Tommaso Tassi, country head Italia di Columbia Threadneedle Investments, spiega perché nel 2026 la frammentazione dei mercati rafforzi il valore della gestione attiva e perché gli ETF di nuova generazione stiano diventando un tassello sempre più centrale nei portafogli a maggior sofisticazione
Tommaso Tassi, country head Italia di Columbia Threadneedle Investments
Nel risparmio gestito, l’idea di ‘normalità’ è stata a lungo associata a cicli leggibili: fasi risk-on e risk-off, politica monetaria come bussola, volatilità episodica. Oggi quel quadro appare meno affidabile. Divergenze macro, shock geopolitici, innovazione tecnologica e regolamentazione in evoluzione stanno ridefinendo le logiche di generazione dell’alpha e spostando l’attenzione dal semplice posizionamento di asset allocation alla capacità di interpretare i mercati con profondità analitica. In questo contesto, la gestione attiva torna al centro non come scelta di stile, ma come leva strategica per costruire portafogli resilienti e orientati al futuro.
Il 2026 è da molti definito un punto di svolta dal punto di vista della gestione. Quali elementi stanno rendendo questo passaggio così rilevante?
Per oltre un decennio, l’industria del risparmio gestito ha attraversato cicli relativamente prevedibili: fasi di maggiore o minore propensione al rischio, variazioni nel ritmo della politica monetaria e sporadici episodi di volatilità che, pur generando tensioni sui mercati, rimanevano comunque all’interno di uno schema noto. Il 2026 segna tuttavia un punto di svolta decisivo. L’attuale contesto non si limita più a evolvere: sta attraversando una trasformazione profonda, simultanea e multidimensionale. I mercati, le aspettative degli investitori e le stesse logiche di generazione di alpha vengono ridefinite contemporaneamente da persistenti divergenze macroeconomiche, dall’accelerazione e dalla crescente democratizzazione della discontinuità tecnologica, da nuove esigenze regolamentari e da una clientela sempre più sofisticata ed esigente.
In un quadro più frammentato, che cosa rende oggi la gestione attiva ‘strategica’ e non più solo complementare?
In questo scenario, la gestione attiva supportata da ricerca solida e profondità analitica, visione globale e competenze specialistiche sui singoli settori diventa un imperativo strategico e un fattore competitivo fondamentale. Oggi gli investitori cercano gestori capaci di offrire ciò che la gestione passiva non può garantire: selettività, comprensione multidimensionale del rischio e capacità di adattarsi in tempo reale. Agilità e vicinanza al cliente non sono semplici qualità desiderabili, ma condizioni indispensabili per generare valore…
Secondo il chief economist advisor di Allianz, il rialzo del CPI USA riflette lo shock energetico e non dinamiche strutturali. La vera incognita riguarda gli effetti dell’IA sulla domanda e la capacità dei mercati di assorbire nuove emissioni
Previsioni al rialzo sull’inflazione e al ribasso sulla crescita. Lagarde: un segnale necessario, non una decisione drastica. Per gli analisti, le prossime mosse dipenderanno dai prezzi dell'energia
Per S&P Global Ratings, le operazioni innescate da Intesa-Mps rappresentano solo l’ultimo capitolo di un processo destinato a ridisegnare il settore. La ricerca di scala, investimenti in tecnologia e maggiore efficienza spingono gli istituti verso una nuova stagione di fusioni e acquisizioni
La sottoperformance registrata nel 2026 riflette prese di profitto, timori sulla sostenibilità della spesa pubblica e una maggiore selettività degli investitori. Ma, secondo Tikehau Capital, programmi di riarmo e fondamentali solidi continuano a sostenere le prospettive di lungo periodo del comparto
Inflazione USA in accelerazione a maggio: il CPI sale al +4,2% annuo, dal +3,8% di aprile, in linea con le attese. Terzo aumento consecutivo dopo la fase di moderazione. I gestori guardano a Kevin Warsh: decisiva la credibilità del suo impegno contro i rincari, anche con tassi invariati
Secondo gli analisti, giovedì Lagarde procederà a un aumento “precauzionale” e "di credibilità” e non si sbilancerà sul dopo. Un'altra stretta a settembre è molto probabile, ma incombe il problema crescita
Il patrimonio dei fondi domestici di categoria è cresciuto del 4% nel 2025 mentre il nav ha raggiunto 125,7 miliardi di euro. Residenziale e hospitality guadagnano spazio in portafoglio, con prospettive positive anche per il 2026. Il Rapporto di Scenari Immobiliari e Studio Casadei
Ca’ De Sass risponde alla proposta di Banco Bpm con un’Opas da 30,6 miliardi che riconosce un premio del 12,5% agli azionisti di Siena. Il ceo Messina: “Dalla fusione stimati 1,700 miliardi di attività, 27 milioni di clienti e una rete di 21mila consulenti”. Previsti anche 61 miliardi di dividendi
La creatura di Musk si prepara alla più grande quotazione della storia. E OpenAI e Anthropic non saranno da meno. Per gli analisti, le ripercussioni non risparmieranno nessun segmento del mercato. Ecco perché e a cosa guardare
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