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Da semplici strumenti per investire sui mercati a basso costo a soluzioni sempre più specializzate. Crescono i prodotti attivi, quelli orientati al reddito e gli investimenti tematici, mentre gli investitori retail diventano più selettivi nella costruzione del portafoglio
Per anni gli ETF sono stati considerati poco più che strumenti passivi utili a replicare indici a basso costo. Oggi questa definizione appare sempre più limitante. Il mercato degli exchange traded funds si sta evolvendo rapidamente e, insieme ai prodotti, stanno cambiando anche i comportamenti degli investitori. Sempre più spesso questi prodotti non vengono utilizzati soltanto come base della costruzione di un portafoglio diversificato ma come strumenti attraverso cui accedere a strategie attive, temi di investimento specifici o soluzioni orientate al reddito. Una trasformazione che è particolarmente evidente in Italia.
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Uno strumento a 360°
Secondo i dati di Scalable Capital, gli ETF rappresentano ormai circa il 77% degli asset investiti dai clienti italiani della piattaforma e quindi raggiungono la quota più elevata tra i principali mercati europei. Ancora più significativo è il dato relativo ai piani di accumulo: risulta infatti che il 90% di quest’ultimi è costruito utilizzando questi strumenti. “Gli exchange traded funds sono diventati il punto di riferimento per tratta soltanto della ricerca di flussi periodici ma anche della possibilità di combinare obiettivi diversi all’interno dello stesso strumento”, osserva country manager Italia della società Alessandro Saldutti, che sottolinea come stiano spingendo l’investimento retail in Europa grazie alla loro capacità di offrire accesso trasparente ed efficiente ai mercati. “La loro diffusione riflette un cambiamento strutturale nel modo in cui gli investito ricostruiscono i propri portafogli”, ha aggiunto il manager, “con un’attenzione crescente al lungo periodo”.
Largo alla specializzazione
La crescita degli ETF non riguarda però soltanto la loro capacità di replicare grandi indici azionari o obbligazionari. Negli ultimi anni il settore ha visto nascere prodotti sempre più specializzati, in grado di rispondere a esigenze molto di verse tra loro. Uno dei fenomeni più interessanti è quello degli ETF attivi. Per lungo tempo la gestione attiva e il mondo degli exchange traded funds sono stati considerati quasi in compatibili ma oggi questa distinzione sta progressivamente perdendo significato. Tra gli operatori a vedere nel segmento uno dei principali filoni di sviluppo del settore c’è AllianceBernstein, che negli ultimi mesi ha ampliato la propria presenza in Europa con il lancio di nuove strategie. “L’azionario è un ambito in cui la gestione attiva continua a mantenere una forte rilevanza”, spiega dalla casa la global head of ETF Strategy & Partnerships Julie Gunts, che nota come un contributo importante venga da un contesto caratterizzato da cambiamenti strutturali e da una crescita disomogenea. “Gli investitori cercano sempre più strumenti che combinino la flessibilità e la trasparenza tipiche del passivo con la capacità di selezionare attivamente opportunità e rischi”, ha spiegato l’esperta. È un cambiamento importante perché segna il passaggio da semplice replica di mercato a veicolo di investimento a tutti gli effetti. Parallelamente cresce l’interesse per le strategie orientate al reddito. In una fase in cui molti investi tori cercano fonti di rendimento più stabili, gli exchange traded funds focalizzati sui dividendi stanno attirando attenzione crescente. Non si tratta soltanto della ricerca di flussi periodici ma anche della possibilità di combinare obiettivi diversi all’interno dello stesso strumento: dalla sostenibilità ai criteri ESG fino ad approcci basati su specifiche esclusioni settoriali o valoriali.
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Gamme in espansione
“Gli investitori vogliono ottenere esposizione a titoli azionari ad alto dividendo senza compromettere i propri principi”, argomenta Hector McNeil, co-founder e co-ceo di HANetf. Per poi precisare: “Una tendenza che conferma come il mercato si stia orientando verso soluzioni sempre più mirate e coerenti con esigenze di investimento specifiche”. Un altro filone…

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