Nel nuovo outlook quinquennale, la casa di gestione descrive il passaggio a un nuovo paradigma economico. Ecco come AI, riconfigurazione delle catene globali e ritorno degli investimenti fisici ridisegnano lo scenario macro
L’economia globale sta vivendo un forte momento di trasformazione. Ci stiamo sempre più allontanando dalla cosiddetta “age of efficiency”, un modello costruito sull’efficienza just-in-time, per entrare in una nuova fase in cui conta di più la capacità di adattarsi agli shock. È quella che gli esperti di Robeco definiscono “age of plasticity” o resilienza just-in-case nel nuovo report intitolato ‘Expected Returns 2027-2031: la grande riconfigurazione’. Proprio questo concetto guida infatti l’analisi della società: come il cervello umano si riorganizza davanti a una crisi, così il sistema produttivo internazionale sta creando nuovi percorsi per aggirare i colli di bottiglia che ne ostacolano il funzionamento. Un cambio di paradigma che darà ulteriore slancio alle azioni e porrà sul piedistallo i mercati emergenti.
Peter van der Welle, strategist Multi-Asset Solutions di Robeco
“L’anno scorso abbiamo sostenuto che il mondo stava entrando in un ‘Rinascimento stagnante’: un periodo in cui straordinari progressi tecnologici coesistevano con il freno di un’elevata incertezza della politica economica”, ha detto Peter van der Welle, strategist Multi-Asset Solutions di Robeco, introducendo le evidenze del rapporto alla stampa. “Quest’anno restiamo fermamente convinti della componente Rinascimento di questa tesi, ma ora siamo inclini a sfumare l’elemento ‘stagnante’”. Il progresso tecnologico resta dunque il motore dello scenario, ma il quadro appare meno frenato del previsto dall’incertezza geopolitica e dagli shock esterni.
Laurens Swinkels, head of Solutions Research di Robeco
A spiegare il cambio di passo è anche l’head of Solutions Research Laurens Swinkels: “Ciò che è cambiato è la nostra comprensione delle implicazioni cicliche delle spese in conto capitale in corso per facilitare la rivoluzione dell’IA, così come la resilienza dell’economia globale” di fronte allo shock petrolifero legato alla chiusura dello Stretto di Hormuz e ai dazi statunitensi più alti dagli anni Trenta. Da qui nasce la tesi della “grande riconfigurazione”, che per gli esperti della società si muove lungo tre direttrici strettamente collegate. La prima riguarda il commercio globale: non una deglobalizzazione in senso stretto, ma una riorganizzazione delle catene di fornitura, con imprese e governi più attenti alla sicurezza degli approvvigionamenti che alla sola ottimizzazione dei costi. Il secondo pilastro è la riconfigurazione del capitale: secondo Robeco, l’economia passa da una fase trainata dai consumi a una più orientata agli investimenti, spinta dagli investimenti legati all’IA, dalle infrastrutture energetiche e dal ritorno di una maggiore intensità di capitale nell’economia reale. Il terzo riguarda infine la produzione e in particolare il passaggio dall’automazione al potenziamento del lavoro umano, o augmentation: l’intelligenza artificiale non si limita a sostituire mansioni, ma diventa una possibile leva di aumento della produttività attraverso la complementarità tra persone, tecnologia e capitale organizzativo.
Grande riconfigurazione, rinascimento radioso, decadimento sinaptico
La trasformazione in atto non è un processo lineare né privo di rischi. Secondo Robeco, la sua capacità di tradursi in una nuova fase di crescita dipenderà dalla velocità con cui gli investimenti legati all’IA produrranno aumenti di produttività, dalla tenuta del commercio globale e dalla capacità dell’economia di assorbire costi di adattamento più elevati. Per questo il rapporto costruisce l’outlook a cinque anni attorno a tre scenari possibili: uno di base, in cui la riconfigurazione sostiene una rinnovata espansione; uno rialzista, in cui l’IA accelera la produttività più del previsto; e uno ribassista, in cui i costi della transizione prevalgono sui benefici attesi.
Lo scenario centrale, a cui la casa attribuisce una probabilità del 50%, è quello che dà il nome al report: “La grande riconfigurazione”. Per Robeco, si tratterà di un’espansione rinnovata, sostenuta dal trasferimento di valore dalle società che abilitano l’IA a quelle che sapranno utilizzarla nei propri processi. Il rovescio della medaglia è un contesto di inflazione più elevata e una quota di disoccupazione tecnologica. Lo scenario positivo, definito “rinascimento radioso” e associato a una probabilità del 15%, prevede invece una diffusione più rapida ed efficace dell’IA, capace di generare un autentico rilancio della produttività e una crescita più sostenuta. Sul versante opposto si colloca lo scenario ribassista. Nel “decadimento sinaptico”, a cui Robeco assegna una probabilità del 35%, “la Grande riconfigurazione si arena prima ancora che se ne possano cogliere i benefici”: l’economia continua a sostenere i costi dell’adattamento, mentre l’eventuale implosione della bolla dell’IA può aprire la strada a una stagflazione più preoccupante.
Sul fronte degli investimenti, la “grande riconfigurazione” favorisce soprattutto l’azionario e il settore immobiliare. In particolare, nella view di Robeco, le azioni emergenti sono attese offrire un rendimento annualizzato a cinque anni dell’8% in euro, davanti all’azionario dei mercati sviluppati e al real estate quotato, entrambi al 7%. Più distanziate le obbligazioni: i governativi domestici sono stimati al 3,25%, il debito emergente in valuta locale al 5,5%, l’investment grade globale al 3,75% e l’high yield al 4,25%. Le materie prime si collocano al 5%, sostenute dalla domanda legata alla stessa riconfigurazione dell’economia.
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