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L’articolo è pubblicato su FocusRisparmio Magazine di maggio-giugno 2022, disponibile in versione digitale al seguente link.
Con l’invasione russa in Ucraina del 24 febbraio, i prezzi delle materie prime sono saliti bruscamente. Ma il trend è già in atto da tempo. Con la stagflazione sì a oro e altri metalli preziosi
L’impennata ha interessato tutto: grano, petrolio e gas naturale, così come altri metalli chiave come alluminio, palladio e rame. Ma i prezzi stavano già salendo anche prima dell’inizio del conflitto tra Russia e Ucraina, contribuendo a forti pressioni inflazionistiche. In questo contesto è essenziale capire se questi picchi di prezzo sono sostenibili. Inoltre, le materie prime sono famose per essere decorrelate dal resto del mercato e per difendere dall’inflazione. Ma non tutte funzionano allo stesso modo. Soprattutto in un momento di mercato così complesso legato all’incertezza generata dalla guerra in corso.
La voce dei fund manager
“Non sorprende”, spiega Lisa Thompson, equity portfolio manager di Capital Group, “che il settore energetico tenda a fare bene quando l’inflazione è in crescita, perché gli aumenti dei prezzi dell’energia, soprattutto per la benzina, possono essere rapidamente trasmessi ai consumatori.
Questo però non vale per altre materie prime, dove gli aumenti di prezzo possono essere assorbiti mentre ci si sposta lungo la catena di produzione”. Non è facile dunque capire su quali materie prime puntare per difendersi (e guadagnare) da questo difficile momento di mercato.
“È fondamentale capire che ci sono diversi driver di prezzo per ogni materia prima. Il grande eccesso di offerta di petrolio durante il primo semestre del 2020 ha portato a una riduzione degli impianti di perforazione, che non possono essere ricondotti ai livelli pre-crisi alla stessa velocità della ripresa dell’attività economica”, spiega Alexander Toth, gestore del fondo Raiffeisen-Active-Commodities, Raiffeisen Capital Management.
“Le industrie di diversi settori ad alta intensità energetica hanno già ridotto o dismesso ogni attività a causa degli attuali livelli di prezzo. La dipendenza dell’Europa dall’approvvigionamento energetico russo ha amplificato questo fenomeno. I metalli industriali registrano una forte domanda a causa dell’impeto verso la riapertura dei mercati combinato con i massicci stimoli governativi in tutto il mondo. E i metalli preziosi e specialmente l’oro sono ancora beni rifugio a cui gli investitori si rivolgono durante lo stress del mercato” …
E’ possibile leggere l’articolo integrale alle pagine 81-83 di FocusRisparmio Magazine di maggio-giugno 2022, disponibile in versione digitale al seguente link.
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