Secondo un sondaggio WisdomTree, il 18% dei risparmiatori investe già in asset digitali e il 22% ci sta pensando. Ma tre su cinque non rinunciano al supporto di un advisor. Scarse nozioni e rischio di truffe le cause. E intanto si guarda all’evoluzione delle norme
Una capitalizzazione di 3.500 miliardi di dollari, 170 milioni di masse gestite tramite ETP e una performance del +46% nell’ultimo anno. Il mercato globale delle criptovalute non può più essere ignorato, specie ora che il Bitcoin ha toccato il nuovo massimo storico e superato la valutazione record di 100mila dollari a unità. Lo sanno bene anche gli investitori retail, che mostrano sempre più interesse verso il fenomeno. È quanto emerge dall’ultimo sondaggio di WisdomTree, nel quale si evidenzia come tre italiani su cinque intendano costruire un’esposizione a questa classe di attivo per arrotondare i rendimenti dei propri portafogli. Un trend per il quale è però imprescindibile l’educazione finanziaria e che, non a caso, vede ancora il 60% degli intervistati voler affidarsi al consulente finanziario.
La ricerca, condotta su un campione di mille individui con un portafoglio individuale da almeno 5mila euro, fotografa un universo ancora nelle sue fasi iniziali di maturità ma in continua trasformazione. Attualmente, in particolare, il 18% dei risparmiatori investe già in asset digitali mentre si attesta al 22% la quota di coloro che ci stanno pensando. Un livello di apertura giudicato “elevato” dalla società e che arriva, non a caso, in un anno in cui si sono susseguite tante novità positive per il settore: dal sostegno del presidente USA Donald Trump alle iniziative della Financial Conduct Authority (FCA) inglese, che ha pubblicato un documento di consultazione dove si menziona la possibilità di consentire al pubblico retail di accedere alle cripto tramite ETP. Per WisdomTree, questi interventi hanno contribuito a cambiare la percezione generalizzata degli strumenti in questione e promuoverne l’integrazione nelle strategie di investimento anziché il solo uso in chiave speculativa: ecco perchè il 47% di chi se ne serve dice di farlo per generare un reddito disponibile maggiore, il 31% per acquistare una casa, il 29% in ottica di pianificazione familiare e il 27% guardando alla pensione.
Consulenti protagonisti della partita
Ciò che emerge con maggior forza dal lavoro di WisdomTree è che, con la crescente popolarità del mercato delle criptovalute, saranno soprattutto i consulenti finanziari a doversi aspettare di venire chiamati a svolgere un ruolo importante in Italia per l’accesso da parte dei soggetti privati. Mentre le piattaforme di criptovalute riscuotono un successo che varia molto in funzione dell’età, dal 30% per gli under 35 a un minimo del 13% tra gli over 55, si attesta infatti al 42% la quota di intervistati che sceglierebbe il supporto di un advisor per accedere a questa asset class: una cifra che rispecchia le lacune informative lamentate da molte utenti, con sei intervistati su dieci (62%) che affermano di essere disposti a entrare nel mercato o ad aumentare la propria esposizione solo a fronte di una migliore comprensione dei loro fondamenti o se fossero disponibili maggiori informazioni didattiche.
Dovile Silenskyte, direttrice della divisione Digital Assets Research di WisdomTree
Non solo opportunità, però. Per i consulenti che vorranno cavalcare questo fenomeno si stagliano all’orizzonte anche diverse sfide. Come spiegato da Dovile Silenskyte, direttrice della divisione Digital Assets Research di WisdomTree, un punto cruciale sarà ad esempio continuare a informare i clienti sui rischi e sulle opportunità del mondo cripto. “I consulenti devono essere consapevoli delle criticità che si presentano quando i risparmiatori investono in questa asset class al di fuori dei fondi e degli altri strumenti strutturati”, ha spiegato, dalla difficoltà nell’avere una visione d’insieme di tutte le esposizioni al rischio di subire frodi”. Da qui il suo invito a sdoganare gli ETP su Bitcoin e simili nell’ambito del mix di portafoglio, perché contribuiscono a fornire un quadro generale dell’allocazione complessiva e consentono di adottare una pianificazione finanziaria più olistica sfruttando i migliori servizi di custodia e strutturazione dei prodotti.
E attenzione agli ostacoli normativi
Antonio Sidoti, head of Southern Europe di WisdomTree
Sebbene l’aspetto educational rappresenti un fattore chiave, tanto che ad affiancare i media finanziari come fonte principale di informazione sulla materia (31%) ci sono ancora un volta i consulenti (52%), WisdomTree è convinta che il fattore regolamentare continui a giocare un ruolo decisivo nel fornire o meno lo stimolo a gettarsi nella mischia. E poiché in Italia gli ETP su criptovalute non sono ancora stati autorizzati alla quotazione in Borsa, la società non pare affatto stupita che solo il 10% sia disposto a investire nel settore tramite questi strumenti e che un più ampio 35% si dica influenzato principalmente dalla regolamentazione nell’effettuare una valutazione. Lo stesso head of Sale e Southern Europe, Antonio Sidoti, lo ha chiarito. “Abbiamo riscontrato un approccio costruttivo da parte delle autorità di regolamentazione nei grandi mercati globali come gli Stati Uniti e la Germania ma la posizione normativa del nostro Paese crea un limite artificiale alla partecipazione degli investitori”, ha detto. Poi ha aggiunto: “L’effetto a catena potrebbe indurre questi ultimi a cercare alternative più rischiose”.
Oltre a presentare risultati dello studio, WisdomTree ha fatto il punto anche su come evolverà il quadro macroeconomico nel secondo semestre del 2025. Secondo la società, il tasso di crescita dell’Eurozona dovrebbe scontare il gap di produttività con l’altra sponda dell’Atlantico e fermarsi allo 0,9% mentre la locomotiva americana è vista in rallentamento dal +3% al +2%. Un ritmo che non sembra poter però minacciare né il percorso delle imprese USA, per le quali gli esperti della casa stimano utili in allargamento del 10%, né il recupero dei listini azionari, il cui rimbalzo dai minimi dalla crisi post-Liberation Day dovrebbe continuare. Novità positive paiono infine prospettarsi anche sul fronte della politica monetaria, con la Federal Reserve che viene data sempre più vicina a un taglio dei tassimentre non si ferma la svalutazione del dollaro innescata dalle politiche di Trump.
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