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Secondo Scenari Immobiliari, nel 2023 il patrimonio globale salirà del 2,3% a 4.550 miliardi. Europa +3,3%. Nel nostro Paese 630 veicoli attivi, che nel 2024 toccheranno quota 132 miliardi (+3,9%)
Nessuna battuta d’arresto per fondi immobiliari e Reits, nonostante il momento difficile del mattone. Dopo un 2022 da incorniciare, il risparmio gestito allocato in real estate attraverso questi veicoli registra infatti una crescita ulteriore del 2,3% e si avvia a chiudere l’anno con un patrimonio di 4.550 miliardi di euro su scala globale. Lo rivela l’aggiornamento del Rapporto 2023 di Scenari Immobiliari e Studio Casadei, secondo cui i 1.580 miliardi di AuM in capo all’Europa la portano a pesare quasi il 35% sull’intero mercato mondiale. Una dinamica d’area a cui non fa eccezione neppure l’Italia, che mette a segno un incremento del 2,3% toccando quota 127 miliardi. E si prepara ad allungare di un altro 3,9%, per raggiungere i 132 miliardi nel 2024.
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Qualità la chiave del successo
Il merito del successo di questo comparto sembra essere riconducibile ad una strategia incentrata sulla qualità e che punta su operazioni sempre mirate: dalle dismissioni alle acquisizioni, passando per le semplificazioni. La conferma arriva direttamente dal presidente di Scenari Immobiliari Mario Breglia. Per l’esperto, infatti, i gestori si impegnano da anni perchè i valori e i canoni restino stabili anche in periodi complicati. E il tasso di occupazione a livelli molto alti non può che essere letto come una conferma della bontà di questo approccio. Tanto è vero che neppure lo smart working, a suo dire, ha intaccato le scelte delle grandi aziende. Semmai, fa notare Breglia, si sta verificando il contrario: “Si sviluppa una nuova domanda di spazi funzionali e più consoni alle esigenze dei lavoratori. Ne deriva che il tasso di vacancy nel terziario nuovo è sotto il 2%, contro il 15% per immobili poco adatti”.
Italia, 630 fondi attivi per 127 miliardi di patrimonio
Per quanto riguarda l’Italia, il rapporto sottolinea come il ciclo espansivo dei fondi immobiliari sia proseguito. Con il peso del valore gestito che ha sfiorato il 12% sul totale dell’area Ue. In calo poi l’indebitamento, grazie a una minore esigenza di liquidità dovuta sia alla diminuzione degli investimenti sia a un maggior impiego di risorse proprie per fronteggiare l’aumento del costo del debito. Secondo Francesca Zirnstein, direttore generale di Scenari Immobiliari, il 2024 vedrà un incremento di Nav e patrimonio rispettivamente del 2,7% e 3,9%. “Per l’anno a venire, stimiamo inoltre a 132 miliardi il patrimonio dei fondi nel nostro Paese, ipotizzando che il numero di veicoli accresca di venti unità e raggiunga un totale di 650”, precisa.
Gli uffici continuano a rappresentare l’asset class preferita, con un peso sul totale del patrimonio gestito del 58%, mentre il retail resta stabile al secondo posto con il 13%. Anche quest’anno è poi proseguito il trend positivo degli immobili residenziali e logistici, due segmenti che insieme rappresentano poco più del 15% del totale, sebbene questa quota sia in espansione. “Sulla base delle indicazioni raccolte tra le Sgr che partecipano al nostro gruppo di lavoro, segnaliamo prospettive positive e in aumento per le masse gestite nel 2024, con una tendenza alla diversificazione dei portafogli rispetto alla composizione attuale”, aggiunge la Zirnstein.
Infine, nonostante il trend al rialzo dell’ultimo trimestre, le stime di fine anno ipotizzano il raggiungimento della soglia dei 5,5 miliardi, ben al di sotto delle aspettative. Per gli analisti, bisognerà attendere la seconda parte del 2024 per assistere a una ripresa più sostenuta delle attività d’investimento. Il mercato italiano si conferma appetibile e continua a prevalere la componente internazionale dei capitali sul volume complessivo degli investimenti. Milano e Roma restano i principali catalizzatori di capitali, ma i mercati regionali si mostrano sempre più dinamici.
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