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Nelle prime posizioni spiccano quattro fund manager italiani di altrettante case d’investimento. Denaro sull’Italia ma con un rischio all’orizzonte
Nel panorama della categoria Morningstar Obbligazionario governativo area euro spiccano nelle prime posizioni quattro fund manager italiani di altrettante case d’investimento. Si tratta di Nicolò Bocchin (Azimut), Yuri Basile (Anima), Paolo Bernardelli (Eurizon) e Simone Pecoretti (Fideuram AM).

Tre di essi portano a casa un risultato aggiustato per il rischio vicino all’unità e quindi sopra la media di categoria sui tre anni, ma non mancano esempi di Sharpe ratio elevato fra i gestori che rientrano nella top ten, la gran parte di matrice estera.
Come è andato il mercato: Usa e Uk sotto la lente
Nel 2021 il mondo ha conosciuto le conseguenze dei rallentamenti nella fornitura di energia e nelle spedizioni. Non si sono sottratti a questo trend neanche i mercati finanziari, in particolare quelli obbligazionari di alcune aree specifiche.
“Riteniamo che alcuni mercati obbligazionari globali saranno duramente colpiti dalle ripercussioni che questo genererà sui rendimenti nominali: tra questi, possiamo certamente includere gli Stati Uniti e il Regno Unito”, spiega Kaspar Hense, senior portfolio manager per BlueBay Asset Management e co-gestore del fondo BlueBay Investment Grade Euro Government Bond (5 stelle Morningstar e un rendimento del 4% sull’orizzonte considerato).
“La persistenza dell’inflazione sopra al target per un prolungato periodo di tempo ha innalzato le aspettative d’inflazione ovunque. Siamo consapevoli che spinte inflazionistiche più persistenti si stanno consolidando in alcune economie, in particolare negli Stati Uniti e nel Regno Unito, tramite gli aumenti salariali”, scrivono in un commento gli analisti del team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management.
Le mosse dei gestori: denaro sull’Italia
Così gli esperti della gestione vedono nelle scadenze brevi e in alcune emissioni dei Paesi dell’Eurozona alcune fonti di generazione di alpha nel prossimo futuro.
“Ci aspettiamo che i Bund vadano in territorio positivo nei prossimi sei mesi, seppur restando vicini allo zero”, analizza Hense, che aggiunge anche una valutazione politica: “Ci aspettiamo che per questo orizzonte temporale si prospetti uno scenario politico favorevole. Alla luce di tutto ciò, pensiamo che l’allargamento degli spread dei titoli di Stato italiani rappresenti piuttosto un’opportunità di acquisto”, anche se poi conclude che “il rischio principale per gli spread europei rimane quello politico: in questo senso, le elezioni del 2023 in Italia sono sia un’opportunità che una sfida”.
Anche Paolo Bernardelli, manager del fondo Epsilon Fund Euro Bond promuove l’Italia: “Il comparto mantiene una preferenza all’Italia tramite investimenti sul segmento breve/medio termine e prevalentemente in titoli legati all’inflazione italiana. Al contempo abbiamo mantenuto l’esposizione lungo tutta la curva italiana tramite futures e l’investimento nel titolo di Stato di nuova emissione green”, scrive nel commento mensile del mese scorso.
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