Oro sulle montagne russe: i gestori restano rialzisti
La nomina di Warsh alla Fed ha scatenato un sell-off. Per gli asset manager, è solo un aggiustamento. E un’opportunità di ingresso. Perché i fattori a supporto del rally non sono venuti meno
La nomina di Warsh alla Fed ha scatenato un sell-off. Per gli asset manager, è solo un aggiustamento. E un’opportunità di ingresso. Perché i fattori a supporto del rally non sono venuti meno
L'azionario di Seul è salito di circa il 90% in un anno grazie soprattutto al tech. Per gli analisti è merito delle riforme ma non solo. E i venti favorevoli non sono terminati. Ecco dove guardare
Il vertice coreano si è tradotto in una semplice proroga di un anno. Per gli analisti, il sentiment dei mercati migliorerà, ma le tensioni tra Trump e Xi Jinping potrebbero riacutizzarsi in qualsiasi momento
Secondo gli asset manager, i campanelli d’allarme in stile dot-com non mancano, ma non è detto che la correzione avverrà subito. Intanto le prospettive a lungo termine restano positive: ecco su cosa puntare
Dopo il record dei 4.000 dollari l’oncia, gli analisti vedono quota 4.500 entro il primo trimestre del 2026. I rischi però non mancano, anche se potrebbero trasformarsi in opportunità
La valuta statunitense perde terreno: -5% in pochi mesi, riserve globali in calo, fiducia istituzionale in discussione. Ma la de-dollarizzazione sarà un processo graduale, guidato più dalla geopolitica che dai fondamentali.
Per ora l’aumento delle quotazioni resta gestibile per quasi tutti i Paesi. Ma secondo i gestori, un’escalation in Medio Oriente potrebbe avere pesanti ripercussioni sulla crescita e sui prezzi degli asset finanziari
Secondo gli asset manager ora la priorità di Francoforte è proteggere la crescita dell’Eurozona dai dazi di Trump. E ci saranno almeno altre due sforbiciate. La rotta, però, non è segnata e potrebbe cambiare
Da inizio anno i titoli del Vecchio Continente stanno sovraperformando quelli a stelle e strisce. E per gli analisti continueranno a farlo. Grazie alla BCE ma non solo
Il partito cristiano-democratico sfiora il 30% e lancia Merz alla cancelleria. Crolla l’SpD mentre, AfD vola al 20% ma non governerà. E c’è incertezza su come si comporrà la coalizione. Per gli asset manager, possibile tensione sui Bund. Ma la corsa del Dax non si fermerà (per ora)
