Una tendenza che nel tempo si è andata delineando soprattutto fra le sgr italiane. Fra i nuovi lanci si trovano comparti dedicati a temi d’investimento specifici come l’Esg e l’inflazione
Gianfranco Venuti, Responsabile coordinamento privati per Banco Bpm
Su 18,6 miliardi di raccolta dei fondi aperti nel primo trimestre dell’anno, i prodotti Target Date hanno raccolto circa 3,4 miliardi distribuiti su una manciata di comparti. È una tendenza che nel tempo si è andata delineando soprattutto fra le sgr italiane che approfittano di finestre di sottoscrizione definite (in genere 3 mesi o più) per lanciare sul mercato questi prodotti che incontrano sempre più il favore del pubblico.
Fra i motivi di questo interesse crescente c’è il fatto che “i prodotti Target Date rispondono a un oggettivo bisogno della clientela – spiega Gianfranco Venuti, Responsabile coordinamento privati per Banco Bpm – poiché definiscono un orizzonte temporale chiaro e risolvono quindi l’indeterminatezza che c’è di solito nella definizione del piano di investimenti”.
L’esperto sostiene che la definizione di un orizzonte temporale ancorato ad un obiettivo determinato “allinea la definizione della durata di un investimento e performance del singolo cliente a quella del fondo evitando una fonte di aleatorietà sul comportamento che può essere dannoso qualora vi siano contesti condizionanti di mercato. Si riduce inoltre il dannoso fenomeno di un market timing guidando l’investitore in modo graduale verso asset class con un più alto potenziale di rendimento, che altrimenti il cliente avrebbe avvicinato con fatica”.
L’altro elemento caratterizzante di questi strumenti, prosegue Venuti, è che possono essere gestiti con un investimento progressivo come il classico Pac. “Un fondo target può contemplare un investimento progressivo che favorisce l’approccio programmato sia in fase di investimento che nella fase di decumulo del fondo”. E in più possono essere calibrati in funzione di tematiche di interesse che vengono osservate sui mercati.
Fondi a scadenza, cosa sono e perché piacciono
Fra le società più attive nell’emissione di questi particolari prodotti troviamo Anima ed Eurizon che nel primo trimestre hanno chiuso le sottoscrizioni su alcuni nuovi comparti dedicati a temi d’investimento come l’Esg e l’inflazione.
Al primo posto per raccolta nei primi tre mesi c’è Eurizon global leaders Esg 50 – marzo 2026. “Si parla di un fondo che investe in società che hanno visto la propria posizione competitiva rafforzata dalla pandemia e pertanto offrono le migliori prospettive di crescita e di apprezzamento nello scenario economico post Covid19. La selezione titoli avviene tramite analisi fondamentale integrata con criteri Esg”, commenta Francesco Sedati, gestore del fondo che nei primi tre mesi dell’anno ha raccolto più di 1 miliardo e dal lancio conta un patrimonio di 1, 3 miliardi.
“La struttura del fondo è pensata per aiutare gli investitori ad evitare di commettere errori di ingresso e uscita nei mercati azionari: la componente azionaria cresce gradualmente dal 10% al 50% nei primi due anni; al termine dei due anni, si attesta in un range che potrà variare tra il 40% e il 55% a seconda delle opportunità di mercato; ed infine nell’ultimo anno potrà ridursi fino al 20% per consolidare eventualmente i risultati ottenuti”, spiega il fund manager a FocusRisparmio.
“Eurizon Strategia Inflazione è un prodotto flessibile multiasset che investe fino al 50% in azioni e può introdurre una componente legata alle commodities attraverso fondi fino al 30%. È la soluzione d’investimento studiata da Eurizon per quegli investitori che vogliono proteggersi dal rischio di inflazione inattesa”, spiega il gestore del fondo, Maria Luisa Matarrelli. “Il processo di investimento è basato sull’analisi del regime inflazionistico atteso nel futuro – aggiunge – e sul livello di volatilità del mercato per costruire un portafoglio diversificato in tutte le asset class”.
Nuovi lanci
Nei primi tre mesi c’è anche chi si è affacciato per la prima volta sul mercato con questa particolare tipologia di offerta. È il caso di Sella Sgr con il lancio del Bilanciato Ambiente Cedola 2027. “Nella costruzione del fondo abbiamo pensato di far coesistere più elementi: la durata predeterminata, la distribuzione di un provento annuale, le opportunità offerte dal mercato azionario e l’attenzione per la sostenibilità. Il nostro focus ambientale ci vedrà selezionare aziende impegnate nella transizione energetica e nella lotta al cambiamento climatico”, illustra Mario Romano, Direttore investimenti della sgr del gruppo Sella.
“I risparmiatori hanno manifestato crescente interesse per strumenti che prevedano una parte azionaria unita alla componente obbligazionaria – osserva l’esperto – che nel contesto attuale non consente di ottenere rendimenti attraenti, se non nella parte con più lunga scadenza o nelle emissioni societarie con maggiore differenziale rispetto ai titoli governativi”
“Un portafoglio molto diversificato e gestito grazie anche alla consulenza di Rothschild, permette di ridurre i rischi e ottenere più alti rendimenti a scadenza. Pensiamo possa rispondere alle esigenze di molti clienti, il fondo può rappresentare un valido elemento di diversificazione per investitori con differenti profili di rischio” aggiunge Romano.
Nel futuro Sella Sgr intende proseguire per questa strada: “Pensiamo di continuare in futuro con altri strumenti di questo tipo. La costante analisi del mercato, la ricerca di opportunità di investimento e l’attenzione ai trend di medio lungo termine potranno offrire la possibilità di costruire soluzioni anche a scadenza per i clienti non solo del gruppo”.
In sostanza, conclude Venuti di Banco Bpm, i prodotti Target Date consentono di “superare resistenze e paure del cliente medio, riavvicinando i risparmiatori all’investimento attraverso prassi formalizzate in termini di orizzonte temporale, modalità d’investimento e temi”.
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