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“Nel 2021 fine blocco licenziamenti ed effetti Fornero”. Lo ha detto il segretario generale della Uiltec nazionale
”Occorre determinare nel sistema previdenziale la giusta flessibilità tra il sistema pubblico e quello complementare. Proprio quest’ultimo deve porsi il problema del salto di qualità”.
Lo ha detto Paolo Pirani, segretario generale della Uiltec nazionale, concludendo i lavori della videoconferenza su piattaforma Zoom, organizzata dalla Uiltec Roma e del Lazio sul tema ”Pensioni: oltre quota 100, rafforzare la Previdenza complementare”.
All’evento sono intervenuti anche Domenico Proietti, segretario confederale della Uil, Riccardo Marcelli e Marco Pantò, rispettivamente segretari generale ed organizzativo della Uiltec di Roma e del Lazio.
”I lavoratori devono tener presente – ha continuato Pirani – due importanti scadenze che li riguardano: marzo 2021, che è la data in cui scadranno i provvedimenti del blocco dei licenziamenti e della proroga degli ammortizzatori sociali decisi dal governo su pressione dei sindacati, che erano arrivati a minacciare lo sciopero generale se non si fosse giunti all’approvazione delle norme suddette; poi, dicembre 2021 che è la scadenza degli effetti previsti dalla Legge Fornero. Credo che occorra prefigurare scelte che in questa prospettiva permettano la partecipazione dei lavoratori alle importanti decisioni economiche da attuare, anche grazie alle ingenti risorse presenti nei fondi complementari. Si tratta di circa cento miliardi di euro che per circa il 90 per cento del loro ammontare vengono investiti all’estero. Rappresentano quello strumento di democrazia economica che potrebbe essere usato in Italia”.
“L’opposizione a questa opzione viene da grandi gruppi internazionali che vogliono accaparrarsi il risparmio italiano – ha ricordato Pirani -. Ma, mai come ora, è giunto il momento in questo campo di rivendicare con forza l’autonomia del Paese e di chi ci lavora”.
Infine, un giudizio sull’esecutivo in carica: ”Ci vorrebbe un metodo di governo differente rispetto a quello esercitato nel passato, in particolar modo, dopo che la fase pandemica ci ha messo di fronte ai limiti del Paese, ma non mi pare che l’attuale esecutivo sia riuscito a cogliere i diversi cambi di paradigma che caratterizzano questa fase complicata, ovvero la necessità di cogliere le occasioni di sviluppo, generate in ambito europeo, rispetto a politiche precedenti basate su taglio di bilancio, di spesa pubblica, pensioni e sanità. Bisogna investire in ricerca, nella transizione energetica, nella manutenzione di reti materiali ed immateriali. Occorre farlo con scelte precise e capillari tenendo conto delle esigenze sociali aumentate per via delle crisi pandemica e climatica”, ha concluso Pirani.
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