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Secondo StoneX Bullion, dopo la distensione sul fronte dazi il premio per il rischio per il metallo giallo si sta esaurendo. Dando vita a un doppio top. L’analisi
Contrordine sull’oro. Mentre la maggior parte degli analisti continua a prevedere nuovi record, c’è chi lancia un alert, convinto che la distensione sul fronte della guerra commerciale potrebbe aver affievolito la spinta del bene rifugio per eccellenza. Nonostante negli ultimi giorni il downgrade di Moody’s del rating USA e la debolezza del dollaro abbiano ridato gas alle quotazioni, secondo Rhona O’Connell, head of market analysis di StoneX Bullion, il picco potrebbe infatti essere ormai alle spalle. E per il metallo giallo si starebbe configurando un doppio top.
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La distensione sul fronte dazi
“Nell’ultimo periodo, la preoccupazione per i dazi ha praticamente bloccato le importazioni di monete d’oro e argento dall’Europa agli Stati Uniti. I premi di alcune monete sono sotto forte pressione, in particolare le Krugerrand e le Eagles”, osserva l’esperta. A suo parere, però, la distensione sul fronte della guerra commerciale registrata a maggio, prima con l’accordo tra Stati Uniti e Regno Unito (che potrebbe fungere da modello per altri Paesi) e soprattutto con i negoziati di Ginevra con Pechino, potrebbe aver cambiato le carte in tavola.
Il picco è già stato raggiunto
“A seguito dei colloqui USA-Cina, il premio per il rischio per l’oro si sta esaurendo. Il metallo giallo ha annullato oltre il 50% del suo forte rally recente e, scendendo al di sotto dei 3.199 dollari, completerebbe una formazione tecnica a doppio top, che potrebbe preannunciare un ulteriore calo di 235 dollari”, analizza l’esperta. Per O’Connell, infatti, nonostante i fondamentali restino favorevoli, i progressi nelle trattative commerciali possono sicuramente raffreddare un po’ il mercato. “In ogni caso, siamo convinti che il massimo sia già stato raggiunto”, avverte.
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Il rapporto oro/argento dovrebbe iniziare a scendere
Invariate le prospettive a breve termine: per l’esperta di StoneX Bullion, l’oro sta ancora correggendo ma rimane ben sostenuto. “Ci aspettiamo che i prezzi continuino a mantenere questo supporto mentre i mercati si confrontano con un’incertezza persistente”, sostiene. Aggiungendo che il rapporto oro/argento, ancora di poco superiore a 100, dovrebbe iniziare a scendere quando le preoccupazioni economiche inizieranno a sciogliersi.
L’effetto Fed
Quanto all’altro driver del metallo giallo, ovvero la politica monetaria, O’Connell ricorda che nell’incontro del Fomc di maggio è stato mantenuto il tasso obiettivo sui Fed funds al livello prevalente di 4,35%-4,50%. “La dichiarazione che ha accompagnato la riunione però è stata formulata in termini più decisi rispetto al passato”, fa notare. Riferendosi al punto della nota in cui i banchieri centrali hanno rimarcato che ‘sebbene le oscillazioni delle esportazioni nette abbiano influito sui dati, gli indicatori recenti suggeriscono che l’attività economica abbia continuato a espandersi a un ritmo solido… L’incertezza sulle prospettive economiche è aumentata ulteriormente’. “I mercati hanno molte opinioni diverse sulla strada che la Fed sceglierà di intraprendere e, ora che i negoziati sui dazi sembrano fare progressi, qualsiasi modifica ai tassi nel corso del meeting di giugno appare sempre più improbabile”, afferma quindi l’esperta. Evidenziando che la Fed è ferma, ma che i mercati obbligazionari sono ancora alla ricerca di un nuovo allentamento, valutando i Fed funds al 3,76% a fine anno.
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Gli altri fattori
Sul fronte delle scorte, l’esperta sottolinea come quelle al Comex abbiano raggiunto un picco di 1.402 tonnellate il 4 aprile. Successivamente sono scese di 185 tonnellate fino a 1.217 tonnellate l’8 maggio, prima di un piccolissimo aumento il 9 maggio a 1.218 tonnellate. “La copertura scorte-totale dei contratti futures è dell’89%, ancora sostanzialmente superiore al normale 40%”, precisa. Inoltre, dopo le festività del Labour Day, la Cina è tornata in attività e questo, a suo parere, ha contribuito a dare al metallo giallo un certo sostegno grazie all’interesse degli acquirenti. “La domanda di lingotti d’argento sta aumentando in Medio Oriente e anche la domanda di quelli d’oro è robusta, mentre l’argento sta beneficiando in Asia del prezzo elevato del metallo giallo”, sottolinea.
Secondo O’Connell, l’argento si è mantenuto relativamente stabile di fronte al calo dell’oro, poiché i colloqui sui dazi hanno tolto un po’ di pressione alle difficoltà macroeconomiche. “Gli ETF sull’oro sono scesi di appena 19 tonnellate tra la fine di aprile e l’inizio di maggio. La produzione mineraria mondiale è di circa 3.600t. Gli ETF sull’argento stanno guadagnando attenzione, con un acquisto netto di 392 tonnellate dall’inizio di aprile, a 22.780 t, e 1.010 t da inizio anno. La produzione mineraria globale è di 25.497 t”, conclude.
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