Tra il Genius Act USA e il crescente interesse degli istituzionali, secondo gli analisti la criptovaluta è entrata in una nuova fase di maturità. E la corsa continuerà
Tra la spinta normativa favorevole, il crescente interesse degli investitori istituzionali e l’elevata incertezza che si respira sui mercati, il bitcoin sta vivendo l’ennesimo momento d’oro. La più capitalizzata tra le criptovlaute ha infatti toccato un nuovo record, sfondando quota 11mila dollari e arrivando a un soffio dai 12mila. Il tutto proprio nel giorno del suo anniversario, il cosiddetto Bitcoin pizza day. Quindici anni fa, il 22 maggio 2010, avvenne infatti la prima transazione: due pizze dal valore di circa 40 euro furono pagate con 10 mila bitcoin. Una cifra che oggi corrisponde a oltre un miliardo di dollari. Ne ha fatta insomma di strada la valuta digitale creata da Satoshi Nakamoto. E per molti analisti è destinata a farne ancora, dal momento che i massimi storici appena raggiunti non sono altro che l’inizio di una nuova fase di maturazione e legittimazione.
Filippo Diodovich, senior market strategist di IG Italia
A dare gas alla regina delle cripto è soprattutto il Genius Act, il disegno di legge sui cosiddetti stablecoin recentemente fatto avanzare nel processo legislativo grazie a un forte sostegno bipartisan al Senato USA. “L’avanzamento del provvedimento ha portato investitori e trader ad incrementare gli acquisti di cripto nella convinzione che sia un importante passo per avere una regolamentazione più chiara per le imprese legate agli asset digitali sotto la presidenza Trump”, spiega Filippo Diodovich, senior market strategist di IG Italia. A suo parere, la prospettiva di un quadro normativo più definito sta infatti incoraggiando sia i retail sia gli investitori istituzionali ad aumentare la loro esposizione. “Dalle notizie recenti, Strategy (la ex MicroStrategy) sta continuando ad accumulare bitcoin. E molte altre imprese stanno seguendo il modello del gruppo di Michael Saylor”, fa notare.
“Il provvedimento propone un quadro normativo federale atteso da tempo per le stablecoin, imponendo agli emittenti di mantenere riserve 1:1 in asset liquidi, rispettare le norme antiriciclaggio (Aml) e adottare misure di tutela per i consumatori”, chiarisce Satish Patel, investment analyst di CoinShares. Per l’esperto, quindi, ciò ha dato nuova fiducia agli investitori, segnalando che “finalmente l’incertezza normativa nel settore degli asset digitali sta ottenendo risposte concrete a livello federale”.
Il contesto incerto e l’interesse degli istituzionali
Ma non è tutto. Luciano Serra, country manager Italia di Boerse Stuttgart Digital, fa notare come, in un contesto globale segnato da inflazione, tensioni geopolitiche e crescente sfiducia nei confronti delle valute tradizionali, il bitcoin si stia sempre più affermando come ‘riserva di valore’ digitale. Cresce infatti il numero di investitori, sia retail che istituzionali, che lo considerano un utile strumento di diversificazione del portafoglio. “Con circa 2.200 miliardi di dollari di valore, è oggi il sesto asset di investimento per capitalizzazione, dopo l’oro e le prime quattro aziende del mondo (Microsoft, Nvidia, Apple e Amazon)”, argomenta.
In questi mesi le principali istituzioni finanziarie americane come JPMorgan Chase, Morgan Stanley e BlackRock hanno ampliato le offerte di criptovalute per i clienti, pur mettendoli in guardia sull’alta volatilità di questi asset. Per Patel, a rafforzare ulteriormente il sentiment positivo c’è stato proprio l’inatteso cambio di rotta da parte di Jamie Dimon, ceo di JPMorgan Chase, da sempre scettico nei confronti delle cripto. “La banca ha annunciato che permetterà ora ai propri clienti di acquistare bitcoin. Sebbene non offrirà servizi di custodia, includerà investimenti in questa criptovaluta all’interno degli estratti conto dei clienti. Pur non approvandolo personalmente, Dimon ha dichiarato di difendere il diritto del pubblico a investire in questo asset”, spiega.
Se per la creatura di Nakamoto il momento è quindi particolarmente roseo, secondo gli analisti il futuro potrebbe esserlo ancora di più. Diodovich è convinto che il superamento dei 111mila dollari rappresenti più di una semplice corsa speculativa: “Segna l’inizio di una nuova fase di maturazione e legittimazione per il mercato degli asset digitali”, assicura. L’esperto rimarca anche che i nuovi record storici sono stati raggiunti dopo una tendenza positiva partita dai minimi di inizio aprile che è stata costante e continua a segnare nuovi picchi. “Valutiamo che con l’adozione istituzionale in forte aumento e un quadro normativo potenzialmente più favorevole all’orizzonte, la criptovaluta sembra ben posizionata per proseguire la sua ascesa nei prossimi mesi con il probabile target di 120mila dollari”, afferma.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Patel, che evidenzia come il sentiment complessivo rimanga sicuramente positivo: “L’interesse da parte degli investitori di lungo periodo resta solido, mentre i progressi normativi e alcuni fattori macro continuano a sostenere i prezzi”. E Serra fa notare come l’ottimismo si estenda anche alle altre monete digitali: “Ethereum, seconda criptovaluta per capitalizzazione, sta beneficiando del momento positivo del mercato, registrando sviluppi interessanti e confermandosi parte integrante di un ecosistema in evoluzione”, conclude.
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