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JP Morgan AM a guidare la classifica mensile con una raccolta di 14 miliardi. Da inizio anno si distingue iShares con flussi superiori ai 36 miliardi di euro
A giugno i fondi a lungo termine domiciliati in Europa raccolgono 73,5 miliardi di euro, quasi 8 miliardi in più rispetto al mese precedente. Da inizio anno la raccolta si porta a 461,7 miliardi. Alla fine del semestre, il patrimonio sale a 11.570 miliardi di euro segnando un nuovo record per l’industria europea dei fondi. È quanto emerge dalle consuete stime mensili formulate da Morningstar.

Fra le case prodotto si distingue iShares che da inizio anno ottiene i flussi netti più alti con oltre 36 miliardi di euro. A giugno è invece JP Morgan AM a guidare la classifica mensile con una raccolta di 14 miliardi ma in termini di crescita organica (rapporto fra la raccolta e i total net assets di 12 mesi prima) emergono i nomi di Xtrackers e Morgan Stanley.
Secondo i numeri di Morningstar la crescita del sistema lo scorso mese è dovuta principalmente alla robusta domanda di fondi azionari, che hanno attirato 36 miliardi di euro (14 miliardi in più rispetto al mese precedente). Le categorie azionarie blend e value sono le più gettonate dagli investitori.
I flussi verso i fondi a reddito fisso hanno sfiorato i 22,8 miliardi di euro, più o meno in linea con i mesi precedenti. “La maggior parte della raccolta ha interessato i segmenti più rischiosi dell’universo obbligazionario, come le obbligazioni globali ad alto rendimento, i bond emessi in renminbi e i fondi obbligazionari flessibili, nonché i prodotti obbligazionari corporate dei mercati emergenti globali”, commenta Valerio Baselli, senior editor Emea di Morningstar.
Le strategie bilanciate hanno goduto di un altro mese positivo (13,5 miliardi di euro di raccolta netta), mentre i fondi alternativi sono riusciti a rimanere nella zona verde, raccogliendo 682 milioni di euro.
Mese negativo per i fondi esposti alle materie prime (-855 milioni), categoria su cui ha pesato soprattutto la caduta dei flussi sui metalli preziosi. “Dietro il crollo ci sono state alcune prese di profitto, insieme alle preoccupazioni accese dalla Federal Reserve che stima tassi di interesse in salita prima del previsto”, scrive Baselli. Infine, i fondi monetari hanno registrato deflussi netti per 13,6 miliardi di euro.
La spinta verde
Secondo Morningstar il 24% circa dei fondi in Europa è “verde”, vale a dire allineato ai dettami degli articoli 8 o 9 del regolamento Sfdr in vigore dal 10 marzo scorso. Più particolare, calcola la società, dal punto di vista della crescita organica, i fondi passivi articolo 8 e i fondi articolo 9 a gestione attiva hanno registrato i tassi più elevati nel secondo trimestre dell’anno: rispettivamente al 6,04% e 6,79%. Nello stesso periodo i fondi non considerati sostenibili hanno avuto tassi di crescita organica trimestrali compresi tra 1,10% e 2,46%.
“Esaminando un campione diversificato di circa 30 case di gestione nella regione Emea i dati ci dicono che esiste un’ampia gamma di pratiche e interpretazioni, con alcuni gestori – in particolare francesi, nordici e olandesi – che classificano più fondi come verdi (classificati sotto l’articolo 8 o l’articolo 9)”, conclude il report.
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