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Secondo gli analisti, il settore dovrebbe beneficiare della ritrovata voglia di spendere da parte dei consumatori. Tra i titoli più interessanti ci sono Ferrari, Richmond e Nike
Il Covid 19 ha impattato duramente il mercato del lusso, complice la maggior propensione al risparmio da parte dei consumatori, accelerando al contempo alcuni fenomeni già in atto, a cominciare dall’avanzata dell’ecommerce. E nell’anno in corso il settore si candida a essere uno di quelli che potrebbero beneficiare maggiormente del cosiddetto revenge spending. Ovvero della tendenza allo shopping compulsivo che dovrebbe caratterizzare la fase post pandemia, trainata da consumatori desiderosi di concedersi qualche spesa extra e di recuperare i consumi che sono stati a lungo rimandati a causa dell’emergenza sanitaria.
Ne è convinto Giovanni Cuniberti, responsabile consulenza fee-only di Gamma Capital Markets, che tra i fattori a favore del trend cita anche il risparmio globale accumulato in questo periodo di emergenza sanitaria. Un “tesoro” che al 31 marzo 2021 ha raggiunto i 5,4 trilioni di dollari, secondo le stime dell’agenzia di rating Moody’s, e potrebbe supportare una forte ripresa dei consumi una volta che le restrizioni verranno allentate del tutto.
Occhio ai titoli che quotano a multipli elevati
“Nell’era post-Covid dei mercati, il settore del lusso ha già offerto ottime performance, con titoli come Lvmh, Richmond ed Estée Lauder che nell’ultimo anno hanno registrato performance nettamente superiori ai principali indici borsistici globali, arrivando addirittura a sovraperformare i Faang e il Nasdaq, leader indiscussi dello stay-at- home trade”, sottolinea Cuniberti. Tuttavia, guardando al contesto attuale, secondo l’esperto, occorre essere cauti e ponderare attentamente l’acquisto di titoli che quotano a multipli elevati: “Il tema dell’inflazione americana muove i rendimenti obbligazionari e il focus degli operatori, mentre sempre più spesso nell’era moderna la decorrelazione tra settori, se non addirittura tra asset class, perde il proprio valore strategico nelle fasi di repentini ritracciamenti degli indici. Il settore quindi potrebbe essere caro”, prosegue, “ma si tratta di una caratteristica comune a molti mercati. I numeri per una forte ripresa certamente ci sono, spetterà ai governi e ai relativi sistemi sanitari stabilire con che rapidità questa si manifesterà, mentre le Banche Centrali di tutto il mondo avranno il compito di gestirne gli effetti sulla stabilità del sistema”.
Ferrari, Richmond e Nike tra le aziende più interessanti
Dunque per chi intende puntare sul trend del lusso, il suggerimento è di prestare particolare attenzione allo stock picking. Onde evitare, spiega Cuniberti, “di esporsi a sottostanti che possono essere considerati beni di lusso, ma che a livello di dinamiche borsistiche sono fortemente correlate all’andamento dei tecnologici e quindi al tema dei tassi di interesse sopra citato (si pensi a titoli come Tesla o Apple, certamente produttori di beni di lusso, ma maggiormente presenti negli indici e nei fondi tech)”. Tra i titoli più interessanti Cuniberti cita invece Ferrari, Richmond e Nike, “rimasti parzialmente arretrati rispetto ai competitor in termini di performance registrate negli ultimi dodici mesi, ma sicuramente forti di fondamentali solidi, business consolidati e marchi che difficilmente perderanno il proprio posizionamento e la propria attrattività nel lungo periodo”, conclude.
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