quando è stato presentato il rapporto sulla competitività, il contesto economico si è deteriorato”, ha avvertito l’ex premier italiano, sottolineando come questo renda ancora più necessario agire con urgenza per affrontare tutte le questioni sollevate ormai quasi due anni fa.
Ai leader riuniti nel castello di Alden Biesen, in Belgio, Draghi ha ribadito la sua road map. A partire dalla necessità di eliminare le barriere nel mercato unico, di porre rimedio alla frammentazione dei mercati azionari con il completamento della Capital Markets Union, e di aumentare gli sforzi per mobilitare il risparmio del Vecchio Continente. Per l’ex presidente della BCE, è poi necessario ridurre il costo dell’energia e concedere la possibilità di una preferenza europea mirata in alcuni settori. Anche sul processo decisionale l’appello non cambia: bisogna prevedere la possibilità di ricorrere, se necessario, alle cooperazioni rafforzate, così da procedere più rapidamente su alcuni di questi dossier come previsto dai trattati. Infine, Draghi ha anche anche insistito a lungo sulla necessità di dare impulso agli investimenti europei.
Leader Ue divisi
I leader dell’Unione sono arrivati in Belgio ribadendo, nelle loro dichiarazioni, la necessità di trovare soluzioni per ridurre i costi energetici e migliorare il funzionamento del mercato interno senza frontiere dell’Unione. L’obiettivo è che le imprese europee possano essere competitive e sopravvivere alla concorrenza sempre più aggressiva di Stati Uniti e Cina. In realtà, non ci si attende che dall’incontro nascano decisioni concrete, ma secondo gli osservatori servirà da indicatore circa la capacità dei Ventisette di superare gli interessi nazionali e concordare un piano d’azione comune: un orientamento politico generale per la Commissione europea, che dovrà elaborare proposte in vista di un vertice formale a marzo. D’altra parte, da quando il rapporto Draghi è stato presentato, a settembre 2024, non c’è stato leader europeo che non l’abbia citato a più riprese, ma ben poco è stato attuato. E lo stesso vale per il rapporto sul futuro del mercato unico europeo elaborato da un altro ex premier italiano, Enrico Letta.
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