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L’analisi di FIDA per FocusRisparmio si concentra sui 250 fondi aperti distribuiti in Italia che investono nel segmento fixed income con approccio absolute return
Una asset class da tempo ai ferri corti con i rendimenti, un contesto di mercato sempre più sfidante e una richiesta di capacità di individuare l’eccellenza da veri specialistici. L’approccio agli strumenti obbligazionari a ritorno assoluto certamente non è dei più semplici, ma per i maghi della fund selection le soddisfazioni non mancano.
I dati
Dall’analisi settimanale condotta per FocusRisparmio da FIDA, gruppo italiano specializzato nello sviluppo di applicazioni software dedicate ai servizi finanziari e leader nella raccolta, analisi e distribuzione di dati nel risparmio gestito, emerge che i comparti appartenenti alle due categorie autorizzati alla clientela retail italiana (escludendo fondi chiusi, assicurativi, pensione e speculativi) sono 250, con un totale di 556 classi di azioni. La maggior parte dei fondi considerati è gestita attraverso una strategia totalmente discrezionale, ma non mancano prodotti con politiche di tipo global-macro o long/short.

“In generale la politica di investimento adottata permette di investire in tutte le classi di rating ma, dove invece è specificato, sono le emissioni di migliore qualità ad essere privilegiate, a scapito degli high yield”, spiega Monica Zerbinati, analista finanziario di FIDA. “Coerentemente con la natura flessibile dei prodotti esaminati, sono numericamente pochi i comparti che prevedono vincoli sull’esposizione geografica, di duration o di tipologia di emittente. Tuttavia, nonostante la politica di investimento consenta ampissimo margine di azione, l’analisi storica dei portafogli dei fondi fa emergere una diffusa tendenza a mantenere un focus su determinate asset class per periodi consistenti. Non sono infatti rari i casi in cui, a titolo di esempio, un comparto si concentri esclusivamente o quasi su titoli governativi, oppure solo statunitensi o di emittenti attivi nella finanza”, aggiunge.
“Posto che l’elevatissima eterogeneità delle politiche di investimento dei fondi li rende difficilmente paragonabili e pertanto l’analisi comparativa perde parte del suo significato, possiamo affermare che nel complesso le due categorie esaminate registrano andamenti negativi nel breve e medio periodo. Non mancano i casi di eccellenza, ma nell’anno corrente circa il 90% dei prodotti risulta in rosso, mediamente del 7%”, conclude Zerbinati.
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“Conoscere a fondo” è la rubrica di FocusRisparmio.com in cui passiamo al setaccio una specifica asset class su un orizzonte di investimento di medio-lungo periodo, coinvolgendo i gestori dei fondi top performer in un’analisi a più voci sui driver di performance e sulle prospettive di rendimento dei prossimi mesi.
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