La campagna elettorale non è ancora partita ma già ci si chiede come le urne cambieranno vari dossier. Barra dritta per la Fed mentre gli effetti sulla crescita dipenderanno perlopiù dalle promesse fiscali di Trump. E non solo in positivo
Con il dominio incontrastato di Joe Biden e Donald Trump nel ‘Super Tuesday’, l’appuntamento che portava le primarie in 15 Stati della federazione, il grande carrozzone delle presidenziali Usa è finalmente partito. E, a giudicare dagli anticipi di campagna elettorale cui si è assistito in questi mesi, l’impressione è che ci siano le premesse per uno spettacolo da non perdere. Il leader dem, reduce da un mandato giudicato sotto le aspettative, e quello repubblicano, che quattro anni fa lasciò la Casa Bianca fra una miriade di polemiche, hanno l’aria di due pugili appena saliti sul ring: entrambi determinati e intenti a indossare i guantoni in vista di un match che li vedrà sfidarsi a colpi di slogan. Per ora i favori del pronostico vanno al tycoon, ma per decretare la sconfitta del rivale sarà necessario attendere l’election day del 5 novembre. Eppure, la folta platea d’investitori e analisti che occupa gli spalti già si chiede quale impatto avrà il giudizio dei 160 milioni di americani chiamati alle urne sui temi economici. Dall’inflazione alla crescita fino alle politiche fiscali o di bilancio e alla geopolitica, sono infatti tanti i dossier che rischiano di subire un cambio di direzione in esito al voto.
Per quanto riguarda la politica monetaria, l’interrogativo principale è se la posizione attendista della Federal Reserve possa subire variazioni in senso dovish. Una convinzione che sta iniziando a circolare sui mercati è infatti quella di una banca centrale disposta a farsi più accomodante nell’anno elettorale, anche se per ragioni non sempre interpretate in modo univoco: secondo alcuni, Jerome Powell cercherà di anticipare i tagli dei tassi solo per evitare di attuarli a ridosso del voto e ammantarli di un’aura politica; per altri, lo farà nel chiaro tentativo di aiutare il presidente in carica. Xiao Cui, senior economist di Pictet Wealth Management, ritiene che nessuna delle due affermazioni sia …
Risorse naturali, intelligenza artificiale e settori meno legati al ciclo delle commodity sostengono le prospettive della Borsa. Per Paul Xiradis, gestore azionario del gruppo, la crescita degli utili nel 2027 potrà poggiare su più motori. “Ma serve selezione”
Il debito record e il deficit fuori controllo pesano sugli Oat. Per gli analisti serve una svolta politica e un aggiustamento fiscale ampio e duraturo. Ma una nuova crisi dell’euro è improbabile
Il fondatore di Bridgewater Associates vede una crisi del debito americano entro tre anni e considera l’intelligenza artificiale una “bolla classica” vicina al punto di rottura. Dai capitali esteri in ritirata ai govies sul 5,3% e alle Big Tech sempre esposte, il rischio è che il costo del denaro finisca per interrompere il rally
Il sentiment index di CFA-Radiocor crolla a -47,8 punti, oltre 25 in meno rispetto alla rilevazione precedente. Gli esperti vedono più inflazione e tassi in salita, sia in Europa che negli USA. Negative le prospettive l’azionario
Le nuove tensioni in Medio Oriente hanno riacceso le quotazioni. Per gli asset manager, il vero collo di bottiglia è la raffinazione. Ma il premio per il rischio è sovradimensionato e probabilmente destinato a ridursi
Per il portfolio manager, la de-dollarizzazione non è un rischio. Ma gli acquirenti del debito Usa sono cambiati. E le conseguenze si estendono a tutto il reddito fisso
I rendimenti salgono per tre ragioni: normalizzazione, debito fuori controllo e fiducia incrinata nelle istituzioni. Sul mercato, fino alle elezioni americane di medio termine, si va a testa o croce
Gli investimenti nell’intelligenza artificiale continuano a sostenere i mercati, nonostante tassi elevati, tensioni energetiche e rischi sul debito pubblico. Per alcune aree il 2027 si annuncia più complesso, in particolare per Europa e Italia
Per Shaan Raithatha, senior economist di Vanguard, il ciclo di investimenti nell’intelligenza artificiale può spingere la crescita USA sopra il consenso nel 2027. Ma inflazione persistente, fabbisogno di capitale e tassi reali più elevati cambiano le prospettive di portafoglio: fixed income più interessante su base relativa e più spazio alla diversificazione fuori dal growth americano
Per Lula la strada del ballottaggio è in salita. Real e asset verdeoro festeggiano. Per gli investitori al centro c’è la sostenibilità dei conti pubblici, ma secondo gli asset manager un’inversione di tendenza è difficile chiunque vinca
La leadership delle mega-cap aumenta il rischio di concentrazione, mentre l’AI porta con sé segnali di euforia. Secondo gli esperti di Oddo BHF, per intercettare i cambi di leadership servono però modelli capaci di privilegiare i trend strutturali e adattarsi ai regimi di mercato
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