Risparmio, solo un italiano su quattro investe: ecco cosa cerca
Studio XTB-YouGov: oltre il 50% ha un approccio prudente. Prima la sicurezza finanziaria, poi i mercati. Obiettivo: integrare il reddito e risparmiare per la pensione
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Un quadro macro in miglioramento, sul quale aleggiano però alcune incognite che impongono di adottare selettività nelle scelte di investimento. È questo lo scenario di base per i prossimi cinque anni formulato dalla società di gestione Robeco, che il 17 settembre ha presentato un report in cui analizza i rendimenti di portafoglio attesi nello stesso orizzonte temporale. E se le asset class tradizionali non smetteranno si regalare soddisfazioni, seppur a fronte di alcuni aggiustamenti tattici, promette di crescere il ruolo dei segmenti non convenzionali come strumenti di copertura.
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Lo scenario principale di Robeco prevede una crescita globale moderata, con un’espansione del PIL reale USA pari al 2,1% annuo. Nel frattempo, dovrebbero migliorare le loro posizioni in termini relativi anche altre aree del mondo: i mercati emergenti, il Giappone e soprattutto l’Eurozona. Quanto all’inflazione, la casa di gestione calcola che si attesterà intorno al 2,5% nei Paesi sviluppati e vicina al target fissato dalle banche centrali: unica eccezione gli States, dove il mix tra politiche migratorie e dazi di Trump dovrebbe portare i rincari a toccare il 2,75%. Un contesto positivo, insomma, ma che non sarà comunque sufficiente a stimolare adeguatamente la circolazione dei capitali: secondo la società, infatti, il populismo e crisi politiche come quella che si sta consumando in Francia dovrebbero frenare la fiducia degli investitori. Il tutto mentre sullo sfondo si stagliano due variabili difficili da inquadrare con precisione: l’intelligenza artificiale, cui viene assegnata una probabilità del 15% di diventare pervasiva e migliorare la traiettoria dell’economia sotto ogni profilo, e il dollaro, un cui eventuale crollo (35% di chance) andrebbe a causare stagflazione e domino fiscale.
Le previsioni di Robeco non possono che muovere dalla visione di un mercato più concentrato e trainato dal fattore momentum, con un numero minore di asset class capaci di offrire premi di rischio superiori alla media. Ecco allora che la selettività sarà chiave di volta per le strategie di portafoglio. I mercati azionari sviluppati sono attesi a +6% annuo ma con valutazioni già tirate, spiega la società, che ritiene sia meglio privilegiare le piazze emergenti: qui i rendimenti dovrebbero infatti oscillare tra il 7,5% e l’8,25%, spinti dal calo dei tassi e da un dollaro strutturalmente più debole. Per quanto riguarda il mercato obbligazionario, il credito investment grade viene visto ancorato al 3%-3,75% mentre l’high yield dovrebbe veleggiare verso un 4%-4,25% annuo. Decisamente più interessanti, secondo gli esperti della casa, sono quindi ancora una volta i bond EM: +5%,5-6% per il debito in valuta locale, +3,75%-4,5% per quello in hard currency.
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Fenomeni secolari come l’elettrificazione e le tensioni geopolitiche promettono poi di sostenere le materie prime tra le classi di attivo “laterali” con cui integrare a quelle convenzionali, secondo la casa, spingendole a un rendimento stimato tra il +5,25%e l’+8%. Proprio le commodities, insieme all’immobiliare, sono quindi viste da Robeco giocare un ruolo cruciale per i portafogli dei prossimi mesi. Lo ho spiegato Laurens Swinkels, head of Solutions Research della società: “Per affrontare i prossimi anni gli investitori devono guardare oltre gli asset tradizionali, abbracciando coperture poco amate come le materie prime e i real estate investment trust, perché a fare la differenza saranno la diversificazione e la copertura strategica”.
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