Fida ha esaminato i fondi di categoria venduti in Italia per individuare quelli più performanti. Azionario USA l’asset class preferita. Ma tra le case spicca la Germania. Che ritorni dai passivi. Ecco le classifiche
La recente volatilità non ha rotto l’idillio tra il mercato e il tema dell’intelligenza artificiale generativa. Se infatti è vero che titoli come Nvidia hanno vissuto un agosto movimentato, molti analisti e fund manager sembrano d’accordo nel respingere l’idea che questa tecnologia rappresenti una bolla. Del resto, gli ultimi studi sull’argomento parlano chiaro: a partire da quello di McKinsey in cui si associa ad AI e robotica un potenziale economico tra i 2.600 e 4.400 miliardi di dollari l’anno. Ecco allora che, per gli investitori, diviene cruciale fare una mappatura dei prodotti finanziari dedicati a due trend e capire quali siano i più performanti. FocusRisparmio ha deciso di analizzare fondi ed ETF dedicati al temanell’ottica di individuare schemi ricorrenti e indicazioni utili ad affrontare il nuovo contesto.
Dati allo 08/10/2024. Fonte: Fida – Finanza Dati Analisi
Monica Zerbinati, financial analyst di Fida
A circoscrivere l’universo d’osservazione è stata Fida (Finanza Dati Analisi), società di sviluppo applicazioni software per i servizi finanziari e di distribuzione e analisi dati nel risparmio gestito, che ha esaminato gli andamenti realizzati fino all’8 ottobre 2024 dagli strumenti interessati (raggruppati in categorie omogenee per politica di investimento e altre caratteristiche quali-quantitative). In base ai dati raccolti, risultano distribuiti in Italia 39 fondi attivi dedicati all’intelligenza artificiale (su un totale di 142) mentre la famiglia dei passivi si dimostra più contenuta: appena cinque ETF quotati su Borsa Italiana a fronte di 22 complessivi. Dalla storicizzazione delle politiche di investimento si nota però un importante trend nell’offerta di prodotti attivi: la diffusa esposizione verso il doppio sotto-settore ‘Intelligenza artificiale e automazione’. Un’evidenza che Monica Zerbinati, financial analyst della società, interpreta come tendenza dei big tech a espandere il raggio d’azione oltre il perimetro di uno specifico campo in favore di progetti interdisciplinari e olistici. “La fusione tra AI e robotica è ampiamente attuata e risulta sempre più complesso collocare le aziende in specifici settori”, spiega l’esperta.
Passivi più performanti. E nei portafogli c’è tanta America
Dati allo 08/10/2024. Fonte: Fida – Finanza Dati Analisi
Per quanto riguarda i rendimenti, gli indici di categoria calcolati separatamente su fondi ed ETF evidenziano una apprezzabile sovraperformance della gestione passiva. “Si tratta di un risultato in parte imputabile ai minori costi di gestione”, spiega Zerbinati, che però sottolinea anche un vantaggio competitivo dei prodotti con politiche più generaliste rispetto a quelli focalizzati su nicchie di mercato o sotto-settori specifici. Non solo. L’esperta ritiene che un altro elemento interessante emerga dalla storicizzazione dei volumi e dal confronto su più orizzonti temporali: “Si tratta di temi di investimento che vivono alterne fortune e che risultano molto influenzati dalle mode nonché dalle notizie di cronaca, in quanto queste hanno un forte impatto sulle quotazioni e sulle movimentazioni dei capitali”. Un chiaro riferimento al sell-off estivo innescato dalla stagione di trimestrali negative per Nvidia e altri titoli del settore.
In entrambe le categorie si nota una ridotta disclosure sulla composizione dei veicoli, per i quali non sono sempre disponibili i breakdown dei portafogli. Eppure, sottolinea Zerbinati, “emerge dove possibile una netta esposizione al mercato USA”:“Titoli come Microsoft, Tesla e Apple sono presenti in quasi tutte le top ten disponibili dei prodotti ad ampio spettro mentre le azioni di Netflix e Cyberark fanno la loro puntuale comparsa nella maggior parte dei veicoli incentrati sul più specifico tema dell’intelligenza artificiale”. Nel complesso, gli States rappresentano tra l’80% e il 90% dell’allocazione mentre il Sud-Est asiatico si ferma all’8%. Altra caratteristica comune osservata dall’analista è l’elevata sovrapposizione delle posizioni, sia a livello di selezione titoli che di pesi: “Le azioni in portafoglio tendono a non essere molto numerose e spesso raggiungono l’8% di peso”.
La classifica
Dati allo 08/10/2024. Fonte: Fida – Finanza Dati Analisi
Tra i primi cinque fondi attivi specializzati in intelligenza artificiale, spicca l’accoppiata Dws-Franklin Templeton. La casa di gestione tedesca detiene la testa della classifica grazie a un prodotto capace di rendere il 25,58% da inizio anno mentre la rivale USA conquista il secondo posto con un 21,72%. Da notare come proprio l’asset manager teutonico rappresenti una delle poche eccezioni in termini anagrafici, con due terzi degli strumenti in esame di così recente costituzione da disporre solo della performance year-to-date: un dato che conferma come il tema, specie in chiave finanziaria, sia esploso nel corso degli ultimi 12 mesi. Ai piedi del podio si posiziona M&G Investments, con un fondo azionario globale ad alta convinzione pensato per intercettare i titoli delle società che più potranno beneficare del trend secolare a livello di fondamentali: nello specifico, si tratta di un prodotto destinato a sviluppare un approccio aggressivo su un portafoglio di massimo 60 firme attive nei settori più disparati (automotive, healthcare, manifattura, agricoltura, finanza).
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