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Gomez-Bravo (Mfs Im) si aspetta una recessione negli Usa. E nei prossimi 6-12 mesi un contesto ‘goldilocks’. Ecco come scegliere titoli e duration giusti
Il mare è in tempesta ma per gli investitori obbligazionari è possibile tenere comunque la rotta e individuare numerose opportunità. Necessaria è però una selezione attiva in grado di fornire potenziale rendimento, diversificazione e gestione del rischio, particolarmente cruciali in vista di una probabile recessione negli Stati Uniti. È la view di Pilar Gomez-Bravo, cfa co-cio fixed income di Mfs Im, secondo cui nei prossimi 6-12 mesi assisteremo a un contesto ‘goldilocks’ oppure dominato dall’avversione al rischio: “Entrambi gli scenari giustificherebbero un rafforzamento della duration. Stiamo cominciando a ricercare opportunità in tal senso nell’ambito delle nostre strategie obbligazionarie multisettoriali globali. Non tutte le duration sono uguali e ciò che intendiamo fare in generale è riportare la nostra esposizione agli Usa su livelli più neutrali”, afferma.
L’accesso al credito e l’azione delle banche centrali
Per capire che direzione prenderanno le correnti dei mercati finanziari, secondo la Gomez-Bravo, non si può prescindere ora dall’analisi dell’attività bancaria e del credito. “Stiamo assistendo a un significativo inasprimento delle condizioni di accesso al credito, che invariabilmente si traduce, con effetto ritardato, in un aumento dei tassi di default”, spiega. In ogni caso, a suo parere, l’attività privata sembra poter al momento colmare il divario creato dalla minore disponibilità degli istituti, oltre al fatto che le società ad alto rendimento appaiono in condizioni migliori dopo i rifinanziamenti del 2021. Ovviamente, se la tendenza dovesse continuare in Europa e negli States, i tassi di insolvenza potrebbero facilmente raggiungere un valore a singola cifra medio-alto. “Molto dipenderà dal contesto macroeconomico e, in particolare, dall’inflazione ma anche dai livelli occupazionali, che rimangono sorprendentemente solidi”, precisa.
Il punto, secondo la Gomez-Bravo, è soprattutto in che misura le banche limiteranno la concessione di credito al sistema economico e, conseguentemente, la possibilità che la Federal Reserve fermi, rallenti o inverta il suo ciclo restrittivo. “Esaminando le valutazioni sui mercati del credito globali, vediamo che l’impatto è stato limitato al settore finanziario, che comprende le banche e l’immobiliare, altro comparto sensibile all’andamento dei tassi di interesse”, osserva.
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Intanto, il carovita core negli Stati Uniti e nelle altre economie, come il Regno Unito, rimane piuttosto vischioso. E nonostante i dati americani evidenzino segnali di disinflazione, a detta dell’esperta Msf Im si tratta di un fenomeno estremamente graduale ancora insufficiente per giustificare un cambio di rotta della Fed. “Prevediamo che i rischi di ribasso aumenteranno nel corso dell’anno e il nostro scenario di base continua ad indicare una recessione dovuta agli effetti ritardati della politica monetaria più restrittiva. Le banche centrali continuano a preferire un approccio di reazione ai dati, aumentando la probabilità di un errore di politica monetaria”, avverte.
L’asset allocation tra credito e valute
Vista l’attesa per una recessione a stelle e strisce, se non globale, l’attenzione di Gomez-Bravo è puntata su Cina ed Europa. “Dato che l’inflazione ha raggiunto il picco negli Stati Uniti e che i mercati registrano una certa decelerazione, è probabile che il taper tantrum in cui abbiamo vissuto per gran parte dello scorso anno si sia esaurito”, sostiene. Di qui la previsione di uno scenario ‘goldilocks’ oppure di avversione al rischio per i prossimi 6-12 mesi.
“Siamo alla ricerca di opportunità nei mercati sensibili all’andamento dei tassi di interesse come il Canada, la Svezia e alcuni mercati emergenti in valuta locale quali il Messico. Al momento preferiamo il debito emergente in valuta locale emesso da alcune economie latine, che sono un passo avanti in termini di ciclo di rialzo dei tassi e di quanto è già scontato dal mercato”, sottolinea l’esperta. Precisando che sul fronte valutario resta neutrale sul dollaro Usa, mentre sta rafforzando le posizioni su euro e yen. “Guardiamo alle valute emergenti per aumentare il rischio valutario. Siamo alla ricerca di pair trade basati su un approccio fondamentale alle valutazioni”, aggiunge.
Per quanto riguarda il debito cartolarizzato e strutturato, l’ampliamento degli spread ha reso i titoli ipotecari più interessanti. “Rimaniamo focalizzati sulle opportunità idiosincratiche e sulle anomalie di prezzo in alcuni segmenti Cmbs del portafoglio. Stiamo rafforzando l’esposizione ai titoli Abs di emittenti non orientati ai consumi e con garanzie adeguate sotto forma di collaterale costituito da attrezzature aziendali”, precisa.
Sul fronte del credito, l’esperta di Mfs IM punta sull’investment grade. Con una preferenza per i mercati dalle significative anomalie di prezzo. Nell’universo emergente, invece, sovrappesa il debito in divisa forte, pur avendo ridotto la sovraesposizione. Infine, per quanto riguarda le obbligazioni high yield, Gomez-Bravo ritiene che il mercato non sconti molti default e gli spread si siano ridotti. “Molti investitori guardano al tratto a breve termine della curva dei rendimenti alla ricerca di differenziale e rendimenti aggiuntivi. Noi manteniamo un’esposizione che riflette un processo di selezione bottom up basato sulla nostra piattaforma di ricerca. Per questo non riteniamo di dover necessariamente incrementare il rischio sulla categoria”, conclude.
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