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Adepp: attivi quasi raddoppiati dal 2013. Iscritti in crescita: a quota 1,66 milioni. Aumentano gli over 60
Altro anno di crescita per le casse previdenziali private. Anche il 2025 passa infatti in archivio con una sfilza di segni più: per il patrimonio, salito oltre quota 125 miliardi dai 114 del 2023, per gli iscritti, arrivati a 1,66 milioni, e per le prestazioni erogate. Il bilancio arriva dal consueto report annuale dell’Adepp, l‘associazione che raduna venti enti del settore, da cui emerge dunque un sistema in ottima salute che continua a scegliere l’Italia come meta preferita per i propri investimenti.
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Patrimonio in aumento a 125,1 miliardi
Dal 2013 al 2025, il patrimonio aggregato degli enti previdenziali privati è quasi raddoppiato. È infatti passato da 65,6 miliardi a 125,1 miliardi, con una media annua di crescita del 6%. A sostenere la corsa sia un saldo previdenziale positivo di 440 miliardi sia rendimenti netti medi del 2,3% all’anno. I fondi di investimento mobiliari rappresentano il 29,5% del patrimonio, seguiti da altri fondi di investimento (24,3%) e titoli di Stato (16,6%), con una riduzione della quota di investimenti immobiliari a favore di maggiore flessibilità e liquidità. Dal 2013, infatti, la quota di immobili direttamente posseduti è diminuita dal 17,6% al 2%, mentre i fondi immobiliari sono aumentati dall’11,3% al 13,4%, con le partecipazioni in società immobiliari rimaste costanti intorno allo 0,5%. Inoltre, negli ultimi undici anni anni, la quota di investimenti in azioni è cresciuta dal 9,8% al 18,9% degli attivi, inclusa la componente tramite fondi mobiliari. Circa 1,9 miliardi di euro sono stati invece destinati a quote di capitale della Banca d’Italia, “evidenziando un aumento strategico per compensare i bassi rendimenti di altri strumenti”, viene spiegato nel dossier.
L’impegno in Italia
Il 38% degli impieghi degli enti Adepp è localizzato in Italia, una percentuale che sale al 45% includendo liquidità e polizze assicurative. Nel dettaglio, sono tricolori l’84% delle azioni detenute dalle casse, il 75% dei titoli di Stato e il 59% degli altri fondi di investimento. Sono poi tutti nei confini nazionali gli investimenti in immobili ancora di proprietà diretta.
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Iscritti a quota 1,66 milioni: salgono gli over 60
Passando agli iscritti, lo scorso anno i professionisti aderenti alle casse previdenziali private sono saliti dello 0,33% rispetto all’anno precedente, arrivando ad essere un milione e 657.776. Le entrate contributive si sono attestate a 13,9 miliardi e le uscite per le prestazioni a 9,5 miliardi, per un totale di 520mila pensioni corrisposte. In costante ascesa i pensionati attivi over 60, che hanno raggiunto quota 130.077, dai 118.294 di dodici mesi prima.
Segno più per contributi e prestazioni
Dal 2005 al 2024, segnala Adepp, c’è stato un incremento significativo delle entrate contributive e delle prestazioni erogate. I contributi incassati hanno costantemente superato le prestazioni, generando un saldo positivo complessivo di circa 40 miliardi di euro. La contribuzione media per iscritto è aumentata da 4.108 euro del 2005 a 8.365 euro, registrando una crescita del 107% (in termini reali del 46%), grazie a una maggiore capacità contributiva degli iscritti e all’adeguamento delle aliquote. Sul fronte delle prestazioni, Invalidità, Vecchiaia e Superstiti, mostrano un chiaro incremento sia in termini assoluti che nella loro composizione. Nel 2005, il totale ammontava a circa 3,3 miliardi di euro, mentre nel 2024 ha superato gli 8,8 miliardi, registrando una crescita del 166,53%. Questo dato, secondo l’associazione, testimonia il consolidamento della capacità delle casse di garantire un supporto robusto nella fase finale della carriera lavorativa dei professionisti.
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In crescita il reddito medio dei professionisti
Il reddito medio degli iscritti alle casse private è di 47.601 euro, in crescita del 7,7% annuo. Tuttavia si confermano consistenti divari di genere, geografici ed anagrafici. I professionisti sotto i 30 anni dichiarano circa un quarto dei loro colleghi con età compresa tra i 50 ed i 60 anni, differenza che decresce con l’età ma che resta comunque marcata fino ai 50 anni. Per Adepp si tratta di un fenomeno tipico dell’attività lavorativa autonoma: “È normale che il numero di clienti e l’affermazione del professionista si incrementino con l’età e, quindi, con l’esperienza”, viene chiarito. A livello geografico, i redditi medi degli iscritti del Sud risultano inferiori del 46% rispetto a quelli dei colleghi del Nord, mentre la differenza tra Centro e Settentrione è del 19%. La disparità di genere, invece, non conosce confini e caratterizza tutto il Paese. In vetta c’è il Trentino-Alto Adige, in coda la Calabria. Quanto alla componente femminile, sebbene la percentuale di donne iscritte alle casse sia “cresciuta dal 30% del 2007 al 43% del 2024″, sul versante dei ricavi la quota ‘rosa’ rimane indietro: la differenza reddituale di genere è infatti di circa il 46%.
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